Crisi climatica: oltre 1300 morti in Europa per il caldo. Anche la scuola nel mirino
Israele attacca anche in Siria I Viareggio: 17 anni fa, la strage della stazione Fs I Fondi pensione: la trappola del "silenzio-assenso" I Festa di Radio Onda d'Urto: il programma della Tenda Blu!
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LA TENDA BLU IN FESTA! - Apriamo con un annuncio che riguarda la XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto (5-22 agosto 2026, via Serenissima a Brescia). Dopo aver svelato artiste-i del palco principale, oggi è la volta della Tenda Blu. Ogni sera musica live e dj set, non appena si spengono le luci del palco principale. La Tenda Blu apre alle ore 19. Inizio concerti ore 23.45. A seguire i dj set. Clicca qui per il programma!
CRISI CLIMATICA - Nuovi dati fotografano la gravità della situazione climatica in Europa: “Dal 21 giugno registrati più di 1300 morti in eccesso “, afferma l’Oms, spiegando che proprio l’Europa “è il continente che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra, con un ritmo doppio della media globale”. Nel week end 150 milioni di persone hanno sperimentato sulla loro pelle “ondate di caldo estremo: case, luoghi di lavoro e scuole non sono stati costruiti per queste temperature”.
In Italia aumentano ancora le città da bollino rosso per il caldo; 22 oggi, 25 tra domani e mercoledì, su 27 monitorate. Tra queste Genova, dove almeno 2 anziani sono morti per il caldo. In Lombardia invece solo ieri oltre 11.000 accessi ai Pronto soccorso, quasi del 30% trasportati dal 118. Le situazioni più critiche a Pavia, Cremona, Mantova e Varese. Ora atteso un cambiamento con l’arrivo di temporali che, a causa dell’enorme energia termica accumulata, potrebbero trasformarsi in grandinate ed eventi estremi, con venti violenti e trombe d’aria. In questi minuti, forti piogge e monitoraggio dei fiumi Lambro e Seveso tra Milano e Nord Lombardia.
La crisi climatica colpisce soprattutto chi non ha soldi o strumenti – aria condizionata, edifici termicamente isolati, verde pubblico a porta di cammino – per proteggersi, oltre a mettere a rischio la vita di chi lavora. Oggi in vari reparti tecnologici, nei magazzini e nelle aree imballo dello stabilimento Electrolux di Susegana (Treviso) la temperatura ha superato i 35 gradi e i lavoratori alle ore 17 hanno interrotto l’attività su indicazione delle Rsu, che accusano la direzione “di non aver attuato alcuna delle richieste di intervento chiesti dagli Rls per quelle aree”.
Il caldo estremo colpisce anche le scuole; a Bologna chiuse le cucine degli asili nido, solo pasti freddi fino a nuovo ordine. Nel resto d’Italia migliaia di persone alle prese con gli ultimi adempimenti, tra esami di maturità e consigli d’istituto, senza ventilazione e con temperature da collasso, mentre Valditara vaneggia di tenere aperte le scuole anche a luglio e agosto. Parte da qui la campagna di Teachers for Future Italia, “Quanto caldo fa nella tua aula?”. L’obiettivo è quello di raccogliere dati concreti sulla situazione reale e dare vita poi a una mappa nazionale in grado di restituire lo stato dell’arte dell’edilizia scolastica, sempre meno adatta a fronteggiare la crisi climatica, proponendo una reale transizione climatica (anche) dell’istruzione.
Su Radio Onda d’Urto intervista a Monica Capo, Teachers for Future Italia.
LEVANTE - Si riaprono, pericolosamente, diversi fronti di guerra nel quadrante orientale del Mediterraneo. Tra Palestina (Gaza), Siria e Libano, Israele ha già rubato ai Paesi vicini 1000 kmq, con la scusa sempiterna della “sicurezza”. L’ultimo avanzamento di queste ore è in Siria. A sud, verso Daraa, scontri aperti tra milizie locali e quelle governative di Al Jolani, l’ex jihadista scelto da Usa, Turchia e Ue per gestire quel che resta del Paese. In mezzo al caos ci sguazza pure Tel Aviv, che ha lanciato colpi di artiglieria e schierato i tank sia dalle alture del Golan occupate da mezzo secolo che da Quneitra, occupata alla caduta di Assad. L’obiettivo di Tel Aviv è soffiare sul fuoco della settarizzazione, strumentalizzando in particolare la comunità drusa, per rubare un altro pezzo di territorio siriano, arrivando alle porte di Damasco.
Intanto continua il genocidio israeliano nella Striscia di Gaza. 4 palestinesi uccisi in un attacco israeliano a Deir al-Balah: tra loro un bambino di soli otto anni. 8 i feriti. Dall’entrata in vigore del farlocco cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025 uccisi 1.048 palestinesi, 3400 i feriti, 786 i corpi recuperati sotto le macerie. Da ottobre 2023, 2023, le vittime palestinesi accertate sono 73.058; più dell’intera popolazione residente in una media città italiana, come Potenza o Asti, spazzate via per sempre.
Da Gaza alla Cisgiordania Occupata, dove un ragazzino di soli 15 anni è stato ucciso da spari alla testa dei soldati occupanti, asserragliati dentro un fortino – check point vicino Al Bireh. Altri militari hanno poi fatto irruzione nell’Università di Birzeit, a nord di Ramallah. Colpita Scienze Motorie; distrutti arredi e attrezzature. Sempre oggi rapiti 4 studenti che si stavano recando al primo giorno del Tawjihi, l’esame di maturità, fondamentale per determinare poi l’accesso agli atenei. Salgono così a 65 gli studenti rapiti; una volta in galera, negato loro ogni diritto allo studio.
Le scosse telluriche del caos generato prima da Israele e poi dagli Usa oggi si riverberano anche in Iraq. Baghdad ha lanciato un ultimatum alle potenti milizie armate sciite; disarmare entro il 30 settembre. L’annuncio giunge alla vigilia della visita negli Usa del nuovo premier, Ali Al-Zaidi. Proprio Washington sta esercitando da tempo pressioni sul governo iracheno affinché consegnino le armi. Alcuni di questi gruppi avevano preso di mira le strutture Usa in Iraq nel corso del recente conflitto scaturito dall’offensiva israelo-Usa contro Teheran.
Su questo fronte, nuova sospensione degli attacchi tra Usa e Iran dopo un week end di alta tensione: raid iraniani su basi Usa in Bahrein e Kuwait, a seguito degli attacchi aerei di Trump su siti militari iraniani, a loro volta replica ai colpi contro una nave commerciale battente bandiera di Singapore che non stava rispettando la rotta imposta. Una situazione molto complicata, a cui – per ora – viene messa un’altra pezza temporanea. E’ giallo però sul nuovo incontro, che gli Usa danno per certo, domani, in Qatar. Teheran però nega di avere in calendario nulla questa settimana.
Il tutto mentre i Pasdaran hanno attaccato il Kurdistan iraniano. Le Unità di difesa del Kurdistan orientale (Yrk) denunciano attacchi nella zona di Mahabad. L’organizzazione legata all’esperienza del confederalismo democratico ha dichiarato di “non accettare attacchi. Se ciò dovesse ripetersi, daremo la risposta necessaria. Proteggere vita e beni del popolo è una nostra responsabilità fondamentale”.
Infine il Libano. Qui Tel Aviv ha colpito almeno 3 volte via cielo e terra a sud, tra Nabatieh e Mayfadoun, mentre oggi pomeriggio intensi raid d’artiglieria su alcuni edifici di Deir Syrian, lungo il fiume Litani. Tutto questo nonostante l’accordo voluto dagli Usa e firmato da Netanyahu con Beirut, ma senza il sostegno di buona parte della rappresentanza politica libanese e in particolare dei partiti sciiti. Contrario pure il presidente del Parlamento Nabih Berri, terza carica dello Stato, la più alta tra la comunità sciita, alleato di Hezbollah con il suo partito Amal: “questo accordo non sarà adottato né attuato nella sua forma attuale, è un diktat contro i diritti del Libano”.
VIAREGGIO - Un cuore gigante disegnato sulla sabbia e 32 fiori listati di nero per ricordare le vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009 nel giorno del 17/o anniversario, il primo dopo le condanne definitive della Cassazione nei confronti dei responsabili del disastro, tra cui l’ex ad di Fs e Rfi, Mauro Moretti.
L’associazione dei familiari delle vittime “Il Mondo che Vorrei” ha in cantiere diverse iniziative, a partire dal momento di raccoglimento al Cimitero della Misericordia di Viareggio, dove riposano molte delle 32 vittime. In serata, alle ore 21:15, partirà la camminata civile con il corteo dalla Chiesina dei Pescatori in Darsena. Alle ore 23:48, orario in cui avvenne il deragliamento del treno carico di Gpl che provocò un devastante incendio in mezza alla cittadina, la cerimonia della lettura dei nomi delle vittime. Venerdì, invece, un concerto gratuito al Molo viareggino incentrato sulla memoria, sicurezza sul lavoro e pace.
LOTTE OPERAIE - Sindacato conflittuale Si Cobas in sciopero e presidio oggi al deposito Brt di Settimo Torinese, dove venerdì è morto Antonio Gala, corriere di 64 anni, travolto da un camion.
Il Si Cobas richiama l’omicidio del lavoratore e collega l’episodio a un quadro più ampio di criticità denunciate da tempo nel settore degli appalti e della logistica. Tra i problemi elencati dal sindacato ci sono “turni massacranti, orari precari, carichi e ritmi di lavoro elevati, contestazioni sulle buste paga, mancanza di attenzione alle esigenze personali e familiari, cambi di appalto al ribasso, incertezza occupazionale, mezzi ritenuti insicuri, oltre a discriminazioni, comportamenti antisindacali, licenziamenti politici, intimidazioni e razzismo”.
Il tutto a pochi giorni dalla decisione del Gup del Tribunale di Piacenza che ha prosciolto i sindacalisti di Si Cobas e Usb dall’accusa surreale di associazione a delinquere. Per gli imputati è caduta l’imputazione principale poiché “il fatto non sussiste”, azzerando l’impianto accusatorio nato dall’inchiesta della Procura nel 2022. Oltre all’associazione a delinquere, caduti gli 83 capi d’imputazione che includevano estorsione, violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e sabotaggio. Per i 7 sindacalisti coinvolti (tra cui Ali Mohamed Arafat, Aldo Milani e Carlo Pallavicini per il Si Cobas) emesso un non luogo a procedere.
Il giudice ha confermato quindi la natura e la legittimità costituzionale dell’attività sindacale, ponendo fine al teorema accusatorio che riteneva le organizzazioni di base come vere e proprie associazioni criminali.
Da Settimo Torinese su Radio Onda d’Urto Daniele, compagno dei Si Cobas Torino.
FINANZA TOSSICA - Dal 1 luglio entra in vigore la normativa sui fondi pensione. Per gli assunti nel settore privato, scatta il silenzio assenso per cui, se entro 60 giorni non viene manifestata contrarietà, i contributi finiranno nel fondo pensione della categoria. Se ci sono più fondi, andranno a quella che ha maggiori iscritti e se non ci sono fondi andranno al Fondo Cometa, che riguarda i lavoratori metalmeccanici.
A rendere l’adesione ai fondi privati ancora più incentivata concorre una riduzione del carico fiscale - deducibilità fino a 5300 euro - e l’aliquota più bassa sulle plusvalenze, al 20% invece che al 26%. Per lo Stato questo significa una minore entrata di 6 miliardi di euro l’anno, a beneficio di meno del 40% dei lavoratori e delle lavoratrici del settore privato.
A colpire però è un altro dato ancora. Chi gestisce infatti i fondi, a cominciare dallo stesso Fondo Cometa dei lavoratori metalmeccanici? Il fondo ha un suo Consiglio di amministrazione e un collegio sindacale che sono composti per il 50% da rappresentanti dei sindacati e per il 50% da rappresentanti dei datori di lavoro. Tale Consiglio però, come è ovvio, non gestisce l’enorme disponibilità finanziaria – stiamo parlando di 13-14 miliardi di euro – che proviene dai contributi, ma la affida ai grandi gestori internazionali che decidono dove impiegare questi stessi contributi.
Il principale gestore è BlackRock che usa come “depositario” e garante State Street Bank, in una filiera dove gran parte di quel risparmio finisce nelle società di cui BlackRock è azionista, naturalmente rigorosamente domiciliate in terra Usa.
La finanziarizzazione non finisce qui, perché dal 31 ottobre entrerà in vigore la piena “portabilità” dei fondi negoziali di categoria che potranno essere affidati dal singolo lavoratore a una banca o a una assicurazione, mutandone la natura da fondi chiusi in veri fondi aperti dove il peso dei grandi gestori, come BlackRock, sarà ancora maggiore. L’impatto finanziario di tale modifica sarà così forte che il 29 maggio i sindacati e le associazioni padronali hanno firmato un “avviso comune” per limitare gli effetti di un simile accelerazione. Si tratta di un avviso, comunque, che certo potrà poco contro la norma di legge dove è prevista la portabilità piena.
Oggi, sulle nostre frequenze, trovi anche altre notizie. Eccole:
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
29 giugno 1520: sotto l’invasione spagnola, muore il re azteco Montezuma.









