A Torino chiesto il carcere ai danni di un compagno...per un'intervista a Radio Onda d'Urto
Palestina, Rojava (Siria), Iran: aggiornamenti e analisi I Altro che "Made in Italy": la Gdo strangola clienti, agricoltori e allevatori I Brescia: vittoriosa mobilitazione antisfratti
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TORINO - Apriamo andando a Torino, a un mese ormai dallo sgombero del centro sociale Askatasuna. Poche ore dopo lo sgombero, fra i tanti interventi, su Radio Onda d’Urto è andata in onda un’intervista a Giorgio Rossetto, storico compagno dell’Autonomia torinese, attualmente ai domiciliari. Proprio quell’intervista viene ora usata dalla Procura di Torino per chiedere la revoca dei domiciliari, da sostituire…con il carcere. Udienza fissata il 21 gennaio, temporalmente - e…strategicamente? - a metà strada tra l’assemblea nazionale di movimento di sabato 17 gennaio (al Campus Einaudi) e il corteo nazionale del 31 gennaio
Radio Onda d’Urto esprime tutta la propria solidarietà al compagno torinese Giorgio Rossetto. Respingiamo inoltre ogni tentativo di intimidazione, sia a compagne e compagni che alla Radio stessa.
Abbiamo chiesto un primo commento a Livio Pepino, già magistrato.
PALESTINA - Le forze di occupazione israeliane continuano i loro attacchi genocidiari in tutta la Striscia. Dal 7 ottobre 2023, Tel Aviv ha ucciso 71.450 palestinesi, 8 solo oggi. A Deir El Balah 6 morti, tra cui Muhammad al-Hawli, comandante delle Brigate al-Qassam. Assieme a lui ammazzati moglie, figli e parenti. 2 morti pure a Rafah, nel sud, mentre a Khan Younis è deceduta, per il freddo, una bambina di 9 mesi. Al riguardo l’Onu ribadisce che il blocco degli aiuti di Tel Aviv “sta spingendo la popolazione civile in una crisi senza precedenti”, aggravata pure da vento, piogge e freddo, oltre che da condizioni di vita e sanitarie oltre ogni limite.
Cisgiordania Occupata; rapito – e ferito da spari alle gambe - un giovane palestinese a Kafr Rai, Jenin, e un altro vicino Ramallah. A Hebron, invece, deemolita casa della famiglia di Imran al-Atrash, un ragazzo di 18 anni ucciso dalle forze di occupazione in alcuni scontri. Infine Gerusalemme, dove l’Unrwa annuncia la cessazione della propria attività per le azioni “oltraggiose” di Tel Aviv che lunedi ha spedito i militari dentro la sede, imponendo la rimozione delle insegne Onu e 30 giorni di chiusura
Israele uccide, caccia ong e persino l’Onu, coccolato dall’Occidente e dalle istituzioni della cosiddetta comunità internazionale, a partire da quelle sportive. Oltre a Fifa e Uefa che tacciono di fronte alle quasi 400mila firme raccolte contro la demolizione, ad Aida Camp (Betlemme) del centro sportivo aperto a bambine-i, lo sportwashing sionista continua. Caso esemplare sono le Olimpiadi Milano – Cortina, sponsorizzate pure da aziende che lucrano sull’economia del genocidio (una su tutte, Leonardo, main sponsor). Per questo sono diverse le contestazioni in corso al passaggio della fiaccola olimpica. In questi minuti tocca a Pavia, mentre per sabato a Brescia il Coordinamento Palestina lancia la mobilitazione “Fuori Israele genocida dalle Olimpiadi”. Appuntamento ore 17 di sabato al csa Magazzino 47 di via Industriale, 10 a Brescia, a pochi passi dall’annunciato passaggio della fiaccola.
Su Radio Onda d’Urto oggi:
SIRIA - Dalla Palestina alla Siria, sull’orlo di una nuova guerra civile su iniziativa del nuovo regime di Damasco, della Turchia e delle altre potenze globali (Usa e Israele su tutte) presenti nella regione, Nato in testa. Gli jihadisti al potere nel Paese da un anno – dopo i massacri contro alawiti, drusi e i quartieri curdi di Aleppo – hanno dichiarato guerra all’Amministrazione autonoma del nord-est, quella del Rojava e del confederalismo democratico, che oggi è tornata a invitare “Damasco a tornare al tavolo dei negoziati e a evitare l’ennesima escalation bellica”. Al momento però le milizie salafite ammassano le truppe a est di Aleppo: l’obiettivo è l’area a ovest del fiume Eufrate, Deir Hafer, parte dell’autogoverno curdo ma non solo, attaccando via terra e via droni (quelli turchi) la zona, oltre alla diga di Tishrin.
Dall’area a est di Aleppo l’appello del Kongra Star, confederazione delle donne e delle organizzazioni femminili del confederalismo democratico, tradotto in italiano da Radio Onda d’Urto:
IRAN - Infine l’Iran. Prosegue il blackout informativo interno al Paese, che rende molto difficile avere informazioni sia sul fronte delle proteste in corso da fine dicembre che su quello della repressione, in merito alla quale la Mezzaluna Rossa Internazionale denuncia l’uccisione di un proprio dipendente e il ferimento di altri 5, nella provincia di Gilan il 10 gennaio, senza fornire dettagli sulle circostanze. Morto, in questo caso per mano del regime, anche un cittadino iraniano-canadese, come denuncia il governo di Ottawa, pur anche qui senza ulteriori dettagli.
Sul lato internazionale Consiglio di Sicurezza Onu alle ore 21 in Italia, su richiesta Usa. Arabia Saudita, Qatar e Oman avrebbero convinto – per ora - Trump a “dare una possibilità all’Iran”. Dagli Usa arrivano altre sanzioni economiche, oltre a quelle che da anni colpiscono duramente la popolazione e non certo i vertici del regime.
Clicca qui per le interviste odierne sull’Iran di Radio Onda d’Urto.
Su Radio Onda d’Urto ascolta anche:
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
15 gennaio 1919: in Germania scoppia la Rivoluzione.








