Gli USA attaccano nel sud dell'Iran e negano la bozza di accordo diffusa da Teheran
Nuova offensiva di Israele sul Libano | Le corrispondenze da Beirut, dalla Striscia di Gaza e dalla Bolivia
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MEDIO ORIENTE - Resta alta la tensione tra Iran e Stati Uniti lungo lo Stretto di Hormuz, mentre Israele rilancia la guerra regionale contro il Libano. Nonostante le trattative proseguano serrate da settimane, Washington ha deciso di sferrare un attacco nel sud dell’Iran, colpendo ieri il sito per il lancio di missili e alcune navi per la posa delle mine. Si è trattato di “autodifesa”, si giustifica il comando americano in Medio Oriente.
Per Teheran, invece, si è trattato di una vera e propria “flagrante violazione” del cessate il fuoco che, ha avvertito, non sarà lasciata “senza risposta”. Intanto la tv di Stato iraniana ha illustrato l’ultima bozza del memorandum d’intesa fra Washington e Teheran. In base al testo, gli Usa ritirerebbero le forze militari vicine al territorio iraniano e revocherebbero il blocco navale ai porti iraniani, e in cambio Teheran si impegnerebbe a ripristinare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese. Il transito della navi verrebbe gestito in collaborazione con l’Oman. Il Memorandum di Islamabad, questo il nome del documento, afferma che, se si raggiungerà un accordo definitivo entro 60 giorni, l’intesa dovrà essere approvata come una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Nessun riferimento al nucleare, mentre la Casa Bianca parla di totale invenzione da parte dei media iraniani.
A spingere verso il caos è soprattutto Benjamin Netanyahu, sotto una tempesta di attacchi interni, che rilancia sul Libano la sua guerra santa e annuncia una nuova offensiva contro Hezbollah, forte anche del via libera all’operazione che - secondo Channel 12 - avrebbe incassato da Donald Trump, in risposta alle decine di droni lanciati dalle milizie sciite a nord di Israele, dove si concentra l’elettorato della destra sionista israeliana. Si avvia così verso il collasso la tregua armata negoziata nelle scorse settimane. 31 i morti in Libano, per lo più civili, dopo gli attacchi di ieri da parte dell’esercito israeliano, che ha iniziato a muoversi via terra oltre la “linea gialla”, quella disegnata a uso e consumo da Israele per occupare pezzi di terra libanese.
Dal Libano la corrispondenza della reporter freelance Agnese Stracquadanio Ascolta o scarica
Dalla capitale Beirut un collegamento di David Ruggini capomissione in Libano dell’ ONG e associazione pacifista Un Ponte per Ascolta o scarica
PALESTINA - Continua intanto il genocidio per mano israeliana in Palestina. Nella Striscia di Gaza non si fermano i bombardamenti e gli sfollamenti forzati. “La situazione è difficile e la tregua è finta. Dal cessate il fuoco sono state uccise circa 900 persone” racconta da Gaza Sami Abu Omar, cooperante di diverse realtà italiane attive nella Striscia di Gaza, denunciando anche la drammatica situazione umanitaria: “Non esiste più elettricità, si vive con i generatori e il carburante ha un costo impossibile”. Con l’arrivo del caldo si moltiplicano anche malattie e infezioni nei campi tenda, dove mancano acqua, igiene e raccolta dei rifiuti. Intanto migliaia di bambini palestinesi restano senza scuola, distrutte dai bombardamenti dell’esercito di occupazione: “Ci sono bambini che da tre anni non riescono ad andare a scuola”, spiega Abu Omar, “intere generazioni rischiano l’analfabetismo”.
La corrispondenza da Gaza con Sami Abu Omar, cooperante di diverse realtà italiane attive nella Striscia di Gaza e storico collaboratore di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
In Cisgiordania Occupata la piattaforma Mediterranea Saving Humans denuncia un “sistema strutturale di pulizia etnica” nell’area di Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania. Nel rapporto “Masafer Yatta, un laboratorio di pulizia etnica”, l’organizzazione documenta quasi tremila violazioni nel solo 2025. Tra queste figurano 150 aggressioni fisiche, in cui i coloni, quasi sempre armati di bastoni e spranghe, hanno assaltato i villaggi palestinesi, per una media di un assalto ogni due giorni, spesso con il sostegno diretto dell’esercito israeliano.
“I coloni hanno il compito di rendere impossibile la vita ai palestinesi finché non se ne vadano”, afferma ai microfoni di Radio Onda d’Urto Damiano Censi, coordinatore del progetto di Mediterranea in Palestina, parlando di un legame “sistematico e diretto” tra coloni armati, esercito e esecutivo di Netanyahu. Ascolta o scarica l’intervento di Damiano Censi.
Global Sumud Flotilla dimostra e denuncia il ruolo degli Stati Uniti negli abusi e nelle torture inflitte ai 428 tra volontari e volontarie, operatori e operatrici umanitari, giornaliste e giornalisti rapiti da Israele.
Oltre a fornire la copertura diplomatica e al rifiuto di assistere le famiglie statunitensi che cercavano informazioni, Washington ha finanziato anche “la nave della tortura al centro di numerosi gravi abusi inclusi torture sistematiche e aggressioni sessuali”. La nave in questione è quella utilizzata come carcere galleggiante in seguito alle “intercettazioni illegali” del 29 e 30 aprile al largo di Creta. Ne abbiamo parlato con Lilia della Global Sumud Flotilla Lazio e dell’ufficio stampa nazionale
CALCIO - Fuori dagli stadi di mezza Italia sono apparsi striscioni dei gruppi ultras in solidarietà a Marco Basoccu, tifoso juventino dei Viking ancora in coma farmacologico all’ospedale delle Molinette di Torino. Il tifoso è stato operato d’urgenza per un trauma cranico molto grave riportato domenica 24 maggio in seguito agli scontri che hanno preceduto il derby della Mole.
Sulla vicenda sono state aperte due inchieste: la prima relativa agli scontri pre-derby Torino – Juventus, la seconda sulle lesioni gravi subite dal 36enne, colpito alla testa. Secondo le prime ricostruzioni, quelle della Questura, sarebbe stato colpito “da una bottiglia, o forse da un sasso”. Una versione rispedita al mittente da famigliari, amici e testimoni oculari, che sostengono sia stato uno delle decine di lacrimogeni sparati dalla Celere ad altezza d’uomo. Sul portale Infoaut è stato pubblicato un commento dal titolo “Sparo alla cieca”. Si tratta di considerazioni sulla gestione dell’ordine pubblico da parte della Questura e delle forze di polizia in generale… Ma soprattutto in particolare, nella città di Torino e dintorni. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Stefano della redazione di Infoaut.
Oggi, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, anche:
Proseguono in Bolivia le proteste cominciate all’inizio di maggio contro le misure di austerità decise dal governo del presidente conservatore Rodrigo Paz, i tagli ai sussidi del carburante, la proposta di riforma agraria voluta dal centro-destra, l’aumento del costo della vita. Il governo valuta l’introduzione dello stato di emergenza, come ci racconta il nostro collaboratore da La Paz Manfredo Pavone Gay Ascolta la corrispondenza
E’ in anticipo di quasi un mese rispetto alle medie storiche il superamento dei limiti dell’ozono, a causa del caldo che sta investendo soprattutto il centro nord dell’Italia. Ne abbiamo parlato con Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia.
La Regione Lombardia si appresta a modificare la legge sulla Valutazione di Impatto Ambientale, contrare le opposizioni. L’intervento di Paola Pollini del Movimento 5 Stelle ai microfoni di Radio Onda d’Urto
Il nuovo libro di Vittorio Agnoletto “L’industria della salute – Farmaci, privatizzazione e affari”. L’intervento di Agnoletto ai nostri microfoni per commentare i dati Istat che mettono in rilievo le profonde disuguaglianze nell’accesso al Sistema sanitario nazionale.
La morte di Marco Crea, a seguito dell’assunzione di un mix di psicofarmaci: ne abbiamo parlato con Diego Mari, del collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
27 Maggio 1969 La rivolta di Pratobello in Sardegna
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