Francia, "Un agguato teso dai fascisti". La controinchiesta sulla morte di Quentin Deranque
L'Italia nel "board of peace" per la Palestina, mentre Israele blocca la cooperazione | Le indagini sulle uccisioni di Ramy Elgaml e Abderrahim Mansouri
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La presentazione dell’iniziativa con Giulia della redazione di Radio Onda d’Urto.
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PALESTINA - Continua il genocidio, la pulizia etnica e l’occupazione coloniale per mano israeliana nella Stricia di Gaza. Un civile di 20 anni è stato ammazzato da colpi di arma da fuoco israeliani sparati a est di Khan Younis, nella zona meridionale della Striscia. Il numero totale di palestinesi uccisi dall’inizio fittizio del cessate il fuoco, Israele ha ammazzato 604 persone, con 1.618 feriti e 726 corpi recuperati.
Gaza è anche piegata dalla speculazione, provocata dal blocco dei valichi imposto da Israele e dall’assenza quasi totale di beni di prima necessità: i prezzi dei generi alimentari, e non solo, sono alle stelle, la popolazione vive in ricoveri di fortuna senza acqua corrente ed elettricità. Secondo le stime dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) almeno due terzi della popolazione di Gaza (1,4 milioni su 2,1 milioni) vive in mille campi di sfollati, in condizioni di sovraffollamento e rischio sanitario. In tutto questo, a inizio 2026, l’operatività delle ONG nella Striscia di Gaza è estremamente limitata, con Israele che ha revocato le autorizzazioni a circa 37 organizzazioni umanitarie, come spiega Meri Calvelli, cooperante di Acs che ha vissuto per decenni nella Striscia di Gaza.
La pulizia etnica è chiara e a confermarla, oggi, ci pensa il ministro delle finanze israeliano Smotrich, che ha annunciato che uno dei suoi obiettivi per il prossimo mandato di governo è quello di abolire gli accordi di Oslo e smantellare l’Autorità palestinese. L’annuncio è stato fatto durante una conferenza con i leader degli insediamenti illegali in Cisgiordania, dove Israele procede all’annessione formale di terre e proprietà palestinesi.
Di fronte e tutto questo l’Italia ha deciso di partecipare come osservatore al Board per Gaza, il banchetto coloniale per la spartizione e speculazione sulle macerie di Gaza. Il ministro degli Esteri Tajani rivendica in Parlamento la decisione di partecipare al tavolo voluto da Trump. Giovedì, domani, il primo incontro a Washington. Per Tajani, “non ci sono alternative al piano”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Triestino Mariniello, docente di Diritto penale internazionale alla John Moores University di Liverpool, già Legal Team delle vittime di Gaza alla Corte Penale Internazionale. Ascolta o scarica.
FRANCIA - Prosegue la strumentalizzazione mediatica contro le realtà antifasciste e di sinistra dopo la morte di un 23enne neofascista a Lione nello scontro tra 16 fascisti e 13 antifascisti. La controinchiesta dal basso condotta dal sito di movimento francese contre-attaque.net fa emergere contraddizioni nella versione di media e Stato, “basata – si legge – sulla narrazione dell’estrema destra: un cattolico non violento di 23 anni, assassinato a sangue freddo da “antifa”, come sostiene nelle prime risultanze pure la procura di Lione, che indaga sui fatti”.
L’articolo di contre-attaque-net, con foto, video e testimonianze diretta, mostra invece l’assalto compiuto dai fascisti e la risposta degli antifascisti, numerosi dei quali feriti a loro volta. Le grida dei passanti avrebbero però costretto entrambi i gruppi a disperdersi. Dopo la confusione, nessuno è rimasto a terra. Subito dopo il 23enne neofascista si è rifiutato, al pari delle altre persone coinvolte, di andare in ospedale; successivamente il malore, l’emorragia celebrale e infine la morte. Sempre Contre Attaque ricorda che, dal 2022 a oggi, i neofascisti hanno fatto 11 vittime e 19 feriti gravi, nel silenzio dei media e della politica francese.
La traduzione, a cura di Radio Onda d’Urto, dell’articolo dettagliato di contre-attaque.net pubblicato nella giornata di mercoledì 17 febbraio. Ascolta o scarica.
11 le persone fermate, tutte antifasciste, uno dei quali legato indirettamente a LFI, La France Insoumise, contro cui da giorni si concentra un fuoco incrociato tra lepenisti, macroniani e pure socialisti, tutti d’accordo nell’attaccare il partito di sinistra, palesando pure una sorta di “cordone di esclusione politica” contro LFI, che in mattinata ha dovuto evacuare la propria sede nazionale, nel 10/o arrondissement di Parigi, in seguito alla minaccia della presenza di una bomba.
L’intervista a Cédric di Radio Zinzine, media indipendente del sud est della Francia e a Marc di La France Insoumise sul sito di Radio Onda d’Urto.
A Milano sono almeno 2 le inchieste che riguardano la morte di due giovani, entrambi di origine migrante. Ad accomunarli il ruolo attivo delle forze di polizia e carabinieri.
Da un lato Ramy Elgaml, morto nel quartiere Corvetto al termine di un inseguimento di ben 8 km compiuto dai carabinieri nel novembre 2024; qui alleggerita l’imputazione per il carabiniere che ha speronato lo scooterone su cui viaggiava anche Ramy, mentre su “Il Domani” le intercettazioni di altri carabinieri, indagati per depistaggio, che dicono di aver “brutalizzato un testimone”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il commento di Barbara Indovina, avvocata della famiglia di Ramy Elgaml. Ascolta o scarica.
Dall’altro lato c’è un’altra inchiesta, che vede 4 gli agenti di Polizia indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nell’indagine sulla morte del 28enne Abderrahim “Zak” Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel ‘boschetto’ di Rogoredo. Vicenda per cui è già indagato per omicidio un altro poliziotto. La ricostruzione ha portato ora a ipotizzare per altri 4 agenti anche un presunto ritardo nella richiesta di soccorsi, mentre i legali della famiglia del giovane oggi ribadiscono: “Abderrahim non aveva una pistola, non solo non l’ha puntata contro, non ce l’aveva”.
Rajaa, compagna di Milano in Movimento, che sta seguendo l’inchiesta. Ascolta o scarica.
…e ancora sulle frequenze di Radio Onda d’Urto…
“Per realizzare un sogno comune”: a partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra. L’intervista con Davide del Movimento No Base e Martina di Askatasuna
Il tribunale di Palermo ha stabilito che la ong Sea Watch dovrà essere risarcita dallo Stato per oltre 76mila euro per il fermo subito dalla nave Sea Watch 3.Il commento di Luca Faenzi della Ong Sea Watch Ascolta o scarica

A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
18 Febbraio 1943 Arresto A Monaco Di Baviera Dei Fondatori Di Rosa Bianca







