Altre stragi e massacri, il Libano ancora nodo centrale nei negoziati Usa - Israele - Iran
Strage di braccianti, sabato manifestazione ad Amendolara | Pisa, pioggia di denunce contro i movimenti pro Palestina | La rubrica settimanale di economia con Andrea Fumagalli
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MEDIO ORIENTE - Ancora stragi e massacri per mano israeliana in Libano, con il numero delle vittime dal 2 marzo a oggi sempre più vicino a quota 4mila, con 11mila feriti e centinaia di migliaia di sfollati. Hezbollah respinge la tregua che esclude il Libano del sud e di fatto trasforma le autorità libanesi nel cane da guardia di Tel Aviv contro il movimento sciita, che ieri ha “informato il premier Aoun del rifiuto all’intesa: qualsiasi accordo deve partire dal ritiro completo di Israele”. Il presidente sciita del parlamento libanese, Nabih Berri, vicino a Hezbollah, ha spiegato poco fa che se le truppe israeliane lasciassero il sud del Paese, anche il movimento sciita potrebbe ritirarsi.
Su Beirut e il nord per ora non si spara, ma al sud e nell’est è guerra. Almeno 15 le vittime oggi. Oggi era stato colpito anche l’ospedale Jabal Amel con 4 morti e 7 feriti, oltre a danni alla struttura sanitaria. Nell’area della vicina Sidone, invece, ordinata da Israele l’ennesima evacuazione di altri 8 villaggi dal sud; migliaia le persone in fuga.
Dal Libano il reporter Ivan Grozny, nostro collaboratore. Ascolta o scarica
Per quanto riguardo l’Iran, Trump parla di intesa nei prossimi giorni come fa da settimane, ma Teheran frena e ribadisce i propri punti fermi: la riapertura di Hormuz, lo stop alle sanzioni, la restituzione dei beni congelati in Qatar e lo stop agli attacchi israeliani in Libano.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi con la professoressa Rosita Di Peri, docente di Storia del Medio Oriente e Scienze politiche e relazioni internazionali all’Università di Torino. Ascolta o scarica.
CAPORALATO - Restano in carcere i 2 caporali pachistani accusati di aver bruciato vivi i 4 braccianti afghani e pachistani ad Amendolara nella piana di Sibari, in Calabria. Oggi iniziate le autopsie sui corpi dei 4 lavoratori, tutti tra i 19 e i 29 anni. Nelle parole dell’unico sopravvissuto si parla di vessazioni quotidiane, violenze, schiavismo e del tentativo di ribellarsi, finito nel sangue e nel fuoco. La Procura di Catanzaro intanto indaga sulla rete che controlla e sfrutta i braccianti costringendoli a orari e condizioni di lavoro da schiavi, il tutto per consentire gli affari lucrosissimi di grandi aziende italiane e di tutta la filiera della GdO. Contro un sistema malato di caporalato e sfruttamento sabato corteo nazionale ad Amendolara, con Cgil e Flai; ci saranno con uno spezzone sociale anche diverse realtà di movimento, della Calabria in particolare ma non solo.
Secondo Marco Omizzolo, sociologo e autore di saggi e ricerche nazionali ed internazionali sullo sfruttamento del lavoro in agricoltura dei lavoratori stranieri la prima cosa da fare è quella di “cancellare definitivamente la Bossi-Fini, di cancellare per sempre le logiche che stanno dietro ai decreti sicurezza, al decreto flussi, ai decreti Cutro”. Inoltre serve “aprire una grande procura nazionale contro il padronato, il caporalato, la tratta, lo sfruttamento e gli incidenti sul lavoro che abbia competenze nazionali, una capacità di investigare il fenomeno nella sua reale dimensione e di intervenire concretamente”. Leggi l’articolo e ascolta l’intervista con il sociologo Marco Omizzolo
Sempre sul tema dell’iper sfruttamento c’è stata una manifestazione venerdì mattina davanti al municipio di Schiavon (VI), a pochi chilometri dal luogo in cui è stato abbandonato un lavoratore di origine indiana, gravemente ferito dopo aver subito una caduta a tre metri mentre lavorava (in nero) in un maneggio. Secondo quanto ricostruito finora, è stata la coppia di suoi datori di lavoro ad abbandonarlo in strada, ferito, anziché portarlo in ospedale. Il lavoratore ora è salvo, ma la vicenda ricorda quella della morte di Satnam Singh, abbandonato vicino a casa due anni fa dopo che un macchinario gli ha tranciato un braccio e schiacciato le gambe in provincia di Latina. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Giosué Mattei, segretario generale della Flai CGIL del Veneto, e Stefano Menegazzo, segretario generale della FLAI CGIL di Vicenza.
Domenica 7 giugno il secondo appuntamento del tradizionale cartello di uscite e visite guidate di Maggio (e giugno) con la Radio, mentre continua la nostra campagna del 5×1000, a cui è possibile partecipare inserendo nella propria dichiarazione dei redditi (il 730) il codice 02084620174.
Domenica una biciclettata alla scoperta di alcuni interventi di urban art presenti a Brescia, nelle zone di Via Milano, Villaggio Violino e San Bartolomeo, scoprendo il significato, i processi creativi e il ruolo della comunità locale. Ritrovo in via Milano 13 alle ore 10. Durata di circa 2 ore e 30 minuti, percorso ciclabile di 14 km in piano con varie tappe.
Ai nostri microfoni Antonella tra le organizzatrici di Maggio con la Radio Ascolta o scarica.
Giovanni Gandolfi, docente di Urban design alla Laba di Brescia che ci accompagnerà nel percorso. Ascolta o scarica.
Oggi, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, trovi anche:
Dal nord al sud la filiera dello sfruttamento; la proposta degli economisti del World Inequality Lab per evitare la catastrofe ambientale e sociale; le aperture dell’U.E. sulle deroghe al Patto di Stabilità per l’energia e la tassazione delle grandi ricchezze e in chiusura, un punto sulla raccolta firme per quanto riguarda la proposta di legge di iniziativa popolare “1% Equo”, sono i temi al centro della conversazione settimanale su Radio Onda d’Urto con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. Leggi l’articolo e ascolta la trasmissione
Pisa: pioggia di denunce e sanzioni pecuniarie ad attiviste e attivisti contro il genocidio e per il popolo palestinese. Oltre 140 ipotesi di reato per 54 persone, a cui vanno aggiunte diverse multe, per un totale di oltre 60 misure riguardanti una serie di iniziative e manifestazioni che vanno dal luglio 2025 a questa primavera. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Carla, del Movimento di studenti per la Palestina di Pisa. Ascolta o scarica.
Da Brescia a Genova un “cammino disarmante” contro guerra, riarmo e crisi climatica. Anna Donadoni, dell’associazione “Repubblica nomade”.
Messico, a una settimana dall’inizio dei Mondiali di calcio cresce la tensione: sindacati dei docenti e di altri settori hanno organizzato marce e bloccato le principali vie di circolazione. Andrea Cegna, autore della newsletter “Il Finestrino” e nostro collaboratore
In Sardegna ci sono proteste agli aeroporti di Cagliari e Alghero contro la presenza di turisti israeliani, compresi soldati e riservisti. L’intervista a Mariella Setzu del coordinamento per la Palestina Ascolta o scarica
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
5 Giugno 1975 Muore Margherita ‘Mara’ in un conflitto a fuoco con i carabinieri







