Bologna: Abderrahim Fakir, morto per un fermo di polizia
Oggi i cortei per chiedere giustizia | Genova: 25 anni dopo le manifestazioni di massa contro il G8, oggi Piazza Alimonda ricorda Carlo Giuliani | Palestina: i coloni israeliani marciano su Gaza
Qui è FuoriOnda,
la newsletter quotidiana nei giorni feriali di Radio Onda d’Urto. A cura della redazione informativa, viene pubblicata non appena chiudiamo la porta della Radio, alle ore 20. Come tutte le email, tu la puoi leggere quando vuoi!
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare Radio Onda d’Urto in diretta!
BOLOGNA - Omicidio di polizia, questa volta a Bologna dove Abderrahim Fakir, 42 anni, domenica 19 luglio, è morto durante un fermo nel quartiere popolare del Pilastro.
Come documenta il drammatico video diffuso nel primo pomeriggio si vedono due agenti costringere Fakir a terra, a faccia in giù, con le mani bloccate dietro la schiena nel tentativo di ammanettarlo mentre l’uomo immobilizzato gridava: “Aiuto, basta, basta”. Un terzo uomo, probabilmente un residente, aiuta gli agenti trattenendogli le caviglie, attorno alla scena sono presenti anche due soccorritori, che non intervengono. Dopo alcuni minuti Fakir smette di dimenarsi, perde conoscenza e, poco dopo, muore.
“Fakir viveva una situazione di forte disagio psicologico: temeva che le nuove norme sull’immigrazione potessero colpirlo e di essere deportato dopo 35 anni trascorsi in Italia”.
La sorella di Fakir denuncia: “lo hanno ammazzato, voglio giustizia” e ieri sera una prima manifestazione si è tenuta in quartiere proprio per chiedere che questo omicidio non rimanga impunito”.
Dal quartiere Pilastro abbiamo raggiunto Laura, del Comitato Popolare Pilastro e Paola Rudan, del Coordinamento Donne Migranti di Bologna, presente in manifestazione.
Sul piano giudiziario, la Questura di Bologna afferma di aver consegnato alla Procura le immagini registrate dalle bodycam degli agenti intervenuti. La Procura di Bologna ha iscritto nel registro degli indagati sei persone: due poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e quattro operatori del 118. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo, in vista degli ulteriori accertamenti investigativi. Non risultano invece indagati gli altri cittadini presenti sulla scena e visibili nel video girato da un residente.
Sul fronte politico, il governo guidato da Fratelli d’Italia sostiene che “l’intervento delle forze dell’ordine è stato adeguato”, mentre le opposizioni del Campo largo chiedono che venga fatta piena luce sull’accaduto e sollecitano un accertamento delle responsabilità.
Per questa sera, lunedì 20 luglio, a partire dalle 22, il Si Cobas ha proclamato uno sciopero all’Interporto di Bologna in memoria di Fakir, che era titolare di un’impresa di facchinaggio attiva proprio nel settore della logistica. “Come a Genova venticinque anni fa e negli Stati Uniti di questi tempi, gli sbirri, senza alcuna pietà, hanno ammazzato Fakir Abderrahim, un nostro ex iscritto” scrive il sindacato nel comunicato con cui invita alla mobilitazione.
Nel tardo pomeriggio, in piazza del Nettuno, una prima manifestazione (in foto). Mentre scriviamo la newsletter, via Rizzoli è stata chiusa al traffico e i percorsi degli autobus sono stati deviati a causa della partecipazione di massa.
GENOVA - A venticinque anni dall’uccisione di Carlo Giuliani durante le giornate di mobilitazione contro il G8 del 2001, erano circa diecimila persone che hanno sfilato domenica 19 luglio per le vie di Genova.
Un corteo nazionale che ha riportato nel capoluogo ligure la memoria delle grandi mobilitazioni del “Movimento dei movimenti”. Lo slogan scelto per la manifestazione è stato “In ogni caso nessun rimorso”.
Molto partecipato lo spezzone giovanile “contro guerra, leva e repressione”, partito nel primo pomeriggio alla scuola Diaz, teatro del massacro di manifestanti inermi da parte della polizia la notte del 21 luglio di un quarto di secolo fa. che ha rilanciato parole d’ordine contro la guerra, la leva, il fascismo e la repressione.
Il bilancio e il racconto della giornata con Marco, della redazione di Radio Onda d’Urto.
Il corteo ha raggiunto Piazza Alimonda, dove il 20 luglio Carlo Giuliani venne ammazzato dagli spari partiti da un Defender dei Carabinieri. Da allora, quella piazza viene spesso chiamata dai movimenti “Piazza Carlo Giuliani, ragazzo”, in ricordo del giovane manifestante e da li è partito il corteo nazionale che ha raggiunto Piazza De Ferrari. Migliaia le persone anche oggi, lunedì, in piazza Alimonda.
Il ricordo di Carlo con Elena Giuliani e il collegamento con Andrea Cegna, nostro collaboratore, e l’intervista a Simona del LS Buridda di Genova.
In fondo alla newsletter di questa sera trovate la puntata di Storia di Classe dedicata all’anniversario dall’assassinio di Carlo Giuliani
PALESTINA - Continua il genocidio in Palestina nonostante la scomparsa dall’attenzione dei media mainstream.
Domenica 19 luglio, migliaia di coloni hanno dato il via alla “marcia delle migliaia” con l’intento di entrare nella Striscia di Gaza che continuano ad essere rivendicati da quando nel 2005 Ariel Sharon decise di smantellare gli insediamenti. Alla manifestazione hanno preso parte anche ben 28 tra ministri e parlamentari del governo israeliano, a conferma del forte legame tra l’esecutivo e il movimento dei coloni.
Sul terreno, prosegue intanto anche l’aggressione militare: Israele continua a restringere gli spazi a disposizione della popolazione palestinese, spingendola verso il sud della Striscia, dove è prevista la creazione di un’area controllata destinata a concentrare centinaia di migliaia di civili. Parallelamente, vaste porzioni del territorio vengono sistematicamente distrutte, alimentando i timori che possano essere destinate a una futura colonizzazione.
In questo quadro la situazione umanitaria resta drammatica come racconta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore.
Oggi, su Radio Onda d’Urto,
abbiamo anche parlato di Andy Burnham, nuovo leader laburista, che si prepara a governare il Regno Unito. Nelle sue parole servono maggiori autonomie locali e giustizia sociale, dopo "40 anni" di ricette neoliberali più o meno fotocopia pagate in primis “dalla working class". Burnam viene dal nord dell'Inghilterra, dopo una serie di politici e politiche alla guida del paese che arrivavano da Londra.
Potete trovare qui le interviste al nostro collaboratore Nicola Montagna, docente di criminologia a Salerno, a lungo docente a Londra e Claudio Ceruti nostro collaboratore dalla capitale inglese.
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo per… trasformarlo.
20 luglio 2001 – L’omicidio di Carlo Giuliani durante le proteste contro il G8 2001 a Genova:









