Anan Yaeesh condannato a 5 anni e 6 mesi, assolti Ali e Mansour
Sabato assemblee di movimento a Torino e Milano | A Brescia mobilitazione contro la fiaccola olimpica | Contributi su Iran e Stati Uniti
Qui è FuoriOnda,
la newsletter quotidiana nei giorni feriali di Radio Onda d’Urto.
A cura della redazione informativa, viene pubblicata non appena chiudiamo la porta della Radio alle 20: come tutte le email, tu la puoi leggere quando vuoi!
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare in diretta Radio Onda d’Urto!
L’AQUILA - A metà pomeriggio è arrivata la sentenza di primo grado su Anan, Ali e Mansur, i tre cittadini palestinesi accusati di terrorismo internazionale per aver finanziato la Brigata di Tulkarem, attiva nella legittima – pure per il traballante diritto internazionale - resistenza palestinese contro l’invasione israeliana in Cisgiordania.
La sentenza di primo grado dispone 5 anni e mezzo di carcere per Anan Yaeesh, contro i 12 anni chiesti dalla Procura, mentre Ali Irar e Mansour Doghmosh (per loro chiesti rispettivamente 9 e 7 anni) sono stati assolti dal Tribunale de L’Aquila, dove fin dal mattino un folto presidio solidale si è riunito per esprimere solidarietà a 3 e ribadire che “la Resistenza Palestinese non si arresta né si processa”. La difesa aveva chiesto per tutti l’assoluzione contestando l’intero impianto accusatorio, basato su veline israeliane. L’avvocato difensore, Flavio Rossi Albertini, subito dopo la lettura della sentenza a L’Aquila.
Radio Onda d’Urto ha seguito il processo tutto il giorno, qui i diversi collegamenti.
Sempre sul fronte della repressione, sono decine e decine le denunce e le misure cautelari comminate in mezza Italia contro le manifestazioni di massa del 3 ottobre per la Palestina. L’elenco delle ultime ore comprende città come Massa Carrara, Trieste, Torino, Taranto, mentre a livello nazionale Valditara ha chiesto alle scuole di segnalare gli studenti palestinesi, sostenendo che non si tratta di raccolta dati personali ma solo di numeri per regioni e ordini scolastici. Una schedatura su base etnica, denunciano Usb e Osa, lunedì in presidio fuori dall’Usr Lazio di Roma. Qui i collegamenti con Luigi Del Prete Usb Scuola Roma e Gianluca Riccadonna docente di storia e filosofia al Liceo Scientifico Calini di Brescia.
Dalla repressione alla solidarietà, con il popolo palestinese, tornando in Italia dove proseguono le iniziative contro il passaggio della fiamma olimpica in vista di Milano-Cortina sponsorizzata, tra gli altri, da aziende che lucrano sull’economia del genocidio in Palestina, a partire dal “premium partner” dei Giochi, l’azienda armiera Leonardo. Ieri sera contestazione a Pavia, mentre domani tocca a Brescia. La fiaccola partirà da via Trivellini, a pochi passi dal Magazzino 47, fino a Piazza Vittoria. “Non si gioca con il genocidio” è lo slogan lanciato dal Coordinamento Palestina di Brescia che dà appuntamento alle 17 davanti al centro sociale di via Industriale, 10. Giorgio Cremaschi e Mariam Ghassan, del Coordinamento Palestina di Brescia
Dentro la Striscia, intanto, accelerano i raid israeliani non casualmente in concomitanza con l’annuncio Usa sull’avvio della seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco. In 24 ore 12 morti, tra Deir el-Balah, Nuseirat e ad al-Mawasi. Si segnalano un po’ ovunque droni israeliani e di navi da guerra israeliane vicino alla costa. Raid, arresti, 1 morto – un 14enne ad Al-Mughayyir, durante un’incursione degli occupanti in corso da ore - e feriti, di cui almeno 2 in maniera grave, a Beitot.
SIRIA - Nel pomeriggio di venerdì 16 gennaio una delegazione della coalizione guidata dagli Usa ha incontrato le Forze democratiche siriane, “per – ha spiegato il portavoce, Farhad Shami – cercare di evitare l’attacco diretto da parte dei miliziani di Al Jolani”, alias esercito siriano. L’incontro è avvenuto a Deir Hafer, dove anche nelle ultime ore Damasco ha scagliato colpi d’artiglieria e droni contro aree popolate da civili. Più dettagli nell’articolo sul sito di Radio Onda d’Urto.
A livello internazionale, ribadito l’appello della campagna Rise Up For Rojava e di tante altre realtà solidali a non lasciare cadere sotto silenzio il violento attacco di Damasco – e Ankara – contro il progetto politico rivoluzionario del confederalismo democratico, che unisce popolazioni curde, arabe, assire, ezide e di tanti altri gruppi nel complesso mosaico mediorientrale. Di questo si parlerà domenica a Milano, dalle ore 12, con un’assemblea pubblica indetta dall’Associazione Confederalismo Democratico – Milano Kurdistan in viale Monza, 255.
Su Radio Onda d’Urto Sherkan Xozat-li, dell’Associazione Confederalismo Democratico – Milano Kurdistan. Ascolta o scarica
IRAN - Continua il blackout di Internet, che potrebbe andare avanti almeno fino al Capodanno iraniano, seconda metà di marzo. Così Teheran che però ha pure annunciato di aver sospeso – ma non cancellato - le esecuzioni capitali, facendo sapere, con il capo della polizia Radan, che “l’ordine è stato ripristinato”. Difficile capire cosa succeda davvero, visto il blackout informativo, rotto solo dal regime stesso, che oggi ha aggiornato a 3.000 il numero degli arrestati.
Sul fronte internazionale gli Usa fanno sapere che la portaerei Lincoln si sta spostando dal Mar cinese all’area del Goldo Persico, con 3 cacciatorpedinieri e un sottomarino nucleare. In risposta telefonata di Putin a Pezeshkian, per mostrare il sostegno russo agli Ayatollah. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto gli interventi di
Gulala Salih presidente e socia fondatrice dell’associazione UDIK, Unione Donne Italo Kurde Ascolta o scarica
Vincenzo Miliucci della Confederazione Cobas Ascolta o scarica
Gabriele Repaci, analista di questioni internazionali, conoscitore dell’Iran curatore del canale Telegram “Vicino Oriente e dintorni”. Ascolta o scarica
Dall presidio promosso in Piazza Nettuno a Bologna in solidarietà alla popolazione iraniana e del Rojava Maria Giulia, dell’assemblea donne del coordinamento migranti di Bologna. Ascolta o scarica
A Torino cambio di location, il Campus Einaudi per l’assemblea nazionale di movimento “Governo nemico del popolo. Il popolo resiste” di sabato, ore 15, in vista poi del corteo nazionale del 31 gennaio, a seguito dello sgombero, il 18 dicembre, di Askatasuna. Un mese dopo, Vanchiglia resta zona d’occupazione, con blindati, militari, reti e controlli, come denunciato da una partecipatissima assemblea del quartiere a nordest di Torino.
Sempre sabto, ma a Milano, assemblea pubblica cittadina per il diritto alla città e difendere gli spazi sociali sotto sgombero. Il luogo resta ignoto: sarà infatti lo strumento della Taz (Temporary Autonomous Zone) a liberare uno spazio domani per dare luogo all’assemblea cittadina. La Rete per l’autogestione chiede ai partecipanti una “reazione tempestiva” appena si conoscerà il luogo. Sandra di Ambulatorio Medico Popolare
…E ancora ai microfoni di Radio Onda d’Urto…
La trasmissione di analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista Andrea Fumagalli: indagine dell’Antitrust sull’aumento dei prezzi dei prodotti agroalimentari; le ricadute economiche del nuovo pacchetto sicurezza; la rivolta popolare in Iran. Ascolta il suo intervento.
Intervista a Maristella Cacciapaglia, ricercatrice del Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università degli Studi di Milano e studio delle politiche migratorie degli Stati Uniti: “Negli USA si stanno moltiplicando forme di resistenza sia a livello istituzionale che a livello informale e dal basso”. Ascolta l’intervista
Una sola autoscala di Stato per la Provincia di Brescia, la denuncia dei sindacati. Matteo Angelucci Usb Vigili del Fuoco
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
16 Gennaio 1945 Omicidio Del Partigiano Gobbo








