In vigore il Memorandum Iran - Usa. Israele prova ad avanzare via terra in Libano
Palestina: venerdì 150 piazze collegate con Francesca Albanese I Caldo torrido anche in Italia, mentre a Gallarate processo per chi difende gli alberi I Bolivia in fiamme: corrispondenza da Cochabamba
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MEDIO ORIENTE - Iran e Usa hanno formalmente firmato, elettronicamente, il Memorandum d’Intesa, entrato in vigore quindi da oggi, con 12 navi iraniane (e altre occidentali, tra cui una dell’armatore italiano Grimaldi) passate da Hormuz.
La firma fisica, in Svizzera, potrebbe invece slittare da venerdì al fine settimana.
Dopo oltre 3 mesi di guerra, l’accordo non sposta molto rispetto alla situazione di febbraio; i 14 punti fissano un quadro preliminare in attesa di un accordo finale da negoziare entro 60 giorni, “rinnovabili”. Dentro c’è la rimozione del blocco navale Usa entro 30 giorni e la riapertura di Hormuz al traffico, a titolo gratuito, per 60 giorni, con l’Iran che dovrà negoziare con l’Oman la futura gestione dello Stretto.
Sul nucleare, Teheran si impegna a non sviluppare armi atomiche e a mantenere lo status quo durante i negoziati, mentre la questione delle scorte di uranio arricchito resta per ora incerta; il fondo da 300 miliardi di investimenti Usa nel Paese, contestato dalla base Maga, viene rimandato a un futuro accordo definitivo, mentre fin da subito l’Iran avrà indietro una prima tranche di 6 miliardi di dollari di fondi congelati in Qatar per acquistare beni, solo made in Usa, e non sottoposti a sanzioni
Il Memorandum prevede poi la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, incluso il Libano, con il ritiro delle truppe israeliane dal sud. Un’opzione che Tel Aviv non prende in considerazione, anzi: aumentano gli attacchi e i morti, in particolare per gli scontri via terra tra Hezbollah e le truppe israeliane che tentano di sfondare a Nabatieh, a nord del fiume Litani. In 24 ore, si registrano almeno 28 morti in Libano; 1 soldato occupante è morto e 7 sono rimasti feriti.
Anche in Palestina Israele prosegue indisturbato il genocidio a Gaza. Qui almeno 5 persone uccise in 24 ore, che portano il bilancio totale delle vittime dal 7 ottobre ad almeno 73.018. In West Bank intanto nuove incursioni di esercito e coloni: attaccata una famiglia palestinese a Taybeh, dove i coloni hanno tagliato le linee elettriche e dell’acqua; preso d’assalto il campo profughi palestinese di Balata, a est di Nablus.
Sul fronte della solidarietà internazionale alla Palestina, Amnesty International oggi in una quindicina di piazze per la liberazione delle 10 persone del Convoglio di terra della Global Sumud Flotilla in Libia, rapite dalle milizie di Haftar il 24 maggio nella zona di Sirte, mentre tentavano di raggiungere via terra la Striscia di Gaza. Amnesty insieme alla Global Sumud Flotilla e altre organizzazioni chiede nuovamente la liberazione degli attivisti, tra cui due italiani, Dina Alberizia e Domenico Centrone
PALESTINA - Ancora sull’asse Palestina - Italia. Continua a crescere il numero delle piazze e delle sale pubbliche che la sera di venerdì 19 giugno hanno aderito all’iniziativa “Palestina Anima Mundi” con Francesca Albanese per presentare il suo nuovo libro “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero”. Appuntamento in almeno 150 luoghi (qui la mappa) che per l’occasione, si sono messi in rete.
MEDIA & RIARMO - “Ci hanno impedito il lavoro e discriminato perché hanno fatto entrare alcuni giornali e non altri…questa non è una buona cosa per la libertà di stampa perché su temi delicati come il riarmo è bene ci sia una pluralità di giornali e non solo quelli invitati che dicono quello che Confindustria vuole si dica.“
Così Linda Maggiori, giornalista free lance e collaboratrice di testate come “Altraeconomia” e “L’Indipendente”, oltre che più volte ai nostri microfoni, racconta quanto accaduto a lei e al collega Mario Novara a Reggio Emilia il 12 giugno a un incontro di Confindustria su “Aeronautica, Difesa, Aerospace: perimetro e regole del gioco”, per discutere della “conversione” dell’industria civile al militare.
La giornalista si era regolarmente registrata nei giorni precedenti all’evento presentato sul web come “a partecipazione libera su invito “ e aveva ottenuto la mail di conferma. Entrata nella sala con l’accredito, insieme al collega Novara, si era già seduta quando un addetto stampa ha chiesto loro di alzarsi ed andarsene. Confindustria, alla loro richiesta di spiegazioni, rispondeva che l’incontro…era privato. Altri giornalisti però entravano tranquillamente e il giorno successivo su alcune testate venivano pubblicate interviste con Leonardo e altre aziende.
Ora i due giornalisti espulsi dalla sala hanno presentato un “esposto per discriminazione, violazione del diritto di cronaca e impedimento dell’esercizio della professione giornalistica” all’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna
CRISI CLIMATICA - L’Europa e anche l’Italia alle prese con la seconda ondata di maltempo climatico di fine primavera. Le temperature sono in aumento ovunque, con picchi anche di 10 gradi sopra le medie, spazzate via dalla crisi climatica.
In questo scenario a Gallarate, cittadina iper-industrializzata in provincia di Varese, 22 persone sono a processo per aver lottato contro l’abbattimento del bosco di via Curtatone. Nell’estate 2024, per oltre 2 mesi, centinaia di persone avevano impedito l’abbattimento degli alberi, fino al violento sgombero poliziesco. Ora ben 22 manifestanti del Comitato Salviamo gli Alberi di Gallarate sono sotto processo, rinviati a giudizio per occupazione di superficie comunale e per aver intralciato e ritardato un’opera pubblica, ossia l’ennesima cementificazione di un’area verde. Le persone imputate vanno dai 22...ai 70 anni. Prossima udienza: 16 novembre. Così oggi in Tribunale a Busto Arsizio, fuori dal quale c’è stato un presidio solidale.
Dal presidio Filiberto, del comitato Salviamo gli alberi di Gallarate.
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Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
18 giugno 1968 - Contestazione alla Biennale di Venezia.










