Corteo "Venezia non si USA", cariche della polizia
Giornata di solidarietà con i prigionieri palestinesi | Dagli "Antifa" alla Cina, la caccia alle streghe di Trump | 17 luglio 1936: scoppia la guerra civile spagnola, "l'inizio di una rivoluzione"
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È arrivato a Venezia, a bordo del suo yacht “Boardwalk” di 117 metri, costato 450 milioni di dollari, l’ambasciatore statunitense in Italia, e miliardario, Tilman J. Fertitta. Contro la sua presenza in città e il modello trumpiano che rappresenta, il centro sociale Morion ha lanciato la manifestazione “Venezia non si USA”. Alcune centinaia di persone sono partite da Campo San Zaccaria e si sono dirette verso Riva dei Sette Martiri, dov’è ormeggiato lo yacht. Il corteo, però, ha incontrato sul proprio percorso un massiccio schieramento di polizia in tenuta antisommossa, che ha caricato i manifestanti per impedir loro di arrivare a Riva Sette Martiri. Noi avevamo raggiunto per una corrispondenza Stella, del centro sociale Morion, poco prima delle cariche. Di seguito un passaggio del suo intervento:
USA - Dato in netto svantaggio da tutti i sondaggi, il presidente Usa Donald Trump torna ad agitare la “minaccia comunista” in vista delle elezioni di midterm previste per il mese di novembre. Nel discorso alla Nazione di ieri sera Trump ha cercato di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dai fallimenti della guerra imperialista in Medio Oriente verso altri nemici: prima il cosiddetto movimento “Antifa”, al centro del summit organizzato dal suo ministro degli Esteri Rubio nei giorni scorsi, ora la Repubblica Popolare cinese. Il presidente statunitense sostiene che durante le elezioni elettorali del 2020 Pechino avrebbe “acquisito illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi”. Su Radio Onda d’Urto abbiamo commentato la notizia con Raffaella Baritono, docente di Storia e istituzioni dell’America del nord all’Università di Bologna. Di seguito un estratto del suo intervento:
Domani sarà una giornata di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi con presidi davanti alle carceri. La Rete per la Palestina della Basilicata, il Coordinamento ternano per la Palestina, Ferrara per la Palestina, Sassari per la Palestina, il Coordinamento calabrese per la Palestina, Milano per la Palestina insieme alle Associazioni palestinesi lanciano in contemporanea, per sabato 18 luglio dei presidi davanti alle carceri di Melfi, Rossano, Terni, Ferrara e Sassari per “far sentire forte la nostra voce in solidarietà e la nostra vicinanza agli arrestati, liberta’ per tutti i prigionieri palestinesi, contro ogni complicita’ col genocidio sionista”. Su Radio Onda d’Urto abbiamo presentato la giornata con Elio, compagno del centro sociale Vittoria di Milano.
STORIA - Il 17 luglio 1936 segna l’inizio della Guerra civile spagnola. Le forze reazionarie spagnole, guidate da alcuni generali tra i quali il futuro dittatore Francisco Franco, tentano il colpo di stato convinte di conquistare il potere in breve tempo. In realtà, una rivolta di massa delle classi lavoratrici, che in diverse aree si traduce in un tentativo di rivoluzione sociale, impedisce alle forze nazionaliste di affermarsi in maniera relativamente rapida. I nazionalisti riusciranno a prevalere militarmente soltanto dopo tre anni di guerra civile, duri scontri e massacri ai danni degli insorti repubblicani.
“In alcune zone, come la Catalunya o l’Aragona, non ci si limita però alla sconfitta militare dei franchisti. In queste aree lo scontro si trasforma anche in una rivoluzione sociale: vengono espropriate le fabbriche, sotto il controllo dei lavoratori viene nazionalizzato praticamente tutto”, spiega Flavio Guidi, già ricercatore e storico all’Università di Barcellona, ai microfoni di Radio Onda d’Urto.
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17 Luglio 1918 - La fine della dinastia dei Romanov









