Annunciato l'accordo Usa-Iran, venerdì (in teoria) la firma
Israele continua ad attaccare Palestina e Libano | A Ginevra manifestazione e scontri contro il G7 | Congelato per due mesi il piano licenziamenti di Electrolux, per la Fiom è una "tregua armata"
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MEDIO ORIENTE - Sarà una lunga settimana quella che dovrebbe portare, venerdì a Ginevra, alla firma fisica dell’accordo tra Usa e Iran. L’intesa è in vigore da oggi per effetto delle firme digitali mediate dal Pakistan. I termini precisi non sono stati diffusi, ma si parla di fine delle sanzioni nei confronti di Teheran e dello sblocco dello Stretto di Hormuz. Teheran ha precisato che i negoziati per un accordo definitivo si svolgeranno nell’arco dei 60 giorni. Venerdì, dal momento della firma, il traffico marittimo attraverso il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz dovrebbe ripartire, ma gli iraniani hanno fatto sapere che sarà gratis solo per i prossimi due mesi, mentre in futuro sarà gestito e regolato dall’Iran in coordinamento con l’Oman. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Siamak, compagno del Collettivo Rivoluzionario Jina. Di seguito un passaggio del suo commento:
Israele cerca di fare saltare il banco della fragile intesa. Il ministro della Difesa israeliano Katz ha fatto sapere che “l’esercito israliano rimarrà in Libano, Siria e Gaza, senza alcun limite di tempo”. Anche l’altro ministro di ultradestra, il colono e fascista Smotrich, ha affermato che “un accordo con l’Iran è negativo per Israele e per il mondo libero”. Per chiarire il concetto, Israele ha attaccato anche oggi alcune località del sud del Libano. Due le vittime, una a Nabatieh e l’altro a Bint Jbeil, oltre a 6 feriti; tra loro, anche i primi residenti tornati verso quel che resta delle loro case, a sud. Oggi abbiamo realizzato tre collegamenti con la capitale libanese, Beirut. Con noi i giornalisti Pasquale Porciello e Maurizio Pompili, oltre al capomissione di Un Ponte per in Libano, David Ruggini.
L’esercito israeliano, infine, ha ucciso altri 9 palestinesi in attacchi sulla Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore. Dall’inizio del finto cessate il fuoco di ottobre 2025 sono 1000 i palestinesi ammazzati a Gaza dai bombardamenti israeliani. Dal 7 ottobre 2023 a oggi sono 72mila le vittime palestinesi, 173mila i feriti. Per le autorità sanitarie di Gaza “molte vittime rimangono sotto le macerie e sulle strade, tra la continua incapacità delle squadre di ambulanza e di difesa civile di raggiungerle” a causa del rischio di attacchi.
GINEVRA - Ieri decine di migliaia di persone hanno dato vita a un’imponente manifestazione contro il G7 a Ginevra, in Svizzera, vista l’impossibilità di arrivare nella blindatissima Evian (una quarantina di km a est, sulla sponda francese del lago Lemàno) dove - da oggi a sabato - si svolge il vertice. Il corteo si è diretto verso la sede dell’Onu di Ginevra. A questo punto sono iniziati intensi scontri con la polizia che sono andati avanti fino a tarda sera tra lanci di oggetti, barricate e lanci di lacrimogeni. La polizia, poi, ha accerchiato e tenuto immobilizzate per ore centinaia di persone in una piazza della città. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuta, per un racconto della giornata di lotta, Sonia Frisco, attivista del collettivo “La grève féministe” di Ginevra. Di seguito un passaggio della sua testimonianza:
LAVORO - Dal tavolo di confronto tra i sindacati confederali, le istituzioni e la multinazionale Electrolux è uscito un cambio di atteggiamento dell’azienda, che ha “congelato” il piano di oltre 1.700 licenziamenti in Italia per un periodo di due mesi. Un atteggiamento diverso rispetto ai modi con cui poche settimane fa aveva annunciato invece i licenziamenti e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Asti (Ancona) dove si producono cappe per cucine.
“Per noi è una tregua armata di due mesi”, ha dichiarato ai microfoni di Radio Onda d’Urto Andrea Torti, della segreteria Fiom di Milano, particolarmente coinvolta per la vertenza avendo sul territorio lo stabilimento di Solaro. “La fiducia nei confronti dell’azienda è ai minimi termini, avendo annunciato chiusure e licenziamenti mentre in azienda si fanno straordinari e c’è personale assunto a termini: si tratta di un affronto nei confronti di una relazione sindacale corretta”. Qui l’intervista di Radio Onda d’Urto ad Andrea Torti, della segreteria della Fiom di Milano.
Sempre sul tema del lavoro oggi abbiamo intervistato anche Antonella Inverno, capo dipartimento Ricerca e Analisi di Save The Children, a proposito del rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia”, i cui dati evidenziano la crescita delle dimissioni volontarie tra le neo-mamme.
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Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
15 Giugno 1944 - Sciopero degli operai di Mirafiori, a Torino, contro il trasferimento coatto dell’officina 17 sul Lago di Garda imposto dai nazisti









