Bologna: centinaia all'assemblea pubblica per Abderrahim Fakir
Domenica corteo nel quartiere Pilastro, a settembre assemblea nazionale | Val Susa: inizia l'Alta Felicità, provocazioni poliziesche | Palestina: avanza l'occupazione israeliana di Gaza
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BOLOGNA - Sono emersi altri video sull’omicidio di Abderrahim Fakir da parte di due agenti della polizia, domenica, nel quartiere popolare del Pilastro, a Bologna. Uno di questi mostra l’uomo a terra, legato con fascette alle caviglie e braccia dietro la schiena. Intorno a lui, nelle immagini, ci sono 4 soccorritori della Croce Rossa, due dei quali tentano di rianimarlo. "Il volto presenta macchie marroni scure dovute allo spray al peperoncino spruzzato da molto vicino, la rianimazione avviene mentre è ancora legato, è inammissibile", commenta il legale dei familiari di Fakir.
I nuovi video, in effetti, immortalano anche il momento in cui gli agenti utilizzano lo spray al peperoncino: a quel punto, il 42enne è già immobilizzato a terra, in posizione prona e con gli agenti sopra di lui. I risultati dell'autopsia saranno pronti domani e saranno cruciali per capire le cause del decesso.
Ieri sera, intanto, centinaia di persone hanno preso parte all’assemblea pubblica promossa dalle realtà organizzate del quartiere Pilastro. Durante l’assemblea, che si è svolta in Piazza Lucio Dalla ed è poi sfociata in un corteo, sono state stabilite le prossime iniziative per continuare a chiedere “verità e giustizia” per Fakir: domenica 26 luglio corteo in quartiere; sabato 12 settembre assemblea nazionale per organizzare una grande mobilitazione “contro gli abusi di polizia e le logiche della remigrazione di questo governo”. Su Radio Onda d’Urto abbiamo raccontato l’assemblea e fatto il punto sulle prossime iniziative con Federico della nostra redazione emilianoromagnola. Di seguito un estratto del suo contributo:
NO TAV - Inizia stasera a Venaus, in Val di Susa, la decima edizione del Festival Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav.
Anche quest’anno è attesa la partecipazione di decine di migliaia di persone tra concerti gratuiti di artisti italiani e internazionali, dibattiti, stand enogastronomici e, ovviamente, manifestazioni contro la grande opera, inutile e dannosa, dell’Alta Velocità Torino-Lione.
L’attesa del Festival, però, è segnata dalle provocazioni della polizia: oggi pomeriggio sono stati segnalati cinque posti di blocco sulla strada statale che porta alla Valle che resiste, ai quali vengono fermate e perquisite le automobili, e controlli anche di chiunque prenda il treno dalla stazione di Torino Porta Nuova in direzione della Valle. Radio Onda d’Urto si è collegata con Susa, da dove ci ha risposto Doriana, del Movimento No Tav. Di seguito alcune delle sue parole:
MEDIO ORIENTE - “Sto valutando un attacco massiccio all’Iran. Più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti”. Lo ha detto oggi il presidente Usa Trump ad Axios. Intanto nella notte tra ieri e oggi c’è stata una nuova ondata di attacchi Usa in Iran. Dall’altra parte, i Pasdaran hanno colpito una petroliera nello Stretto di Hormuz, costringendone altre due a fare dietrofront. Dallo Yemen, anche le forze militari di Ansar Allah (cioè degli Houthi) hanno colpito due petroliere saudite che volevano attraversare il Mar Rosso, bloccato dagli alleati di Teheran con la chiusura di Bab-al-Mandeb. “Gli Stati Uniti riterranno l’Iran responsabile di eventuali altri attacchi da parte degli Houthi”, ha scritto su Truth Trump che, dall’altra parte, ha dichiarato che accetterà lo sviluppo del nucleare civile dell’Arabia Saudita soltanto se Riad firmerà gli Accordi di Abramo con Israele.
Proprio l’esercito di Tel Aviv - al momento defilato rispetto alla ripresa dell’aggressione all’Iran - continua a bombardare, ammazzare e a espandersi in Palestina, Libano e Siria. Oggi due palestinesi sono stati uccisi e diversi altri feriti in un bombardamento aereo israeliano che ha colpito le vicinanze dell’ospedale Yemen al-Saeed nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Sul terreno, nella Striscia, l’esercito di occupazione israeliano ha esteso il suo controllo oltre la cosiddetta “Linea Gialla”, il tracciato definito unilateralmente da Israele e che racchiude circa quasi il 70% del territorio. La nuova espansione dell’occupazione consiste nella realizzazione di un sistema di terrapieni e trincee che si estende per diversi chilometri, in particolare nelle aree Khan Younis e Rafah.
In Cisgiordania, un uomo palestinese è stato ucciso dai militari israeliani vicino Jenin. Secondo l’esercito israeliano avrebbe tentato di accoltellare un colono vicino all’insediamento illegale di Ganim. Si tratta del secondo episodio di questo tipo nelle ultime 24 ore in West Bank. A Gerusalemme, invece, stamattina più di 2mila coloni hanno preso d’assalto la moschea di Al-Aqsa guidati dal ministro dell’estrema destra fascista e sionista Ben-Gvir. Oggi su Radio Onda d’Urto abbiamo fatto il punto della situazione con Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri.
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Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo per… trasformarlo.
23 luglio 1921 - Nasce il Partito Comunista Cinese








