Iran: altri 100 raid Usa, al lumicino i transiti da Hormuz
Israele minaccia di ri-attaccare Teheran, mentre uccide in Libano e Palestina I Lavoro: incendi e morti in mezza Italia I Bergamo: inquilini contro Aler per i maxi-conguagli del riscaldamento
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IRAN - Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è quasi completamente fermato dopo due giorni di raid degli Stati Uniti contro l’Iran. Il transito è ora in gran parte limitato a una rotta settentrionale approvata dall’Iran, mentre un corridoio più a sud, protetto da Oman e Stati Uniti, è di fatto deserto per timore di attacchi iraniani; il tutto mentre l’attività speculativa su gas (oltre i 50 euro) e petrolio è ripresa a pieno regime sui mercati globali.
Questo il primo esito dei raid Usa, almeno 100 oggi; distrutti oltre a strutture militari anche 2 ponti ferroviari, aeroporti e un ospedale a Chahbahar. Gli attacchi Usa, in due giorni, hanno causato 14 morti e 78 feriti in Iran, che ha risposto con droni e missili su basi militari Usa nel Golfo, in Bahrein, Kuwait, Qatar e Giordania.
Scortata da un aereo da caccia, la bara dell’ayatollah Alì Khamenei è intanto arrivata in aereo a Mashhad, città nel nord-est dell’Iran dove l’ex Guida Suprema, uccisa nei raid israelo-Usa il 28 febbraio, sepolta nel corso della giornata tra milioni di persone.
Trump intanto torna a parlare di fine del cessate il fuoco con Teheran, mentre Israele, con Katz, si dice “pronto ad attaccare una terza volta”. Per ora, però, non c’è l’ok degli Usa, che vogliono proprio Hormuz: “abbiamo attaccato l’Iran come rappresaglia perché hanno colpito 3 navi”, fa sapere il tycoon, per il quale Teheran vuole “molto” un accordo, “il problema è che non so se onorerà l’intesa”.
Ascolta su Radio Onda d’Urto le corrispondenze di oggi.
LIBANO - Mentre l’attenzione internazionale si concentra sull’Iran, nel sud del Libano proseguono i raid israeliani, con raid su villaggi e aree di confine e con la distruzione sistematica di infrastrutture. 2 i morti in 24 ore, a sud, vicino Nabatieh.
“La situazione nel Paese, in questo momento, è quella che Israele sta consolidando l’occupazione del Sud e lo sta facendo attraverso dei raid sicuramente più mirati rispetto a prima, ma che continuano comunque nel Sud, all’interno di questa che è stata definita la linea gialla, questa fascia di una decina di chilometri sul confine sud e sudest” racconta su Radio Onda d’Urto, Pasquale Porciello, aggiungendo che “ieri l’altro c’è stato un ulteriore bombardamento al fosforo bianco sulle fattorie Sheb’a”
In questo contesto si inseriscono anche i colloqui previsti a Roma tra Libano e Israele il prossimo 15 e 16 luglio: Beirut ha annunciato che la partecipazione dipenderà dal ritiro israeliano da alcune aree previste dall’accordo.
PALESTINA - Le violenze e uccisioni israeliane continuano in Palestina. 12 i morti a Gaza, tra cui 3 bambini, in 24 ore. Tra loro un autista che collabora con il World Central Kitchen ammazzato dai militari mentre stava consegnando cibo alla popolazione, stretta tra mare, bombe, tende lacere e un terreno sempre più piccolo e devastato, con 10mila persone in galera. Tra loro anche 14 sanitari, il più noto dei quali è il dottor Abu Safya, direttore dell’ospedale Adwan della Striscia, rapito a fine 2024 e da allora sepolto in galera, senza accuse. Per lui, 93mila le firme a sostegno della raccolta di Amnesty International; 1000 scienziati di tutto il mondo hanno poi sottoscritto l’appello per la liberazione di “Scienziati per i diritti umani” di Israele.
Ancora Palestina ma da Ramallah; il quasi 90enne Abu Mazen ha annunciato elezioni politiche generali il 28 novembre, le prime mai tenute dal 2006; una mossa che segue lo scioglimento, da parte di Hamas, del proprio autogoverno nella Striscia di Gaza. Tra chi potrebbe candidarsi alle ipotetiche elezioni palestinesi c’è anche Mustafa Barghouti, popolarissimo leader di Fatah, in galera da 20 anni. Da capire chi potrà partecipare al voto, a partire dai 2 milioni di palestinesi costretti a Gaza
C’è poi Bruxelles. La Commissione Ue ha inviato ai 27 la proposta per le sanzioni sui prodotti degli insediamenti israeliani. Nel testo vengono presentate le opzioni per vietare o ridurre, attraverso dazi o limitazioni regolamentari ad hoc, i rapporti commerciali con gli insediamenti in Cisgiordania. Il documento sarà lunedì sul tavolo dei ministri degli Esteri. Contraria si è già detta la Germania
Sul fronte della solidarietà alla Palestina, venendo all’Italia, decine di persone davanti all’ingresso della Regione Friuli per protestare contro un convegno sionista; collegati da remoto alcuni ministri del governo genocida di Netanyahu.
LAVORO - Milano. Concluso lo spegnimento del vasto incendio che ieri sera ha coperto il cielo a nordovest del capoluogo lombardo, scaturito dal deposito Brt in Bovisa. Anche oggi Arpa e Ats raccomandano di tenere le finestre chiuse, mentre la Dda indaga per incendio doloso; il rogo è partito da un container e si è allargato nella struttura. I confederali chiedono “un incontro urgente con la direzione Brt per un quadro della situazione”. Più dura Usb, che parla di “strage sfiorata”, ricordando l’operaio morto 10 giorni fa sempre alla Brt, ma a Settimo Torinese.
Radio Onda d’Urto ne ha parlato con Salvatore Tomaselli, di Usb.
Altri incendi in fabbrica e – in questo caso – omicidi sul lavoro, a Chieti; un’esplosione si è verificata alla Sabino Esplodenti di Casalbordino, che opera nello smontaggio di munizioni militari. Una persona è morta e un’altra è rimasta ferita. Dal 2020 a oggi, in quella fabbrica sono morti 7 operai...su 70 dipendenti.
Un altro morto oggi si è vertificato a Sesto Fiorentino, un 48enne colpito alla testa in cantiere da un macchinario. L’operaio è deceduto prima di arrivare in ospedale. L’omicidio è avvenuto mentre a Firenze era in corso il corteo per la giornata di sciopero dell’industria in Toscana, in cui i sindacati chiedevano proprio sulla sicurezza un cambio di passo, partendo da maggiori controlli e maggiore impegno sulla prevenzione, “dato che oltre 8 aziende su 10 sono fuori regola”.
LATINA - Ancora lavoro, ma da Latina, dove la Corte d’Assise ha condannato Antonello Lovato per la morte di Satnam Singh, il bracciante 31enne a cui, nell’estate d 2024, un macchinario agricolo amputò un arto mentre veniva sfruttato nelle campagne dell’Agro Pontino. Lovato, caporale di Singh, lo scaricò morente davanti casa, con il braccio amputato in una cassetta per la frutta, senza allertare i soccorsi.
La sentenza di primo grado è arrivata nella prima serata di mercoledì 8 luglio: 16 anni per omicidio volontario con dolo eventuale. La procura di Latina aveva chiesto 22 anni, ma sono state riconosciute a Lovato le attenuanti generiche. Tuttavia, per Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, “questa sentenza è un segnale positivo, ma non basta.”
“Occorre uno scatto d’orgoglio perché opposizione, società civile, sindacati, impongano il rispetto dei diritti e della dignità di chi lavora. – si legge nel comunicato di Galieni e Angelo Leo, responsabile nazionale agricoltura per il partito – Quella è la sicurezza per cui bisogna trovare le giuste risposte. Non accade solo nei campi dove è stato ucciso Satman, ma in tutto il Paese, dove lo sfruttamento si realizza, spesso nella complice indifferenza di chi, da quelle braccia, trae profitto. Già in questi primi giorni d’estate, lavoratori sono stati uccisi non dal caldo ma da chi può pretendere tutto dalla loro vita. Monitorare i territori e aprire vertenze è il modo migliore per onorare la memoria di Satnam e di quelli come lui”.
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9 luglio 1955: pubblicazione del manifesto contro le armi nucleari redatto da Bertrand Russell e Albert Einstein










