A 78 anni dalla Nakba, manifestazione nazionale a Milano e nel mondo
Al porto di Ravenna materiale dual use per Israele | Al via la raccolta firme per il Servizio Sanitario Nazionale | Licenziato il sindacalista Simone Vivioli dalla Tim per attività sindacale
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PALESTINA - Oggi è 78esimo anniversario della Nakba, la “catastrofe” per i palestinesi: cioè la fondazione di Israele. Uno Stato nato al termine di 30 anni di violenze e terrore, fino all’attacco militare del 1948, con 500 villaggi palestinesi letteralmente rasi al suolo, 15mila vittime, 750mila persone cacciate dalle loro terre per evitare i massacri da parte delle bande di Tel Aviv, architrave di quello che diventerà il futuro Stato – ed esercito – sionista.
78 anni dopo, la storia non è cambiata. Anzi, se possibile, è peggiorata, a partire dalla martoriata Striscia di Gaza, per il 60% inglobata manu militari da Tel Aviv, che lì continua, quotidianamente, a uccidere. Le ultime vittime sono due adolescenti, uccisi da un drone a Jabalia. In tutto questo l’organizzazione umanitaria World Central Kitchen, senza più aiuti, chiama il mondo alla responsabilità collettiva per l’assedio israeliano. 420 dipendenti WCK, residenti a Gaza, sono stati informati della fine dei loro contratti dal 20 maggio con la chiusura dei punti cibo, fondamentali per sfamare decine di migliaia di palestinesi nella Striscia, verso le cui coste puntano in queste ore le imbarcazioni superstiti della Global Sumud Flotilla II, ripartite ieri dalla Turchia. A bordo 500 attiviste e attivisti.
Nella Cisgiordania occupata, intanto, coloni ed esercito israeliani sono sempre più aggressivi nei loro assalti e violenze: ieri sera, migliaia di coloni fascisti hanno preso parte alla “Marcia delle bandiere” assaltando la Porta di Damasco, principale ingresso orientale della Città Vecchia di Gerusalemme. Lo hanno fatto, ancora una volta, sotto la protezione della polizia. Decine poi le aggressioni a giornalisti e residenti palestinesi di Gerusalemme Est, mentre un ragazzo di soli 16 anni, Zidan Owais, è stato ucciso dai soldati occupanti a Nablus. A est di Betlemme, invece, i coloni hanno assaltato il villaggio di Al Maniya, ferendo gravemente una donna anziana palestinese.
In occasione del 78esimo anniversario della Nakba, Radio Onda d’Urto ha tradotto in italiano (qui il testo) il comunicato integrale diffuso dall’Fplp, il Fronte popolare di liberazione della Palestina, principale organizzazione della sinistra palestinese. Ascolta o scarica
Dagli archivi di Radio Onda d’Urto, una trasmissione di ricostruzione storico-politica della Nakba realizzata nel 2018, 70esimo anniversario, con Diego Siragusa, studioso di colonizzazione della Palestina.
Per la Palestina e contro il sionismo, nell’anniversario della Nakba sono previste manifestazioni in tutto il mondo. Due gli appuntamenti nazionali, contemporanei, in Italia domani: cortei a Milano, concentramento ore 14.30 in piazza XXIV Maggio, e a Roma, ore 15 da piazza dei Cinquecento. Sentiamo Eyas Awad, dell’Associazione di amicizia Italia-Palestina. Ascolta o scarica
RAVENNA - I porti italiani si stanno trasformando in hub per la guerra. Un nuovo caso è emerso presso lo scalo marittimo di Ravenna, dove si trovano attualmente 16 sacchi di materiale refrattario destinati ad una acciaieria israeliana che fornisce l’esercito di Tel Aviv. La destinazione delle 20 tonnellate del materiale dual use, proveniente dall’Austria, è l’acciaieria Hod assaf metals, con stabilimenti a Kiryat Gat, che opera come fornitore certificato del Ministero della Difesa israeliano e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), specializzata in prodotti in acciaio durevoli e ad alta sicurezza. Il 12 maggio un lavoratore del porto di Ravenna ha denunciato la presenza del materiale. “Questa acciaieria rifornisce direttamente l’esercito israeliano. L’acciaio serve a creare munizioni. Il porto di Ravenna è fulcro del traffico verso Israele, ogni settimana passano navi dirette ai porti di Haifa e Ashdod. Già nel 2025 avevamo scoperto il transito di materiale bellico, munizioni, armi e dual use, come in questo caso”, fa sapere la giornalista freelance Linda Maggiori ai microfoni di Radio Onda d’Urto. L’intervista completa a Linda Maggiori, giornalista freelance e attivista del Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna, e Stefano Cobelli, lavoratore del porto e anch’egli attivista del Coordinamento.
SALUTE - La ricerca sugli Hantavirus è scarsa perché dominano le logiche di mercato; il piano pandemico nazionale è appena stato approvato ma non ancora operativo e la sanità territoriale non è stata potenziata e migliorata. Oggi al via la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per rafforzare il servizio sanitario nazionale (SSN). Ne abbiamo parlato ai microfoni di Radio Onda d’Urto con Vittorio Agnoletto, medico di Medicina Democratica che insegna “Globalizzazione e politiche della salute” alla Statale di Milano. Vittorio Agnoletto fa un appello alla mobilitazione, necessaria per invertire la direzione, a partire dall’adesione alla raccolta firme che comincia oggi per una proposta di legge di iniziativa popolare per difendere e rafforzare il servizio sanitario nazionale. Per firmare bisogna andare sul sito www.salutediritto.it
Oggi su Radio Onda d’Urto abbiamo parlato anche di:
La trasmissione di analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista Andrea Fumagalli: in questa puntata il faccia a faccia Trump – Xi Jinping a Pechino, poi il vertice dei ministri degli esteri dei paesi Brics, e infine l’Italia, con la deindustrializzazione galoppante e le parole premier Meloni nel corso del question time in Senato, tra Pnrr, salari e Sud Italia. Ascolta la trasmissione.
Simone Vivioli, segretario nazionale Flmu-Cub e storico delegato in Tim con più di 30 anni di anzianità di servizio a Firenze, è stato licenziato dall’azienda con la contestazione di aver inviato delle e-mail “per promuovere iniziative legali di ex-dipendenti” e di aver così sottratto tempo all’attività lavorativa. L’intervista ai nostri microfoni dello stesso Vivioli.
Domenica 17 maggio per la giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia Brescia Pride chiama ad unirsi “non solo la comunità queer, transfemminista, LGBTQIAPK+ e alleatǝ, ma tutta la cittadinanza per affermare con forza il diritto di tutte le identità, di tutti i corpi ad essere riconosciutǝ per vivere libere con dignità e rispetto”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Greta Tosoni, portavoce del Brescia Pride.
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
15 Maggio 1948 Yawm Al Nakba rievoca l’estromissione dei palestinesi dalla Palestina ad opera dei sionisti








