Hormuz: domenica la risposta di Trump, mentre Israele devasta Libano e Palestina
Oggi sciopero generale del sindacalismo di base in Italia I A Gioia Tauro mobilitazione contro il transito bellico verso Tel Aviv I 33 anni fa, nel 1993, la strage di Gornji Vakuf
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IRAN - E’ domenica la data fissata da Trump per rispondere alla bozza d’accordo raggiunta dai suoi negoziatori e da quelli iraniani. Una conferma arriva dal vice del tycoon, JD Vance, che parla di “buoni progressi sull’estensione del cessate il fuoco”. Il memorandum prevede 60 giorni di proroga della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi, con una gestione affidata anche all’Oman. Oggi Trrump, rivolto alle migliaia di marittimi fermi sulle navi bloccate a Hormuz, li ha invitati a “prepararsi a tornare a casa”, ma Teheran frena: “l’accordo sarà reso pubblico se e quando sarà integralmente accettato da entrambe le parti”.
LIBANO - Non è chiaro se, nel testo, vi sia qualche riferimento allo stop dell’aggressione militare in Libano, dove Israele martella furiosamente il sud tra Tiro, Nabatyeh e Sidone, dopo aver colpito ieri sera il sud di Beirut; uccisi una donna e due bambini. In totale, le vittime in Libano per mano israeliana dal 2 marzo sono almeno 3.324, con oltre 10mila feriti. Sul terreno le truppe israeliane provano ad avanzare in direzione nord, superando il fiume Litani e posizionando alcune teste di ponte sulle alture circostanti. L’avanzata israeliana è però rallentata dalla resistenza accanita di Hezbollah, che rivendica 19 attacchi tra razzi, colpi di artiglieria e droni.
PALESTINA - Israele porta avanti anche l’escalation dell’occupazione coloniale dei Territori Palestinesi in Cisgiordania e il genocidio nella Striscia di Gaza. Nelle ultime ore 6 palestinesi sono stati uccisi tra al-Mawasi e Khan Younis, a poche ore dall’ordine di Netanyahu all’Idf affinchè occupi il 70% della Striscia di Gaza, dal 62% attuale.
Da Gaza alla Cisgiordania, dove l’esercito occupante israeliano ha sparato contro un aereo civile...scambiandolo con un drone. L’episodio è avvenuto dopo che i coloni dell’insediamento illegale e abusivo di Beit El hanno segnalato presunti droni non identificati sopra la zona. Le truppe dell’Idf hanno aperto il fuoco, salvo poi sapere che la rotta di volo degli aerei in arrivo all’aeroporto Ben Gurion era stata spostata verso est, cioè a Beit El. Questo il livello di psicosi e violenza che si respira quando ci sono di mezzo i coloni, che nel frattempo hanno occupato un’altra collina, alle porte di Nablus, mentre l’esercito ha imposto il coprifuoco A Beit Ummar, a nord di Hebron, dopo aver gasato con lacrimogeni la popolazione locale, rapendo diversi cittadini, in protesta pure qui contro l’ennesime violenze dei coloni.
Sulla Palestina oggi è intervenuta la relatrice speciale Onu per i Territori Occupati Palestinesi, Francesca Albanese, che in Senato a Roma ha presentato il suo ultimo rapporto sulla tortura sistemica ai danni dell’intero popolo palestinese. A invitarla il deputato Avs De Cristoforo, presente assieme a Laura Boldrini, del Pd, e al pentastellato Dario Carotenuto, deputato a bordo dell’ultima Flotilla.
Nell’audio uno stralcio delle parole, in Senato, di Francesca Albanese:
SOLIDARIETA’ - Ancora Palestina, ma dalla Calabria. “Siamo in mare con 5 barche della Thousand Madleens Coalition e Global Intifada per un’azione al porto di Gioia Tauro“. Le imbarcazioni della coalizione internazionale per la Palestina hanno bloccato oggi venerdì 29 maggio l’attracco della nave porta container Msc che doveva caricare materiale bellico destinato a Israele. Nel pomeriggio, invece, presidio del Coordinamento Calabria per la Palestina davanti al porto di Gioia Tauro e poi sul lungomare di San Ferdinando per lanciare il programma di attività organizzate per rilanciare l’azione di lotta contro la filiera bellica e l’economia di guerra.
Ascolta Antonio, compagno di La Base di Cosenza, da una delle imbarcazioni.
SCIOPERO GENERALE - Sciopero generale di 24 ore oggi proclamato da diverse sigle del sindacalismo di base come Cub, Si Cobas, Usi e Adl. Le motivazioni dichiarate vanno oltre le singole vertenze settoriali: al centro aumenti di salari, diritto allo sciopero, precarietà, politiche sociali ritenute insufficienti, opposizione alle guerre e sostegno a Palestina e Flotille, oltre che il tema della sicurezza e delle morti sul lavoro. Un impianto rivendicativo ampio, che tiene insieme lavoro, società e politica, e che coinvolgerà diverse categorie di lavoratori del pubblico e del privato.
Ascolta le corrispondenze dallo sciopero generale su Radio Onda d’Urto.
GORNJI VAKUF - Il 29 maggio 1993 una missione umanitaria bresciana diretta nella città di Zavidovici terminò con l’eccidio del compagno internazionalista Guido Puletti e dei volontari Fabio Moreni e Sergio Lana, uccisi da una banda paramilitare bosniaca guidata da Hanefija Prijić, detto “Paraga”. Su richiesta del sindaco di Zavidovici “eravamo partiti per aprire un corridoio umanitario e portare a Brescia alcune decine di donne e bambini che erano al centro della guerra nella Bosnia centrale”, ricorda a Radio Onda d’Urto Agostino Zanotti, sopravvissuto insieme a Christian Penocchio alla strage. “A Brescia tutto era già pronto per accoglierli, ma quel viaggio si interruppe bruscamente alle ore 16 in un bosco vicino a Gornji Vakuf”.
Le testimonianze emerse negli ultimi anni relativamente alla guerra in ex Jugoslavia, come quelle raccontate nel documentario Sarajevo Safari e nel libro I cecchini del Weekend, mostrano che sono ancora molte le cose da chiarire rispetto a quanto avvenuto in quel periodo. Zanotti ricorda anche che “i resti di Guido Puletti riposano nel cimitero di Brescia accanto alle vittime di Piazza Loggia e ai partigiani”.
Ascolta l’intervista ad Agostino Zanotti nel 33esimo anniversario di Gornji Vakuf.
Oggi, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, anche:
Corrispondenza da Cuba, assediata dagli Usa, con un compagno italiano
L’analisi critica dei fatti economici della settimana con Andrea Fumagalli
Austria: sabato manifestazione contro il boom di traffico al Brennero
Intervista a Vittorio Agnoletto, autore del recente libro “L’industria della salute”
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
29 maggio 1871: al via le fucilazioni di massa dei Comunardi a Parigi.









