Bari: condanne per 12 fascisti di Casapound.
Palestina: quasi 3.000 persone "evaporate" dalle bombe termiche israeliane I Verona: slitta decisione su archiviazione del caso Moussa Diarra I Antifa: sabato a Milano sotto il Consolato d'Ungheria
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BARI - Il Tribunale di Bari ha condannato 12 fascisti di CasaPound per“riorganizzazione del disciolto partito fascista” e “manifestazione fascista”. 7di loro sono stati condannati anche per lesioni. Le pene vanno da 1 anno e 6 mesi a 2 anni e 6 mesi di reclusione, oltre a 5 anni di privazione dei diritti politici.
I fatti risalgono al 21 settembre 2018, quando una squadraccia di fascisti aggredirono, a margine di una manifestazione antirazzista organizzata a Bari, attivisti e attiviste di ritorno dallapiazza. Erano i giorni dei decreti sicurezza del governo gialloverde, guidato da Conte: la manifestazione era stata convocata per contestare la visita dell’allora ministro dell’Interno Salvini e le sue politiche anti-migratorie.
Dopo il corteo, i 17 fascisti individuati aggredirono con cinghie e tirapugni 5 militanti antirazzisti. L’infame aggressione squadrista provocò 9 punti di sutura alla testa di un attivista, un altro riportò lesioni alle vertebre. Bari reagì prontamente all’agguato fascista con una manifestazione nel cuore del centro storico.
PALESTINA - Le forze di occupazione israeliane continuano ad attaccare tutti i territori palestinesi, con raid quotidiani. A 4 mesi dal cosiddetto cessate il fuoco, a Gaza le vittime sono circa 600, con poco meno di 2mila feriti Non solo: il valico di Rafah, dal quale Tel Aviv impedisce da oltre due anni il passaggio di persone e aiuti umanitari (nonostante l’operazione puramente mediatica della “riapertura”, nel gennaio 2026) è ora affidato dalle forze di occupazione alla milizia collaborazionista “Abu Shabab”, un mix di ex jihadisti e criminali comuni della Striscia, a cui Tel Aviv ha demandato il controllo della frontiera e dell’area circostante.
Dentro la Striscia, inoltre, nuove raid hanno colpito soprattutto l’area di Khan Yunis e Gaza City, con almeno 3 morti in 24 ore; tra loro anche un prigioniero, Hatem Ismail Rayan, paramedico all’ospedale Kamal Adwan, rapito con il figlio il 27 dicembre 2024 e da allora rinchiuso, senza accuse, nel centro di detenzione israeliano del Negev.
Secondo l’Unrwa, inoltre, il 90% delle scuole della Striscia sono poi state distrutte dalle bombe israeliane cadute senza sosta su Gaza per due anni e mezzo, quelli di genocidio, parola tuttavia “tabù” per l’imbelle comunità internazionale, impegnata a dare la caccia (per ora mediatica) a chi non ha paura di guardare negli occhi la verità, come la relatrice speciale Onu per i Territori Occupati Palestinesi, Francesca Albanese, accusata falsamente (in particolare da Francia e Germania) nelle ultime ore di aver definito “Israele nemico comune” in un’intervista ad Al Jazeera. Cosa in realtà mai accaduta, come si può facilmente evincere dalla lettura testuale delle parole della Albanese: tra “Israele” e “nemico comune” ci sono…85 parole in mezzo.
Nessuna protesta arriva invece, da Europa, Usa e regimi arabi vari ed eventuali, di fronte ai quasi 3mila palestinesi letteralmente “evaporati”, senza lasciare tracce, se non qualche goccia di sangue o brandelli di pelle. L’ipotesi concreta, secondo un’inchiesta sempre dell’emittente televisiva del Qatar, è che l’esercito israeliano abbia usato armi termobariche, capaci di sprigionare un calore fino a 3500 gradi, con conseguente…evaporazione del corpo. Per Al Jazeera, si parla di 2842 palestinesi fatti “sparire” con questa tecnica criminale.
VERONA - Dopo un’udienza durata tre ore, la Gip di Verona Livia Magri – chiamata a esprimersi sull’archiviazione chiesta dall’accusa ha deciso di rimandare la decisione in merito al caso Moussa Diarra, 26enne maliano ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente della Polfer il 20 ottobre 2024. La famiglia Diarra tramite i legali Fabio Anselmo, Paola Malavolta, Silvia Galeone e Federica Campostrini ha presentato un documento articolato per opporsi all’archiviazione.
Fuori dal Tribunale, in concomitanza con l’udienza, una trentina di attiviste-i del Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra e la Comunità Maliana, hanno atteso la decisione in presidio, ribadendo il no all’archiviazione.
MIGRANTI - Quello che sta accadendo in Unione Europea, con il voto sui cosiddetti “paesi sicuri” e la stretta - l’ennesima - su quel che resta del diritto d’asilo, vede l’Italia avanguardia di queste politiche razziste, anche a seguito dei nuovi provvedimenti annunciati dal governo contro i migranti, la libertà di movimento e le navi di salvataggio civile, destinatarie delle minacce sul “blocco navale”.
Secondo la filosofa e docente di Filosofia politica a Milano Bicocca, Giorgia Serughetti, intervenuta su Radio Onda d’Urto, ci troviamo di fronte ad un “avvicinamento delle politiche europee a quelle di Trump negli Usa e a un preoccupante sdoganamento delle destre estreme da parte di quelle liberali”.
Ascolta, su Radio Onda d’Urto, la filosofa Giorgia Serughetti.
Su Radio Onda d’Urto puoi anche ascoltare:
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
12 Febbraio 1980: le Br uccidono a La Sapienza di Roma Vittorio Bachelet









