Il "Grande Israele" unisce i destini di Palestina, Libano e Siria
Oggi Milano, domani Bologna, contro il "basket della vergogna" I Ex Ilva: la rabbia operaia si diffonde da Genova a Taranto I Casa & Scuola: iniziative di lotta in Lombardia
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MEDIO ORIENTE - Palestina. Solo oggi nella Striscia di Gaza le bombe israeliane hanno ucciso 5 persone, tra cui una bambina di 1 anno, nel giorno in cui il mondo “celebra” la Giornata dei diritti di infanzia e adolescenza. Nel mirino l’est di Khan Yunis e di Gaza City, stessa zona colpita ieri sera, in questo caso con 28 morti e 88 feriti. Ancora una volta le forze di occupazione hanno giustificato la strage di civili parlando di una risposta a non meglio precisati “attacchi” della resistenza palestinese. Hamas nega la versione israeliana, definita “un debole e palese tentativo di giustificare continui crimini e violazioni”, denunciando inoltre che le truppe occupanti sono avanzate di 300 metri oltre la Linea Gialla, rubando così altra terra palestinese, al di là di quel 53% di Gaza già inglobato con l’intesa sponsorizzata – e pubblicizzata – da Trump. Da quell’intesa, Israele ha continuato a colpire indisturbato non solo Gaza, ma un po’ tutta la regione, nella logica del cosiddetto “Grande Israele” e quindi in Cisgiordania, Siria e Libano, dove in un anno ormai dall’inizio del cessate il fuoco (27 novembre 2024) Tel Aviv ha violato la tregua – dice l’Onu – 7.500 volte.
Nella Cisgiordania Occupata i coloni israeliani hanno attaccato pastori palestinesi nella Valle del Giordano, facendo 3 feriti. I militari occupanti hanno poi fatto irruzione nella zona per difendere...i coloni dalla reazione dei residenti. Le forze di occupazione hanno poi arrestato 56 palestinesi a Beit Ummar, da tre giorni dichiarata “zona militare chiusa”. A Gerusalemme Est 5 tra case e strutture agricole di proprietà palestinese; a Betlemme raid nelle case, così come a Nablus, dove è stato ferito gravemente un giovane palestinese. Qui si segnala però anche la risposta di alcuni gruppi armati della resistenza palestinese.
Sempre su questo fronte, quello della resistenza all’occupazione e alla pulizia etnica, si avvicina alla conclusione il processo in Italia contro tre cittadini palestinesi Anan, Ali e Mansour, in corso a L’Aquila e accusati di “terrorismo” per aver sostenuto attacchi contro una colonia illegale in West Bank L’ambasciatore israeliano è stato chiamato dal PM a chiarire se questa colonia, Avnei Hefetz, sia “civile” o invece “militare”, come sostiene la difesa. Domani si chiuderà l’istruttoria dibattimentale, prima delle conclusioni del PM e della difesa. Lanciato per questo un presidio nazionale fuori dal tribunale abruzzese, dalle ore 9.30.
Andiamo ora...sotto canestro. Domani corteo a Bologna contro la partita della vergogna, quella di basket tra Virtus e Maccabi Tel Aviv, società e tifoseria emblema della destra sionista, suprematista e razzista. Piantedosi militarizza Bologna, con 2 zone rosse, contro il corteo Show Israel Red Card, ore 18 da piazza Maggiore, domani. Già oggi presidio al Forum di Assago, Milano, contro un’altra partita di basket, Olimpia – Hapoel Tel Aviv e lo sportwashing israeliano, con cui Netanyahu prova a pulirsi le mani grondanti sangue.
Dal presidio in corso a Milano Sara, Global Movement To Gaza:
Su Radio Onda d’Urto puoi ascoltare anche:
L’aggiornamento dalla Striscia di Gaza con il nostro collaboratore, Sami Abu Omar
La corrispondenza da Beirut con il giornalista Mauro Pompili.
TUTE BLU - Continua la mobilitazione delle tute blu dell’ex-Ilva contro il piano di dismissione voluto dal governo, che prova a correre ai ripari approvando un decreto legge per “assicurare la continuità operativa degli stabilimenti”. I sindacati confederali e USB però denunciano la volontà di fermare i forni dal 1 marzo e licenziare i dipendenti senza soluzioni alternative realistiche. Oggi per questo 3mila operai in corteo a Taranto, il più grande stabilimento del gruppo, dove rischiano di restare a casa almeno 6mila tra tute blu e impiegati. Altri mille a Genova Cornigliano, dove da ieri la fabbrica è occupata, con presidio ai cancelli 24 ore su 24 e blocchi del traffico, che oggi hanno paralizzato la A10; 12 km di coda. Scioperi anche a Novi Ligure e Salerno, altre sedi del gruppo. Sulla situazione di Taranto su Radio Onda d’Urto Francesco Rizzo, coordinatore USB nella città pugliese.
Ancora diritti: a Prato, nel distretto tessile, i lavoratori Elafilo in sciopero - sostenuti dal Sudd Cobas – hanno invece subito l’ennesima aggressione squadrista. Una squadraccia, guidata dal padrone dell’azienda, ha tentato di distruggere il gazebo del presidio. Gli operai hanno resistito e respinto l’assalto. È la seconda aggressione in due giorni ai picchetti Sudd Cobas di Prato; in risposta indetta una manifestazione solidale domenica 30 novembre.
CASA - Sabato 22 novembre a Milano (ore 15, piazzale Loreto) corteo per il diritto alla casa e alla città. Comitati, collettivi, sindacati, associazioni di quartiere, partiti, famiglie, scuole, abitanti, residenti, cittadini, tutt* insieme in corteo per chiedere una città per tutt* dalla parte del diritto all’abitare, contro affitti insostenibili e la vendita della città pubblica.
I promotori chiedono un tetto agli affitti con canoni accessibili. L’assegnazione delle 15.000 case popolari ancora sfitte. Lo stop alle convenzioni con fondi immobiliari per stanze alle stelle destinate agli student* e alloggi pubblici per i fuori sede. Il blocco degli sfratti e la sanatoria delle occupazioni. Chiedono inoltre spazi verdi, servizi sportivi e un welfare di qualità, oltre alla difesa degli spazi sociali autogestiti. Intanto domattina, venerdì, picchetto antisfratto con famiglie del Trotter e della scuola di via Padova in zona Pasteur.
Diverse le corrispondenze su Radio Onda d’Urto. Ascoltale qui.
SCUOLA - Il Collettivo Onda Studentesca di Brescia lancia una nuova assemblea pubblica “Riprendiamoci la scuola”. Appuntamento venerdì 21 novembre, ore 15, al C.S.A. Magazzino 47 di via Industriale, 10. “Abbiamo deciso insieme di ritrovarci di nuovo, perché la lotta per la scuola non si esaurisce in una giornata, ma deve crescere e organizzarsi” - scrive in un comunicato il C.O.S. - “la scuola appartiene a chi la vive ogni giorno, studenti e studentesse, non a Valditara o a chi pretende di imporre regolamenti dall’alto. Abbiamo un obiettivo chiaro quello di riprenderci la scuola, rifiutando un modello di istituzione che non ci rappresenta e che non ascolta i nostri bisogni”. Su Radio Onda d’Urto Matilde del Collettivo Onda Studentesca
Su Radio Onda d’Urto puoi ascoltare anche:
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
20 novembre 1974: Attacchi neofascisti a Savona.








