Al via l'estate italiana, in piena crisi climatica e sociale
Lavoro povero e inflazione frenano le vacanze | Primo round di colloqui Iran-Stati Uniti, gli aggiornamenti dal Medio Oriente | Ospite negli studi della Radio Sami Huraini, attivista palestinese
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CAROVITA - Con il solstizio del 21 giugno, è iniziata ufficialmente l’estate. La stagione 2026 è però segnata da un contesto di guerre aperte, crisi sociale e rincari.
Dopo un anno di lavoro sempre più persone non possono permettersi di andare in vacanza e, prima ancora, di fare fronte a bollette, affitto, benzina e beni di prima necessità, colpiti strutturalmente dall’inflazione e da politiche economiche che hanno tagliato sulle spese sociali per destinarle a quelle in campo militare.
A vidimarlo i dati diffusi in questi giorni da istituti e enti dedicati. In primis la Caritas che fotografa un paese dove la povertà tende a perdere il carattere dell’eccezionalità diventando un fenomeno di “strutturale normalità”. Tra le tendenze più significative emerge l’aumento della componente anziana e delle famiglie con figli, il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri.
Per chi può permettersele, il caro vita sta ridisegnando anche le vacanze: si accorciano le ferie, si scelgono mete più vicine, si taglia su ristoranti, alloggi, benzina. A sottolinearlo in questo caso è l’indagine di Coldiretti/Ixè diffusa in occasione delle prime partenze estive. Secondo l’indagine sette milioni di italiani hanno rinunciato alle vacanze all’estero a causa della guerra in Iran e dell’aumento dei costi, scegliendo di trascorrere le ferie entro i confini nazionali. Nel 77% dei casi la decisione è legata al caro prezzi, a partire dall’aumento del costo dei voli e dell’energia.
Il commento ai dati di Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci.
In questo contesto il Governo ha dato l’ok oggi - tramite fiducia - al cosidetto “Piano casa”. Il testo passa al Senato che ha due settimane per l’approvazione definitiva. Senza nemmeno attendere l’ok del Parlamento, il governo ha già nominato il Commissario che dovrà gestire il piano.
Contestualmente, il governo ha respinto un ordine del giorno dell’opposizione che chiedeva “ulteriori iniziative e normative” per offrire condizioni abitative dignitose “nelle aree destinate all’insediamento dei braccianti agricoli nelle zone rurali”, al fine di superare le tendopoli, baraccopoli e container in cui sono costretti a vivere i lavoratori agricoli. Un commento con Margherita, del Movimento per il diritto all’abitare di Roma:
MEDIO ORIENTE - Di guerra parliamo ora, andando in Medio Oriente.
Il primo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con quelli che sono stati definiti “incoraggianti progressi“, mentre le trattative a livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana. Nonostante le minacce del presidente statunitense Donald Trump di distruggere il Paese, che sembravano poter compromettere il negoziato, i mediatori di Pakistan e Qatar parlano di risultati positivi.
Teheran ha confermato l’esito favorevole dei colloqui e ha ringraziato i mediatori: anche la Svizzera ha dichiarato che sono state create le condizioni per l’avvio immediato delle discussioni tecniche. In una nota congiunta diffusa al termine dell’incontro, Pakistan e Qatar hanno riferito che le delegazioni hanno delineato una “roadmap” finalizzata al raggiungimento di un accordo definitivo entro i 60 giorni stabiliti.
Israele si trova così sotto crescente pressione diplomatica. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha dichiarato: «Non ci ritireremo dalla zona di sicurezza», sostenendo che la presenza militare sia necessaria per difendere «i nostri cittadini dagli attacchi di Hezbollah e da una possibile invasione».
Dal Libano gli aggiornamenti con il giornalista freelance Mauro Pompili:
Restando nella regione, andiamo nella Cisgiordania occupata.
Qui un quindicenne e un diciannovenne palestinesi sono stati uccisi e un altro giovane è rimasto ferito lunedì mattina dalle forze di occupazione israeliane nella Cisgiordania occupata, nei pressi dell’insediamento di Karmei Tzur, costruito dagli israeliani su terre e proprietà palestinesi a Beit Ummar, vicino a Hebron. Fonti della sicurezza e residenti locali hanno riferito all’agenzia WAFA che le due vittime sono state lasciate sanguinanti per un lungo periodo dalle forze israeliane prima che i loro corpi venissero sequestrati.
In merito alle violenze sistemiche di Israele nella Cisgiordania occupata, Radio Onda d’Urto ha intervistato Sami Huraini (in foto) di “Youth of Sumud“, Comitato di resistenza popolare nonviolenta nato nel 2017 a Masafer Yatta (West Bank, Palestina) ospite nei nostri studi sabato 20 giugno 2026.
Nella Striscia di Gaza, invece, una nuova strage si è consumata questa mattina. In seguito a un attacco israeliano che ha colpito un’automobile nel centro di Gaza City, sarebbe stato ucciso un giovane studente, mentre il numero dei feriti non è ancora stato quantificato. L’attacco segue quello di ieri, quando due palestinesi, tra cui una bambina, sono stati uccisi da droni israeliani che hanno colpito un gruppo di civili a ovest di Khan Younis. Il bilancio delle vittime dell’aggressione israeliana a Gaza è così salito a 73.032 morti e 173.357 feriti dall’inizio dell’offensiva, il 7 ottobre 2023.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore.
Oggi, sulle nostre frequenze, trovi anche:
COLOMBIA - Denunce di brogli alle elezioni Presidenziali in Colombia, dove il candidato di estrema destra Albelardo de la Espriella si è autoproclamato vincitore. Ivan Cepeda, della coalizione progressista, chiede di attendere i dati ufficiali. Su Radio Onda d’Urto, gli aggiornamento con il giornalista Andrea Rodrigo Rivas, attento osservatore ed analista di questioni latinoamericane
ROMA - Al via Bande de Femmes. Il festival transfemminista di fumetto e illustrazione organizzato a Roma dalla Libreria delle donne Tuba prevederà anche quest’anno il consueto, ricco programma di dibattiti, laboratori, mostre diffuse e molto altro. Ai nostri microfoni, Marta Capesciotti, una delle curatrici di questa edizione 2026, in programma dl 30 giugno al 4 luglio
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
22 Giugno 1946 - La vergognosa amnistia di Togliatti:









