In Italia sempre più denunce e misure preventive contro attivisti/e e manifestanti
Domani presidio antifascista a Orzinuovi (BS) | Israele continua a bombardare il Libano, a rischio i colloqui Iran-Usa | Corrispondenza da Cuba che resiste
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MOVIMENTI - Sono aumentate del 58% le denunce contro chi partecipa alle manifestazioni dei movimenti sociali in Italia. Lo dicono i dati pubblicati oggi nel bilancio 2025 della Polizia di Stato.
Nel 2024 le denunce contro attivisti, attiviste e manifestanti erano state 2.051. Nel 2025 sono state 3.243. Si tratta di un aumento del 58,12%.
I dati si scontrano con il numero pressoché invariato delle manifestazioni e degli scontri di piazza: nel 2025 le manifestazioni sono state 11.250 e in 390 si sono registrati scontri (cioè nel 3,4% dei casi); nel 2024 le manifestazioni sono state 12.302 e in 302 occasioni si sono verificati momenti di conflittualità di piazza, cioè nel 2,4% dei casi.
I dati certificano come non vi sia nessun “pericolo estremismo”, come lo definiscono i quotidiani vicini al governo Meloni stamattina. Si assiste, piuttosto, a un aumento esponenziale di denunce e utilizzo degli strumenti repressivi amministrativi a disposizione delle forze di polizia.
I numeri resi noti oggi dalla Polizia sono anche il risultato dei decreti sulla cosiddetta “sicurezza” del governo. Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto abbiamo raccolto il commento di Italo di Sabato di Osservatorio Repressione. Di seguito un passaggio della sua riflessione:
Insieme all’avvocato delle realtà di movimento bresciane, Sergio Pezzucchi, abbiamo commentato anche i numeri diffusi dalla Questura di Brescia. Anche in questo caso spicca un utilizzo massiccio (e sproporzionato) delle cosiddette “misure di prevenzione” amministrative oltre a un deciso aumento delle persone denunciate per aver partecipato a manifestazioni politiche.
ANTIFASCISMO - Presidio antifascista domani a Orzinuovi, nella Bassa Bresciana, contro la presenza dei fascisti di Forza Nuova.
Appuntamento alle ore 9 in via Arnaldo da Brescia, dove si trovano le lapidi commemorative dei giovani partigiani orceani trucidati dai fascisti il 26 aprile 1945: Annibale Moneta, Camillo Grazioli, Andrea Mainardi, Severino Micheli.
Nello stesso luogo Forza Nuova avrebbe voluto insediare il proprio gazebo. Dopo le proteste di un ampio e variegato fronte antifascista, la Questura di Brescia ha imposto lo spostamento dell’iniziativa dei fascisti nei giardini pubblici poco distanti.
La Giunta comunale di destra di Orzinuovi ha invece respinto la richiesta dell’Anpi provinciale di Brescia di negare l’autorizzazione al gazebo dei fascisti. Da qui l’annuncio del presidio antifascista da parte della sezione ANPI di Orzinuovi, dell’ANPI provinciale, delle liste di opposizione orceane e di una ventina tra partiti, sindacati e associazioni antifasciste. Stamattina su Radio Onda d’Urto è intervenuto Lucio Pedroni, presidente dell’ANPI provinciale di Brescia.
MEDIO ORIENTE - Alla vigilia dei colloqui attesi domani in Pakistan tra Usa e Iran, continuano i bombardamenti di Israele in Libano. Oggi i raid israeliani nel sud del Paese hanno ucciso 19 persone e ne hanno ferite altre 15. In tre giorni gli attacchi terroristici dello stato di Israele in Libano hanno ucciso più di trecento persone. Sul terreno le truppe di occupazione israeliane vogliono avanzare fino al fiume Litani ma trovano la resistenza del movimento sciita libanese Hezbollah, che nel frattempo ha sparato altre decine di razzi verso il nord di Israele.
I bombardamenti israeliani contro il Libano sono il motivo principale per il quale, nonostante la tregua in vigore tra Stati Uniti e Iran, lo stretto di Hormuz resta praticamente chiuso e i negoziati previsti per domani a Islamabad, in Pakistan, sono a rischio. Per questo il presidente Usa Trump ha costretto il suo alleato Netanyahu a dirsi disponibile a un negoziato con il governo libanese. Il tavolo sarebbe stato fissato per la settimana prossima a Washington ed escluderà Hezbollah. Il leader del movimento sciita, Naim Qassem, ha chiesto al governo libanese di smettere di fare “concessioni gratuite” a Israele.
Riguardo i colloqui tra Usa e Iran previsti, in teoria, nel fine settimana in Pakistan, il vicepresidente Usa JD Vance è in volo in direzione Islamabad e insieme a lui ci sarebbero anche Steve Witkoff e Jared Kushner. Il dialogo, però, rischia di interrompersi ancora prima di iniziare. Il principale negoziatore iraniano, il presidente del parlamento di Teheran Ghalibaf, ha ricordato che “due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono essere ancora attuate: un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati prima dell’inizio dei negoziati”. Trump ha risposto con le solite minacce: “stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi”, ha detto minacciando così nuovi attacchi in caso di un mancato accordo. Oggi su Radio Onda d’Urto ne abbiamo parlato con la prof.ssa Rosita Di Peri, che insegna Storia Del Medio Oriente all’Università di Torino.
CUBA - Alla vigilia della manifestazione nazionale di Roma dell’11 febbraio 2026 in solidarietà con Cuba e contro l’infame bloqueo Usa - promossa dall’Associazione di amicizia Italia – Cuba con lo slogan “Cuba non è una minaccia. Se cade Cuba, cade l’umanità intera” - Radio Onda d’Urto ha ricevuto una nuova corrispondenza da Michele, compagno italiano che vive a L’Avana.
Nell’intervista, Michele racconta l’arrivo di una prima petroliera russa la settimana scorsa (e di una seconda che sta per arrivare) che ha dato un po’ di respiro alla popolazione: “non risolve ovviamente i problemi energetici che sta affrontando Cuba in questo momento, ma è una boccata d’ossigeno” afferma Michele, ricordando come sia “un segnale politico forte. Per la prima volta in mesi, da dicembre, non arrivava una goccia di petrolio a Cuba”.
Sempre dall’isola, nella seconda parte di intervista Michele racconta come la popolazione è organizzata per resistere al blocco USA:
“Il governo rivoluzionario ha riorganizzato tutti gli aspetti della vita sociale, produttiva, culturale, educativa e sanitaria. Tutta l’attività sanitaria si è dovuta riconcentrare, rimodulare a seconda delle urgenze e quindi dare la priorità ai servizi e agli interventi che non possono aspettare”.
Qui la corrispondenza per Radio Onda d’Urto di Michele, compagno italiano che vive a Cuba.
Oggi su Radio Onda d’Urto anche:
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
10 Aprile 1919 - L’omicidio di Emiliano Zapata








