Bologna: 12 indagati per la manifestazione che chiedeva giustizia per Abderrahim Fakir
No Tav: è carcere per i 2 attivisti tedeschi; in Val di Susa "schedatura di massa" | Repressione e riarmo, la ricetta del governo Meloni alle prese con il prestito Safe | Le news dalla Palestina
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MOVIMENTI - La Procura di Bologna ha iscritto 12 persone nel registro degli indagati dopo la manifestazione del 20 luglio per chiedere verità e giustizia attorno all’omicidio di Abderrahim Fakir, il 42enne morto per un fermo di polizia.
Per gli indagati le accuse sono, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Tra questi c’è anche il 20enne che venne arrestato durante le cariche, gli idranti e i lacrimogeni di polizia e poi rimesso in libertà il giorno successivo con un divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna. Per lui il processo comincerà il 9 settembre.
Gli aggiornamenti con Federico, della redazione Radio Onda d’Urto Emilia-Romagna.
Da Bologna a Torino. Restano in carcere invece i due giovani tedeschi fermati dopo la grande manifestazione in Valle di Susa a seguito delle proteste e del Festival di lotta No Tav svoltosi nel weekend. Qui almeno 3mila persone sono state raggiunge da identificazioni di massa e ondate di Daspo e altre misure durante la permanenza nella Valle che resiste.
“Parliamo di centinaia e centinaia di identificazioni svolte anche con metodi non consentiti, ovvero riprese video-fotografiche di tutte le persone e non solo registrazione delle generalità che lumeggiano un pericolo di profilazione di massa. Questo dovrebbe far riflettere tutti sulla legittimità di questo tipo di registrazione di dati che sostanzialmente diventa una schedatura di massa”.
Ma la mobilitazione non si ferma. Dal 30 luglio al 2 agosto, nei terreni espropriati della piana di Susa, le tende torneranno nella valle torinese per quattro giorni di lotta e autogestione, scambi e discussioni collettive.
Ne abbiamo parlato con un compagno, tra gli organizzatori del campeggio.
Ancora movimenti e spazi sociali sotto attacco, andando a Vicenza. Terminata l’occupazione dell’ex Baronio in viale Trento inizia ora una nuova fase.
Tramite azionariato popolare è stato infatti acquistato un capannone dove ospitare concerti, una palestra popolare, laboratori, assemblee e attività culturali. Cambia anche la denominazione, con il nome ispirato alla partigiana vicentina, Luisa Urbani.
Un acquisto collettivo che, come spiega il Bocciodromo in una nota, «non rappresenta una rottura, ma uno strumento diverso per rafforzare autonomia, radicamento e capacità di organizzazione».
L’intervista con Eleonora dello spazio sociale Juna di Vicenza.
RIARMO - Mentre il governo prosegue la campagna elettorale sulla pelle di giovani, lavoratori e lavoratrici, a botte di decreti sicurezza, repressione e misure inconsistenti per fare fronte al boom di inflazione su energia e carburante, i soldi per il riarmo Meloni li trova sempre.
E’ caos nel governo italiano sull’utilizzo del Safe da 14,9 miliardi di euro, di “prestito” a tassi agevolati per investimenti in armamenti europei (ovviamente, poi, da restituire). Il ministro degli Esteri Tajani ha dichiarato di aver chiesto o meglio “prenotato” all’Unione Europea i miliardi. Una scelta che ha suscitato perplessità all’interno della maggioranza, in particolare nella Lega, che ha ricordato come si tratti comunque di nuovo debito e che l’ultima parola spetta al Parlamento.
Il governo ha successivamente chiarito che non è ancora stata assunta alcuna decisione definitiva sull’utilizzo dei prestiti: la prenotazione delle risorse serve soltanto a mantenere aperta la possibilità di accedere ai fondi. Per la Commissione europea sarebbe “molto, molto positivo” se l’Italia utilizzasse i fondi Safe a disposizione interamente, per 14,9 mld di euro, anche perché ha presentato un piano molto “solido” sull’uso che intende fare di quelle risorse. A sottolinearlo il portavoce per la Difesa Thomas Regnier, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.
L’intervista a Raffaele Crocco, giornalista e scrittore, direttore di AtlanteGuerre.
PALESTINA - In Palestina frattanto, prosegue un’escalation senza fine di brutalità, violenze e saccheggi da parte di coloni ed esercito israeliani.
In questo saccheggio sistemico della vita e della storia del popolo palestinese, è nato l’Osservatorio nazionale palestinese per la documentazione delle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, istituito dall’OLP. Oltre alle violenze sistemiche a Gaza e in Cisgiordania, ci sono anche 10mila prigionieri politici palestinesi costretti a marcire nelle galere di Israele: secondo l’agenzia di stampa palestinese WAFA, c’è stato un incremento massiccio (circa l’83%) rispetto ai circa 5.250 detenuti registrati prima dell’inizio genocidio nell’ottobre 2023.
Prigionieri politici palestinesi anche nelle galere italiane. Qui, a Sassari, sono gravissime le condizoni di Riyad Al-Bustanji, detenuto nel carcere di Bancali dopo le fantasiose accuse di terrorismo emesse dai servizi segreti israeliani ai quali l’Italia ha fatto seguito. Si trova da diverse settimane in custodia cautelare: ma per il 60enne palestinese, che soffre di diverse patologie, sono sopraggiunte “frequenti crisi diabetiche senza ricevere tempestivamente il cibo o i farmaci necessari, nonostante la sua condizione clinica non consenta alcun ritardo o omissione, come denunciato da attivisti e attiviste sardi per la Palestina, che ne chiedono la liberazione immediata per accertare il suo stato di salute.
Sul fronte solidarietà alla Palestina a Toscolano Maderno (BS), dal 30 luglio al 2 agosto, torna la Tenda di solidarietà con la Palestina promossa dal gruppo Sanitari per Gaza Brescia. Ne parliamo qui.
Oggi, su Radio Onda d’Urto, abbiamo anche approfondito
TURCHIA - In discussione al parlamento turco una “legge quadro” che dovrebbe fare da cornice giuridica alle iniziative che verranno intraprese nell’ambito del processo di pace tra Ankara e il Pkk. Nel frattempo, il Chp si spacca in due: Özgür Özel fonda il “Nuovo partito” e porta con sè 90 deputati. Il punto della situazione politica in Turchia con il giornalista Murat Cinar
LAVORO - Nessuna ipotesi è sul piatto del Governo, per quanto riguarda il futuro produttivo degli stabilimenti ex Ilva, nel tentativo di svendere almeno l’area a freddo agli indiani di Jindal, mentre non è chiaro cosa accadrà a fine ottobre ai circa 20mila lavoratori e lavoratrici, tra diretti e indotto, coinvolti dalle lavorazioni siderurgiche, a Taranto ma non solo. Abbiamo sentito Armando Palombo, delegato rsu Fiom all’ex Ilva di Genova.
Dalle fabbriche alla sanità. Terzo giorno di presidio davanti all’ospedale San Raffaele di Milano, dove con motivazioni più che pretestuose è stata licenziata Margherita Napoletano, lavoratrice, coordinatrice Rsu e delegata della Cub, da anni in prima linea contro la gestione di uno dei principali nosocomi sanitari privati italiani. La corrispondenza con Daniela Rottoli, della segreteria nazionale Cub Sanità, dal San Raffaele di Milano.
BRESCIA - Fino a domenica 2 agosto 2026, al parco urbano di Bovezzo (BS), c’è la Festa di Liberazione, organizzata dalla Federazione bresciana di Rifondazione Comunista. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Fiorenzo Bertocchi, segretario provinciale del Prc.
Da Bovezzo a Desenzano del Garda. Con le considerazioni di Alessandro Scattolo del Collettivo Gardesano Autonomo sulla vittoria del comitato “Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Monte Croce”. Puoi ascoltarla qui.
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo per… trasformarlo.
29 Luglio 1900 - Gaetano Bresci uccide il Re Umberto I:










