Ennesima operazione repressiva contro il movimento "Blocchiamo Tutto". Decine di misure cautelari a Milano
In memoria di Fausto e Iaio e Lorenzo “Orso” Tekosher Orsetti | Continuano gli attacchi israelo-statunitensi all’Iran e quelli israeliani in Libano e Palestina | Sulla nascita della Comune di Parigi
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REPRESSIONE - Ennesima operazione repressiva contro il movimento Blocchiamo Tutto, che in autunno mobilitò milioni di persone nel nostro Paese contro genocidio, occupazione e complicità anche del nostro Paese.
A Milano misure cautelari con obbligo di firma, divieto di dimora e divieto di uscire la sera, per gli scontri con la polizia, schierata il 22 settembre a blindare la stazione Centrale di Milano. Per altri 8 indagati fissati invece gli interrogatori preventivi. I reati a vario titolo sono resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, porto abusivo di armi e interruzione di pubblico servizio.
Nel mirino, in particolare compagne-i del Centro Sociale Lambretta e di Gaza FREEstyle:
“Questi provvedimenti e queste misure cautelari, che si sommano a quelli già attuati negli scorsi mesi in diverse province, sono espressione dell’attacco sistemico del governo Meloni alle realtà sociali organizzate, nel tentativo di silenziarne la progettualità, l’azione sul territorio. – scrivono in un comunicato le due realtà – Nonostante gli ostacoli e le difficoltà che verranno causate da queste misure, il nostro impegno prosegue e si rafforza. La solidarietà non si arresta”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Raja, compagna dal Centro Sociale Lambretta e di Gaza FREEstyle. Di seguito un frammento del suo racconto
MEMORIA COLLETTIVA - Oggi è giorno di anniversari e memoria collettiva per ricordare i compagni caduti e per non dimenticare.
ll 18 marzo del 1978, in via Mancinelli a Milano, Fausto e Iaio, militanti di Lotta Continua e del centro sociale Leoncavallo, vennero uccisi per mano fascista. Omicidi che non hanno avuto nessuna verità giudiziaria, ma quella storica sì: i nomi tre presunti killer arrivati da Roma, Massimo Carminati, Mario Corsi e Claudio Bracci, negli anni sono stati più volte fatti da esponenti neofascisti romani, che li individuano come esecutori materiali dell’agguato, avvenuto nell’ambito del lavoro di controinchiesta di Fausto e Iaio sul legame tra criminalità e neofascisti nello spaccio di eroina.
Per ricordare i due compagni, come ogni anno, amici, famigliari e realtà antifasciste si sono ritrovati proprio in via Mancinelli, tra parole e musica, con Leoncavallo e Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio.
Sulle nostre frequenze, abbiamo raccolto per l’occasione:
Il commento di Giovanni Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio sulla possibilità di una proroga alle indagini aperte ad aprile dell’anno scorso sul duplice omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci.
Sul presidio di oggi, Paolo Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio
Da Milano a Firenze, per ricordare anche Lorenzo “Orso” Tekosher Orsetti, compagno fiorentino di 33 anni che il 18 marzo 2019 veniva colpito a morte a Baghuz, in Siria del Nord Est, mentre combatteva con le forze rivoluzionarie a maggioranza curdo-siriana, le YPG, contro il sedicente Stato Islamico in Rojava.
Come ogni anno, amici e familiari hanno organizzato una serie di iniziative per Orso e per riportare l’attenzione su quello che sta succedendo in Rojava. Stamattina appuntamento al cimitero fiorentino delle Porte Sante, dove Lorenzo è tumulato, mentre nel pomeriggio incontro su Confederalismo Democratico e Jineolojî. Sabato altre iniziative, sempre a Firenze.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il ricordo e la presentazione delle iniziative con il papà di Lorenzo, Alessandro Orsetti. Di seguito, un frammento dall’intervista
MEDIO ORIENTE - Continuano gli attacchi israelo-statunitensi all’Iran. Colpite aree residenziali densamente popolate di Dorud, almeno sette i civili uccisi, 56 i feriti. Tel Aviv annuncia l’uccisione del ministro dell’intelligence Ismail Khatib in un attacco dell’aviazione nella notte a Teheran, confermata nel pomeriggio dal presidente iraniano Pezeshkian. Nella capitale iraniana si svolti oggi i funerali dei due dirigenti della Repubblica islamica ammazzati ieri, il segretario del consiglio supremo di sicurezza Larijani e il capo delle forze paramilitari Basij, Soleimani. Di risposta ai tre vertici uccisi, l’Iran ha sparato razzi contro Israele, utilizzando missili a più testate che possono eludere i sistemi di difesa, uccidendo due persone nell’area israeliana di Ramat Gan vicino a Tel Aviv durante la notte. Un missile è stato intercettato, e un altro è caduto nel centro di Israele.
Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno riferito di aver intercettato missili e droni. Proprio in questi paesi del Golfo, tra Dubai e Emirati, sono bloccate le forniture mediche destinate a 400.000 bambini in Sudan – tra cui antibiotici, farmaci antimalarici, trattamenti di svermazione e iniettabili, a causa della chiusura dello stretto di Hormuz, ha avvertito Save the Children.
Intanto, dall’altra parte del mondo, nuovo caos vertici per Trump.
Dopo le dimissioni di ieri del capo dell’antiterrorismo Joe Kent, in aperta polemica contro l’attacco statunitense all’Iran, ci pensa oggi Tulsi Gabbard, direttrice dell’intelligence statunitense, a smentire nuovamente la tesi ufficiale della Casa Bianca sulla minaccia nucleare iraniana: “L’Iran non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dopo l’attacco americano del giugno 2025”, ha detto Gabbard in una dichiarazione presentata alla commissione intelligence del Senato. Poi però, stranamente ci ripensa e nella sua testimonianza ha aggiustato il tiro. “Prima dell’operazione Epic Fury, l’Iran stava cercando di riprendersi dagli attacchi di giugno e continuava a rifiutarsi di rispettare gli obblighi dell’Aiea”, ha dichiarato.
Bombardamenti israeliani anche in Libano. Solo i raid di questa notte hanno fatto oltre 10 vittime a Beirut, 27 persone ferite. Israele ha attaccato un edificio a Bashoura, un quartiere nel cuore della capitale libanese, mentre ha effettuato un’ondata di attacchi in tutto il paese che ha ucciso più di 20 persone e ne ha ferite decine. Mille i morti fatti da Israele in Libano in poco più di 2 settimane, da quando il 2 marzo sono ricominciati gli attacchi. L’esercito israeliano ha ammesso che uno dei suoi carri armati ha sparato su una posizione delle Nazioni Unite nel sud del Libano questo mese, ferendo tre forze di pace ghanesi.
Gli attacchi israeliani sono continuati anche in tutta Gaza, dove prosegue il genocidio, con almeno un palestinese ucciso a Khan Younis. Dall’entrata in vigore del finto cessate il fuoco in ottobre, quasi 700 palestinesi sono stati uccisi e 2mila sono stati feriti, mentre sotto le tende della popolazione sfollata si torna a temere il rischio carestia. Al riguardo il valico di Rafah è chiuso questa mattina nonostante l’annuncio israeliano di una apertura parziale per i feriti più gravi.
Per approfondire tutto questo, oggi sulle nostre frequenze:
L’intervista a Nima Baheli, analista internazionale esperto di Politica Marittima, Relazioni internazionali ed economiche del Medio Oriente, collaboratore di diverse testate tra cui Radio svizzera italiana, Fatto quotidiano, Limes e Ispi.
La riflessione di Alberto Negri, per anni inviato di guerra e oggi editorialista del quotidiano “il Manifesto”, sui possibili scenari che potrebbero aprirsi da adesso in avanti, anche alla luce del quadro dipinto da Nima Baheli.
La corrispondenza da Beirut del giornalista Mauro Pompili. Di seguito un frammento della sua testimonianza.
Oggi su Radio Onda d’Urto, anche:
SANITÀ - A 6 anni dalla pandemia mancano ancora il piano pandemico nazionale e 1500 posti in terapia intensiva. Il punto con il dott. Ottavio Di Stefano, già presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia e presidente dell’Ong Medicus Mundi Italia.
MILANO - Giovedì 19 marzo la presentazione del libro che raccoglie gli scritti e pensieri di Emilio Molinari. La presentazione dell’iniziativa con Erica Rodari del Comitato milanese Acqua pubblica.
TOGETHER FOR IRAN - “Donna. Vita. Libertà. Contro la guerra, contro la dittatura” 21 e 22 marzo iniziative a Milano. La presentazione di Behrooz Sarabi, compagno iraniano del Collettivo Together For Iran Milano.
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
18 marzo 1871 - Nasce la Comune di Parigi
Sulla nascita della Comune di Parigi e sull’esperienza rivoluzionaria di autogoverno che ha rappresentato, oggi sulle nostre frequenze l’intervista a Maria Grazia Meriggi, storica dei movimenti sociali e delle culture politiche dei mondi del lavoro in Europa nell’Ottocento e Novecento.








