Iran: cosa succede nello Stretto di Hormuz?
Israele uccide ancora in Libano e Palestina I GSF II: navi intenzionate a ripartire da Creta verso Gaza I Scuola: settimana di scioperi e lotta I Nudm: nuove mobilitazioni contro il ddl Bongiorno
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IRAN - Apriamo la newsletter con l’offensiva imperialista di Usa-Israele, che in queste ore puntano sempre più esplicitamente a riprendere l’aggressione militare contro l’Iran. Trump si dice “stufo” dello stallo nei negoziati e punta “a un accordo a breve o li farà saltare in aria completamente’.
Intanto, per il Pentagono, navi della Marina Usa “dotate di missili guidati stanno operando nel Golfo Arabico, dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz e assistendo gli sforzi volti a ripristinare il transito per la navigazione commerciale”, in quella che pare essere la prima applicazione del “Project Freedom” di Trump, ossia la una scorta militare per permettere alle navi di attraversare lo Stretto.
Un’ora fa, il capo dello Us Central Command, Brad Cooper, ha sostenuto di
“Aver aperto un corridoio per il transito libero dello Stretto di Hormuz. Al momento, la Marina Usa ha “neutralizzato” sei piccole imbarcazioni iraniane che cercavano di interferire con la navigazione commerciale”
Teheran replica parlando di “colpi d’avvertimento scagliati contro navi nemiche, nessuna delle quali è passata”, mentre sul piano diplomatico apre colloqui bilaterali con l'Oman per “un protocollo che garantisca il transito sicuro delle navi dallo Stretto di Hormuz”. Impossibile avere indicazioni indipendenti su cosa accada davvero nello Stretto. Di certo ci sono missili e droni in volo, alcuni dei quali finiti negli Emirati Arabi Uniti e pure in Oman (2 feriti), mentre in mare una petroliera, sudcoreana, è in fiamme in mezzo a Hormuz, forse per una mina sottomarina.
Sull’aggravarsi della situazione nel Golfo Persico, Radio Onda d’Urto ha intervistato il giornalista Alberto Negri, editorialista de “Il Manifesto”, per il quale
“Gli Stati Uniti hanno deciso che il loro unico alleato è Israele. Guardate le minacce che vengono continuamente fatti nei confronti degli alleati europei dell’alleanza atlantica e questo conduce gli Stati Uniti a prendere decisioni che non sono funzionali alla grande strategia e dei grandi interessi che ha una superpotenza nel mondo”.
LIBANO - In Libano, invece, la guerra non è mai finita. Duri scontri anche oggi via terra nel sud del Paese, con Hezbollah da un lato e Tel Aviv dall’altro, che bombarda ripetutamente dal cielo. Il bilancio ufficiale delle vittime dell’aggressione israeliana sul Libano dal 2 marzo ha raggiunto quota 2.696 persone uccise e 8.264 ferite, mentre sono – come prevedibile – a un punto morto le presunte trattative tra governo di Tel Aviv e quello di Beirut, ma senza Hezbollah, forza politica sciita che, dal punto di vista militare, è nettamente superiore rispetto all’esercito ufficiale libanese.
PALESTINA - C’è poi la Palestina, dove Israele non ha mai interrotto il proprio genocidio, mentre continua a rubare terra palestinese. A forza di bombe, Tel Aviv occupa il 59% di Gaza, dietro la cosiddetta linea gialla, che ogni giorno si allarga. Chi è vicino, muore, come accaduto a un 42enne ad Atatra, a nord, e a un 30enne a Gaza City. Navi da guerra israeliane hanno sparato poi contro Khan Younis, nel sud. In 24 ore sono almeno 5 i morti, con il totale ufficiale di palestinesi ammazzati dall’inizio del cessate il fuoco di ottobre 2025, mai rispettato da Israele, arrivato a 834. Dal 7 ottobre 2023, invece, le morti ufficiali sono 73mila, con 172mila feriti e migliaia di dispersi, sotto la distesa di macerie che ricopre la Striscia di Gaza.
C’è poi la Cisgiordania Occupata, dove un palestinese è stato ucciso durante l’ennesimo raid contro la città di Nablus. Colpita anche Jenin, con rastrellamenti e rapimenti di persone portare, senza alcuna legittimità, nelle galere israeliane, dove ci sono almeno 10mila, compresi centinaia di minori.
Su questo, oggi la Commissione palestinese per i detenuti e gli ex detenuti ha denunciato che “le detenute nel carcere di Damon sono state sottoposte a campagne di repressione sistematiche e ripetute, con oltre 10 episodi nell’ultimo mese, accompagnati da percosse, abusi e uso di gas lacrimogeni”. Chiesto l’intervento della cosiddetta comunità internazionale, che…tace.
FLOTILLA - Nelle galere dell’occupante israeliano, almeno fino a domani, ci sono Saif Abukeshek e Thiago de Avila, esponenti di spicco della Global Sumud Flotilla II. . Adalah, il centro legale palestinese che li rappresenta, ha denunciato “le torture subite durante e dopo l’arresto, illegittimo, perché avvenuto in acque internazionali”. I due si trovano nella galera di Shikma, Territori Palestinesi Occupati, dove rimangono in isolamento e dove continuano lo sciopero della fame per protestare contro la detenzione illegale e i maltrattamenti subiti.
Sull’atto di pirateria israeliana contro una ventina di navi della GSF II, il 29 aprile, depositati 3 esposti in Procura a Roma. Aperto un fascicolo di indagine per sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio. Presidi solidali e di denuncia, oggi, in diverse città, come Roma, Torino e Milano.
L’assalto contro la Global Sumud Flotilla II era avvenuto in acque internazionali, non distante dall’isola di Creta, dove si trovano ancora oggi gran parte di attiviste - i della Flotilla, sostenuti dalla popolazione locale e da realtà solidali. "Se le condizioni meteo lo permetteranno, le imbarcazioni, bloccate dal proditorio attacco israeliano, salperanno da Creta, dove si trovano adesso, tra un paio di giorni.
A raccontarlo a Radio Onda d’Urto, da Creta, Antonella Bundu, già consigliera comunale di sinistra a Firenze e nel 2025 candidata presidente in Regione Toscana con la lista Toscana Rossa, oggi attivista della GSF II.
DDL BONGIORNO - Prosegue la mobilitazione dei Centri Antiviolenza e delle reti femministe e trasfemministe contro il ddl Bongiorno. Domani, martedì, scade il termine per presentare “proposte finalizzate a trovare una mediazione politica” su questo contestato testo di legge, attualmente fermo in Senato.
Le piazze, i presidi e i flash mob di queste ore intendono invece ribadire che “nessuna mediazione è possibile quando si parla di consenso”. Il nodo da sciogliere è infatti, ancora una volta, la sostituzione del modello del consenso con quello basato sul “dissenso” nella definizione del reato di violenza sessuale.
A Brescia il nodo locale di Non Una di Meno, si trova, in questi minuti, in piazzetta Bell’Italia, per un presidio iniziato alle ore 19.
LAVORO & SCUOLA - Si apre una settimana di lotta e scioperi nel mondo della scuola. Cub e Sgb hanno indetto le giornate di astensione dal lavoro il 6 e 7 maggio contro i test Invalsi, previsti alla primaria; sempre Cub, Sgb,o oltre a Flc Cgil, scendono in piazza contro la riforma degli istituti tecnici il 7 maggio.
Anche i Cobas Scuola hanno indetto lo sciopero generale delle scuole di ogni ordine e grado per le intere giornate del 6 e 7 maggio con i obiettivi affini: contro le prove Invalsi, per il recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto di docenti e Ata, per il ritiro della riforma degli istituti tecnici, l’aumento delle pensioni e l’assunzione per eliminare il precariato. Sempre i Cobas Scuola hanno annunciato una manifestazione Roma il 6 maggio, con appuntamento alle ore 10 al Ministero dell’Istruzione.
Sempre giovedì 7 maggio anche Usb, l’Unione sindacale di base, sarà in sciopero. Qui l’accento è rivolto soprattutto alla militarizzazione della scuola, oltre che - in accordo con Rete nazionale istituti tecnici, Osa e Cambiare Rotta - “contro la riforma dei tecnici e professionali, contro un futuro di guerra riarmo e leva”. Previste diverse iniziative di piazza, la principale a Roma, al Ministero dell’Istruzione.
A Brescia, da dove trasmettiamo, previsto un presidio giovedì 7 maggio (ore 10) in piazza Duomo, sotto la Prefettura, dove verrà consegnato un documento di rivendicazioni. In piazza ci saranno Cobas Scuola, Usb, Collettivo, Assenze Ingiustificate, Collettivo Gardesano Autonomo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, oltre “La scuola per la Palestina”.
Su Radio Onda d’Urto diverse voci e interviste.
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