Biennale di Venezia, successo per lo sciopero contro la presenza di Israele. Tremila in corteo
"Prove di deterrenza per il controllo di Hormuz" tra Iran e Stati Uniti | Logistica di guerra, sciopero all'aeroporto di Montichiari (BS)
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GUERRA - L’esercito statunitense ha fatto sapere di aver colpito le petroliere Sea Star III e Sevda, impegnate a raggiungere un porto iraniano sul Golfo di Oman. Nel primo pomeriggio sarebbero state colpite anche altre petroliere iraniane che avrebbero cercato di forzare il blocco militare imposto da Washington sullo Stretto di Hormuz. Nella notte tra ieri e oggi, riferiscono le autorità iraniane, altri bombardamenti Usa sulle navi in transito avrebbero provocato il ferimento di 10 marinai iraniani. Ci sarebbero anche 5 dispersi. L’esercito Usa e quello iraniano continuano a scambiarsi attacchi nonostante la tregua in vigore dall’8 aprile. Il conflitto continua anche a coinvolgere l’intera area: gli Emirati Arabi riferiscono di aver abbattuto 2 missili e 3 droni di Teheran, mentre altri droni iraniani sono tornati a colpire la regione del Kurdistan in Iraq.
Si attende ancora una risposta iraniana all’ultima proposta in 14 punti avanzata dagli Usa nell’ambito dei negoziati mediati dal Pakistan. “È ancora in fase di valutazione”, ha detto oggi pomeriggio Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Alla Casa Bianca, intanto, il vicepresidentte Usa JD Vance è impegnato in un incontro con il premier del Qatar, lo sceicco Al Thani. Il Qatar è uno dei canali di comunicazione con Teheran.
Chi, invece, non aspetta e non vuole negoziati è lo stato di Israele, che continua a mietere vittime e portare distruzione in Palestina, dove proseguono genocidio, occupazione e pulizia etnica tra Gaza – stamattina altre 3 vittime - e Cisgiordania, e in Libano, dove poco fa l’ennesimo raid aereo di Tel Aviv ha ucciso 4 persone nel sud, nella località di Toura. Si sommano alle 19 vittime dei bombardamenti israeliani di ieri e stamattina.
“Gli ultimi eventi nello stretto di Hormuz possono sfociare in una escalation piena in qualsiasi momento, perché poi queste cose vanno completamente fuori controllo a un certo punto, quindi a una riapertura della guerra, ma al momento a mio avviso rappresentano di più una prova di deterrenza all’interno di questo Stretto“, fa sapere la giornalista italo-iraniana Tara Riva ai nostri microfoni, “cioè i due attori in questione, gli Stati Uniti e l’Iran, stanno facendo un po’ le prove di deterrenza nel vedere chi riesce ad avere la meglio dal punto di vista strategico in questo caso sullo Stretto, cioè l’Iran mira a mantenere lo status quo, quindi a mantenere il suo controllo sullo stretto e gli Stati Uniti mirano a […] evitare che sia l’Iran a mantenere questo controllo sullo Stretto”. L’intervista completa con Tara Riva, giornalista italo-iraniana e analista di questioni internazionali. Ascolta o scarica.
“Contro l’escalation bellica e la logistica delle armi”, c’è stato venerdì lo sciopero e presidio di protesta all’aeroporto civile di Montichiari, Brescia. Allo scalo della bassa bresciana orientale continua il transito di materiale bellico, come denunciato da Usb, che venerdì 8 maggio è in sciopero per 24 ore. In mattinata, dalle ore 11, presidio davanti all’aeroporto di Montichiari. “Oggi e durante la prossima settimana – denunciano lavoratori e Usb – sono infatti previsti voli che caricheranno materiale bellico diretto verso il Medio Oriente”. Ascolta o scarica l’intervista con Dario Filippini, USB di Brescia
Usb ha anche lanciato uno sciopero generale in Italia lunedì 18 maggio 2026 “per la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale, militare, industriale, tecnologico e accademico con Israele”.
VENEZIA - Sono oltre 27 i padiglioni della Biennale di Venezia rimasti chiusi venerdì 8 maggio per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del padiglione israeliano e il genocidio in corso in Palestina. L’elenco comprende: Austria, Belgio, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito, Arti Applicate ma anche Egitto.
Nel pomeriggio tremila persone si sono mosse in corteo da via Garibaldi verso il padiglione israeliano con le bandiere della Palestina e dietro gli striscioni “Free Palestine” e “No art genocide”.
Sul percorso hanno trovato schierata la polizia in assetto antisommossa, che ha bloccato il corteo con scudi e manganelli. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto un’attivista di Art Not Genocide Alliance, una delle realtà promotrici della mobilitazione e Stella, compagna del Laboratorio occupato Morion di Venezia.
ROMA - Si è tenuta nei giorni scorsi presso la Questura di Roma un vertice sulle violenze di matrice squadrista e sionista avvenuti nella capitale. Al centro dell’attenzione degli inquirenti un gruppo denominato «Brigata Vitali». La pista investigativa riguarda anche la rete di contatti di Eitan Bondì, il 21enne fermato per gli spari contro due attivisti ANPI il 25 aprile, ora ai domiciliari dopo l’udienza di convalida davanti al gip. Il gip ha derubricato l’accusa da duplice tentato omicidio a tentate lesioni pluriaggravate, contestando l’aggravante della premeditazione. Dopo la perquisizione a casa di Bondi, dove è stato trovato un vero e proprio arsenale di guerra, l’obiettivo della Questura sarebbe anche di censire i porti d’arma concessi a persone legate alla comunità ebraica.
Resta che da qualche anno, in particolare dal 7 ottobre del 2023, violenze, ordigni e intimidazioni contro gruppi e attivisti propal sono diventati molto frequenti: un’escalation sistematica da parte della destra ebraica ignorata o minimizzata, mentre episodi sempre più gravi si susseguono nel tempo. Sul nostro sito l’elenco redatto da Valerio Renzi giornalista e curatore della newsletter “S’è destra” dedicata a estrema destra e dintorni (sedestra.substack.com), oggi ai nostri microfoni Ascolta o scarica
Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
Appuntamento settimanale ogni venerdì con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana. Oggi abbiamo trattato
la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato “1% Equo”, che punta a introdurre una tassazione sui grandi patrimoni;
la compagnia petrolifera Shell aumenta i propri utili grazie alla guerra in Medio Oriente;
la corte di commercio internazionale Usa ha stabilito che i dazi del 10% imposti da Donald Trump a febbraio 2026 sono illegali;
PNRR, il numero delle opere effettivamente monitorabili attraverso i dati rilasciati dal governo è diminuito invece di aumentare: 280 mila su 655 mila progetti finanziati;
Colpo di scena nel cda di Monte dei Paschi con le dimissioni con decorrenza immediata di Fabrizio Palermo, amministratore indipendente e componente del comitato per le operazioni con le parti correlate.
L’intervista ad Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia.
La Global Sumud Flotilla ha convocato un’assemblea internazionale il 9 e 10 maggio a Marmaris, Turchia, per discutere con partecipanti, organizzatori e alleati la prossima strategia della missione contro l’assedio di Gaza. L’intervista a Maria Elena Delia portavoce italiana della GSF Ascolta o scarica
Più di mille persone hanno espresso con una grande festa la propria contrarietà al progetto di realizzare un nuovo impianto di smaltimento rifiuti nella bassa bresciana nel territorio di Offlaga al confine con Bagnolo, Manerbio e Leno. L’intervista a Dario Selleri del “Comitato 100% Bassa
Continua ad andare in onda su Radio Onda d’Urto “Voces Andantes”, trasmissione nata nel 2021 su Radio La Zurda (Uruguay) e oggi ripresa da oltre 50 media alternativi e comunitari dell’America Latina e dei Caraibi. Giovedì 6 maggio 2026 abbiamo trasmesso la quarta puntata
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
8 Maggio 1973 - I nativi americani del South Dakota abbandonano l’occupazione di Wounded Knee








