Crisi climatica: continuano gli effetti devastanti del caldo torrido
Lotte operaie: sospeso il responsabile del magazzino dell'In'S di Tortona | Migranti: libertà provvisoria per i 5 "calciatori libici" | Sudafrica: in migliaia in fuga dalla violenza xenofoba
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CRISI CLIMATICA - In Europa 35 gradi oggi, martedì 30 giugno 2026, per almeno 90 milioni di persone, in particolare nelle zone centro-orientali, con punte sopra i 40 gradi tra Repubblica Ceca e Germania. Oltre 1300 i morti accertati nell’ultima decade di giugno: “l’Europa si scalda a velocità doppia del resto del mondo”, denuncia l’Oms.
In Italia intanto, da un lato, aumentano le città da bollino rosso, da 22 a 25 – su 27 in totale -, dall’altro arrivano i temporali, con tantissima energia in ballo e il rischio eventi estremi. Ieri nubifragio sul Milanese, con 16 gradi in meno in un’ora, alberi divelti e un capannone parzialmente crollato in via Locarno. Allagamenti e danni nel Pisano, con 50 millimetri di pioggia nel giro di poche ore e una trentina di interventi dei Vigili del Fuoco.
Effetti devastanti di un cambiamento climatico che continua a impattare pesantemente anche sul mondo del lavoro.
A Magnocavallo, nel mantovano, nel pomeriggio di lunedì 29 giugno ha perso la vita un bracciante, Haddad Taher, 55enne di nazionalità marocchina residente nella non distante provincia di Rovigo. Il lavoratore era intento a raccogliere angurie per l’azienda Fondo Gonzaga, in una zona – la Bassa Lombardia – dove si veleggia da giorni attorno ai 40 gradi.
La Cgil virgiliana denuncia come siano “ormai 3 i lavoratori morti più un quarto in coma per il caldo in pochi giorni. Ci sono sacche di schiavismo agrario e le ordinanze contro il caldo non funzionano: non ci sono controlli sufficienti in generale. Si muore come un secolo fa nei campi, in mezzo all’indifferenza, normalizzando il fatto che si possa morire di lavoro in giornate in cui c’è un’”allerta sanitaria” per temperature ben oltre il torrido.
Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Ivan Papazzoni, segretario Flai Cgil a Mantova.
Sempre sul fronte lavoro, all’Electrolux di Susegana (Treviso) i lavoratori hanno invece incrociato le braccia su indicazione della Rsu. Nei capannoni ieri pomeriggio, lunedì 29 giugno, si sono superati i 36 gradi, motivo per cui anche stamattina – martedì 30 giugno – c’è stata un’altra ora di sciopero.
Qui l’intervista ad Antonio Rinaldo, Rsu Fiom Electrolux a Susegana
La crisi climatica in atto si interseca fortemente anche con la crisi abitativa che stanno subendo moltissime persone. In queste giornate di caldo estremo, sulle nostre frequenze abbiamo già affrontato questa “connessione” da diversi punti di vista, oggi lo abbiamo fatto con due approfondimenti:
RHO: Quanto impatteranno i nuovi data center sulla crisi climatica e abitativa già in atto? L’intervista ad Andrea del centro sociale Sos Fornace.
BRESCIA: Approvato il Piano Aria e Clima. Per Legambiente “Azioni troppo Timide”. Gastaldi: “Urgenza di fare subito”. Le interviste a Danilo Scaramella, presidente del circolo di Brescia, e a Valentina Gastaldi, consigliera comunale di BresciaAttiva.
LOTTE OPERAIE - Si è concluso il presidio davanti al polo logistico In’S Mercato di Torre Garofoli, a Tortona (Alessandria), dove i lavoratori aderenti al SI Cobas Alessandria – Tortona, insieme ad altri arrivati da Genova Milano e Torino, avevano bloccato l’uscita delle merci, provocando pesanti ripercussioni sull’approvvigionamento di numerosi supermercati della catena.
Lo sciopero ha avuto effetti rilevanti sulla rete distributiva di In’S. Per una settimana il blocco del principale hub logistico ha rallentato la distribuzione delle merci, causando scaffali vuoti e carenze di prodotti in numerosi punti vendita del Nord Italia. A Torino e nella sua provincia molti supermercati hanno registrato forti disagi. Banchi della frutta e della verdura quasi deserti, scaffali semivuoti e cartelli di scuse ai clienti sono diventati l’immagine più evidente delle conseguenze dello sciopero. I punti vendita hanno progressivamente esaurito le scorte, mentre l’azienda annunciava di essere al lavoro per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile.
Il presidio in questi 8 giorni, sia di giorno che di notte, ha sempre avuto il sostegno di molti come quello della delegazione del Fronte della gioventù comunista di Torino e i rappresentanti del Presidio Permanente Castelnuovo Scrivia. Ieri nel primo pomeriggio il presidio è stato sospeso dopo che i lavoratori hanno ricevuto una comunicazione ufficiale via PEC nella quale In’S Supermercati e ManHandWork S.r.l., società che gestisce il personale della logistica, si impegna a sollevare e sospendere dall’incarico il responsabile del magazzino. Secondo le testimonianze raccolte dal sindacato, sarebbero 72 i lavoratori che hanno denunciato comportamenti intimidatori, ricattatori e vessatori da parte del responsabile. La sua sospensione rappresentava la principale richiesta della mobilitazione. Secondo il Si Cobas, oltre ai presunti comportamenti del responsabile, i lavoratori lamentavano ritmi di lavoro insostenibili, pressioni continue e la mancanza di un confronto con i vertici aziendali.
La vertenza, tuttavia, non è ancora conclusa. Il vicario della Questura di Alessandria ha convocato questa mattina una delegazione dei lavoratori per affrontare gli altri punti rimasti aperti. L’incontro si è svolto in Prefettura con i delegati del Si Cobas, mentre fuori dalla questura i lavoratori erano presenti con un presidio.
Ai nostri microfoni, le valutazioni sulla vertenza con Martino responsabile logistica dei Si Cobas.
MIGRANTI - Ci sarà un nuovo processo per i 5 immigrati finiti in carcere in Italia con l’accusa di essere gli scafisti della strage di Ferragosto del 2015, quando 49 persone morirono d’asfissia in una stiva. Per questa strage erano stati condannati a 30 anni, di cui 11 già scontati. Uno di loro, Alaa Faraji, l’anno scorso era già riuscito a ottenere una grazia parziale ed è stato il primo ad ottenere la revisione del processo, a cui si sono aggiunte le richieste dei suoi ex compagni di viaggio.
Ora la Corte d’appello di Messina ha ritenuto ammissibile la revisione del processo e, grazie a questo, quelli che sono ormai noti come “i calciatori libici” sono adesso in libertà provvisoria con pena sospesa, la prima udienza sarà ad ottobre.
Ai nostri microfoni, Sara dell’Arci Porco Rosso di Palermo.
SUDAFRICA - Nelle città sudafricane, le attività commerciali sono state chiuse e la polizia è stata dispiegata per le strade a seguito delle manifestazioni anti-immigrazione che si sono svolte in tutto il paese. Scade infatti oggi la deadline fissata al governo sudafricano da “March and March”, organizzazione dai marcati tratti xenofobi. Entro oggi, secondo l’organizzazione, tutti i migranti irregolari dovrebbero lasciare il paese. March and March è stata protagonista negli ultimi mesi di campagne di intimidazione che hanno alimentato violenze contro migranti africani in diverse aree del paese. L’obiettivo dichiarato è l’espulsione di tutti i migranti irregolari.
Il governo Ramaphosa ha di fatto un atteggiamento ambivalente. Da quando le proteste contro migranti e rifugiati sono riesplose sono aumentati gli arresti e i rimpatri di persone irregolari, guidati soprattutto dal Department of Home Affairs: oltre centomila deportazioni dall’insediamento del governo di unità nazionale nel 2024. Deportazioni che sono drasticamente accelerate nelle ultime settimane. Al contempo, il governo, assieme alle agenzie ONU, ha avviato incontri istituzionali a cui siedono allo stesso tavolo rappresentanti delle comunità migranti e portavoce delle proteste xenofobe.
Migliaia di persone hanno intanto deciso di lasciare il paese. Secondo Al Jazeera i manifestanti provengono sia dalla classe media sudafricana ché dalla classe operaia e appartengono a diverse comunità del paese. Molti di loro sono laureati ma non riescono a trovare un lavoro. In Sudafrica il tasso di disoccupazione è superiore al 30%; tra gli under 35, sfiora il 45%.
Oggi, sulle nostre frequenze, ci siamo occupati anche:
STRAGE DI VIAREGGIO: Prima commemorazione dopo le condanne definitive per i vertici di FS e RFI. L’intervista a Riccardo Antonini, ferroviere licenziato per essersi schierato al fianco delle famiglie delle vittime e parte dell’Assemblea 29 giugno, comitato che ha sempre sostenuto la battaglia dei famigliari delle vittime della strage.
USA: Come si resiste dal basso alla violenza e alle deportazioni dell’Ice? Il racconto da Los Angeles di Luca Casarini.
“LATINOAMERICA”: Il ricordo di Berta Caceres in Honduras e il devastante sisma in Venezuela.
PACHANKA IN FESTA! - Prima di chiudere la newsletter di oggi, un annuncio che riguarda la XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto (5-22 agosto 2026, via Serenissima a Brescia). Dopo aver svelato artiste-i del palco principale e il programma della Tenda Blu, oggi è la volta della Patchanka. Ogni sera, dopo il palco principale, tanti dj per ballare e divertirsi nella storica balera antifascista della Festa di Radio Onda d’Urto. Clicca qui per il programma!
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
30 giugno 1960 - Genova contro il Congresso dell’M.S.I









