A Milano cortei, occupazioni e "Utopiadi" contro le Olimpiadi invernali
Lunga giornata di lotta nel capoluogo lombardo | Sciopero internazionale nei porti contro la guerra e il genocidio in Palestina | Analisi e commenti sul nuovo pacchetto "sicurezza"
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MILANO - Al via stasera allo stadio San Siro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Tra i 50 leader mondiali presenti anche il vice-presidente Usa JD Vance, che oggi ha incontrato la Meloni in Prefettura. Con lui e il segretario di Stato Rubio c’è pure l’Ice, la milizia privata trumpiana che da settimane a Minneapolis – e in molte città statunitensi - va a caccia di migranti e antirazzisti, deportando e anche uccidendo. Contro le truppe trumpiane, stamattina, 2mila giovani hanno partecipato alla manifestazione organizzata dai collettivi studenteschi e universitari - da piazza da Vinci al parco Trotter - in una Milano blindata, ostaggio del grande evento.
Sempre stamattina, mentre sfilava il corteo studentesco il Comitato Insostenibili Olimpiadi occupava l’ex PalaSharp di via Carlo Salerio. Ospiterà, fino a domenica, le Utopiadi, l’appuntamento sportivo, sociale e politico voluto dalle realtà di sport popolare contro le Olimpiadi ufficiali. Contro l’impatto ambientale, economico e sociale delle Olimpiadi, e per contestare l’inaugurazione ufficiale, mentre scriviamo più di duemila persone sfilano in corteo per le vie del quartiere San Siro per una Fiaccolata popolare antiolimpica, a pochi passi dalla cerimonia ufficiale. Domani pomeriggio – ore 15, piazza Medaglie d’Oro – corteo nazionale. Qui le corrispondenze di oggi da Milano su Radio Onda d’Urto.
Alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, e in particolare al loro impatto economico, ambientale e sociale, abbiamo dedicato l’appuntamento settimanale del venerdì mattina con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. L’Analisi critica dei fatti economici della settimana di oggi la trovate qui
PORTI - In Palestina l’esercito di occupazione israeliano ha colpito ripetutamente la Striscia di Gaza, in particolare nel nord. Almeno due vittime accertate a Beit Lahia e Jabalia, diversi i feriti tra cui una donna a Deir el Balah. Le navi da guerra israeliane hanno anche aperto il fuoco sulle barche di alcuni pescatori palestinesi. Il tutto nonostante il finto cessate il fuoco di ottobre 2025, mai rispettato da Tel Aviv, e con i valichi che rimangono chiusi - Rafah compreso - nonostante due milioni di persone siano allo stremo e costrette a vivere al freddo e alla pioggia in tende lacere. Proprio per questo, la Global Sumud Flotilla ha annunciato che in primavera proverà di nuovo, via terra e via mare, a rompere assedio e blocco navale. Partenza prevista il 29 marzo.
Contro il genocidio in Palestina, e in generale contro economia e logistica di guerra, oggi i lavoratori portuali hanno scioperato per 24 ore insieme al sindacato Usb. Con la parola d’ordine “I portuali non lavorano per la guerra”, nel tardo pomeriggio si sono svolte iniziative in molti scali marittimi italiani (Genova, Livorno, Trieste, Ravenna, Civitavecchia, Salerno, Bari, Crotone, Palermo, Cagliari). Si tratta della prima mobilitazione europea e mediterranea, lanciata con modalità autonome da una mezza dozzina di sindacati tra Italia, Grecia, Paesi Baschi, Marocco e Turchia. Qui i collegamenti di Radio Onda d’Urto con le manifestazioni.
Potere al popolo e Usb denunciano treni annullati da Bologna e da Rimini, fermi in stazione, perquisizioni e una presenza massiccia di Digos e carabinieri per ostacolare la partecipazione al presidio al porto di Ravenna. Secondo il sindacato Usb si tratta di una "prova generale" delle misure del pacchetto sicurezza del governo. Di seguito un passaggio della corrispondenza di Paolo Rizzi, di Potere al popolo Bologna:
PACCHETTO “SICUREZZA” - Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai 62 articoli del cosiddetto pacchetto “sicurezza”. Si tratta, in realtà, di una lunga teoria di norme contro manifestazioni e proteste di piazza. Le misure approvate introducono lo “scudo penale” – cioè impunità - per gli agenti di polizia in servizio, l’arresto in differita di 48 ore per nuove fattispecie di reato, l’allargamento delle maglie per i Daspo Urbani. E ancora: sanzioni penali per il travisamento, multe salate per il mancato preavviso delle manifestazioni, 3 anni di divieto di manifestare in caso di condanna per alcuni reati. Infine, viene introdotto il fermo preventivo di 12 ore, con comunicazione al pm, nei casi in cui la polizia – in maniera del tutto arbitraria e discrezionale - abbia “fondato motivo di ritenere che si pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”.
La destra ha deciso di accelerare l’approvazione delle norme liberticide strumentalizzando il corteo nazionale per Askatasuna dello scorso 31 gennaio, con 50mila persone in piazza a Torino per gli spazi sociali e contro le politiche del governo Meloni.
Oggi, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto anche:
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
6 febbraio 1976 - Sciopero generale e occupazione della Stazione a Milano da parte dell’Autonomia operaia







