Global Sumud Flotilla: Saif Abukeshek e Thiago Avila restano nelle carceri israeliane
Iran: ancora bloccato lo Stretto di Hormuz | Carcere: in Italia sfondato nuovamente il muro delle 64mila presenze | Diritto all'abitare: il piano (senza) casa del governo Meloni
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GLOBAL SUMUD FLOTILLA - I due esponenti della Global Sumud Flotilla rapiti dall’esercito israeliano in acque internazionali Saif Abukeshek e Thiago Avila, sono comparsi oggi in Tribunale: la loro detenzione illegale è stata prorogata fino a domenica.
Il giudice ha accolto in toto la posizione dell’accusa, che contesta ai due di “aver aiutato il nemico in guerra, appartenere a un’organizzazione terroristica, essere in contatto con agenti stranieri. I due attivisti hanno denunciato maltrattamenti e percosse durante la detenzione; per questo sono in sciopero della fame dal loro fermo illegale, avvenuto il 29 aprile.
Intanto, nella tarda serata di ieri una nuova denuncia da parte di attiviste e attivisti della Global Sumud Flotilla, molte-i ancora a Creta, in attesa di ripartire verso la Striscia:
“le forze israeliane stanno provando a intercettare altre quattro navi al largo della Grecia; aerei e droni Usa sorvolano le navi. Crescono i timori di torture e rapimenti illegali”.
Sempre in tema di solidarietà internazionale con la Palestina - dove la violenza coloniale israeliana continua, con almeno tre palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza solo oggi - nel pomeriggio abbiamo trasmesso anche:
La testimonianza di Wael Al Dahdouh, giornalista palestinese, intervenuto oggi alla sala stampa della Camera in occasione della presentazione del dossier, redatto da Giovani Palestinesi in Italia insieme al Palestinian Youth Moviment e Weapon’s Watch, sul ruolo dell’industria italiana nel genocidio a Gaza. Qui un estratto.
L’appello di “Art Not Genocide Alliance” per una mobilitazione venerdì 8 maggio contro il padiglione israeliano alla Biennale di Venezia. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, un’attivista di “Art Not Genocide Alliance”.
MEDIO ORIENTE - Dalla Palestina all’Iran, dove prosegue lo stallo per le sorti della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo Stretto di Hormuz resta bloccato, nonostante l’operazione Project Freedom voluta da Trump. Gli Usa sostengono di aver aperto “un corridoio” per il passaggio sicuro delle navi, ma Teheran smentisce, facendo sapere di aver sparato missili contro 2 unità navali americane. Alcuni di questi missili e droni sono caduti sia sull’Oman (due feriti) e sugli Emirati Arabi Uniti; quest’ultimi affermano che i sistemi di difesa aerea sono attualmente impegnati nell’abbattimento di missili e droni lanciati dall’Iran.
Abbiamo fatto il punto della situzione con Antonello Sacchetti, giornalista e curatore dell’omonimo canale Youtube, che da anni si occupa di Iran. Di seguito un frammento dalla sua intervista
Nessun cessate il fuoco nel Golfo, dunque, nemmeno nei territori occupati illegalmente da Israele, nonostante lo stop ufficiale ai bombardamenti in Libano come in Palestina. Nel Paese dei Cedri, Israele prosegue indisturbato con gli attacchi: oggi ordini di sfollamente forzato per due città - Jebchit e Srifa, a nord del fiume Litani - entrambe fuori dalla fantomatica Linea Gialla, la zona di esclusione che Israele ha disegnato a suo piacimento a circa 10 km dal confine libanese. Le forze israeliane hanno continuato i loro attacchi anche nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, raggiungendo 2.702 persone uccise dall’inizio delle violenze israeliane iniziate il 2 marzo.
CARCERE - Torniamo in Italia, più precisamente nelle galere del nostro Paese.
“In pochi giorni tre suicidi, due detenuti e un agente, mentre le presenze hanno superato quota 64.000”: è questa la denuncia dell’associazione Antigone, che certifica come in 4 mesi siano già morte 19 persone dietro le sbarre. Qui ci sono, a oggi, oltre 64mila persone; per l’esattezza, 64.436, 439 persone in più in un solo mese, a fronte di un aumento delle presenze negli ultimi 12 mesi di 1.991 unità.
I posti disponibili sono 46.318 e il tasso di affollamento è ormai del 139%, con 73 istituti su 189 sopra il 150%. Antigone poi denuncia come il Dap non ha mai ritirato “tutte quelle circolari che negli ultimi anni hanno reso il carcere un luogo chiuso, asfittico e senza speranza”.
Ai nostri microfoni, le considerazioni di Patrizio Gonnella, dell’Associazione Antigone Onlus.
DIRITTO ALL’ABITARE - “Dietro la patina degli annunci ci sono tre pilastri: la sostanziale mancanza di nuove risorse economiche stanziate; la decisione di privilegiare la cosiddetta fascia grigia pittosto che i ceti sociali già in crisi in emergenza abitativa; la strada spianata per l’ingresso dei privati che lucrano sul mattone e la predisposizione di un disegno di legge per sfratti e sgomberi sprint e a sorpresa.” Margherita del Movimento per il diritto all’abitare di Roma sintetizza così il cosiddetto piano casa approvato dal consiglio dei ministri il 30 aprile scorso.
Il DDL che riprende le proposte di parlamentari della Lega e di Fratelli d’Italia prevede una serie di misure per accelerare l’esecuzione degli sfratti senza alcuna garanzia che ci sia una soluzione abitativa alternativa per le famiglie che rischieranno di finire in strada. “Il cosiddetto “sfratto breve” con decreto di rilascio entro 15 giorni dal ricorso del proprietario, esecuzione senza previa notifica e una penale dell’1% del canone per ogni giorno di mancata esecuzione, chiaramente a carico dell’inquilino; oltra al rafforzamento dello strumento della finita locazione per accelerare gli sfratti e una restrizione decisa su quei pochi criteri che finora rendevano rinviabile l’esecuzione (come la presenza nel nucleo di persone anziane, disabili e minori, tanto per citarne alcuni). Insomma, un vero e proprio regalo ai proprietari che smaniano per sbarazzarsi degli inquilini nel minor tempo possibile, raggranellando consenso sulla pelle di chi non ce la fa a conciliare le spese per la casa con la sopravvivenza.”
Sempre in tema di diritto alla casa, oggi a Bolzano sesto presidio e piazza pubblica per chiedere “l’immediata apertura di strutture per i lavoratori costretti a dormire per strada”. Qui la corrispondenza dal presidio di Matteo di Bozen solidale.
ECONOMIA: Utili mostruosi per banche e aziende energetiche, pagano i consumatori. L’intervista a con Francesco Schettino, economista e docente all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”.
BOLOGNA: Al via la seconda edizione di “Ad alta voce - Festival Femminista Migrante”. Sulle nostre frequenze, la presentazione Giulia dell’Assemblea Donne del Coordinamento Migranti.
“LATINOAMERICA”: Cuba… que linda es Cuba!
Ai nostri microfoni, diverse voci e testimonianze, a partire da quelle raccolte durante la manifestazione nazionale per Cuba dell’11 aprile 2026 a Roma.5 MAGGIO 1981 – 2026: 45 anni fa moriva Bobby Sands, rivoluzionario socialista e repubblicano irlandese. Radio Onda d’Urto ha creato, per l’occasione una trasmissione dedicata (link sopra). Di seguito, invece, la puntata di Storia di Classe dedicata al celebre militante del Provisional Irish Republican Army (Ira).
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
5 Maggio 1981 - La morte di Bobby Sands









