L'esercito israeliano ha assaltato la Global Sumud Flotilla II
In Italia sciopero generale: "nemmeno un chiodo per guerre e genocidio" | Modena: migliaia di persone in piazza "contro il razzismo e la paura" dopo lo sciacallaggio della destra sui fatti di sabato
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FLOTILLA - Stamattina l’esercito israeliano ha assaltato le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla II diretta verso Gaza per rompere l’assedio. Nell’ennesimo atto di pirateria contro la Flotilla, i militari di Tel Aviv hanno abbordato 17 (forse 19) delle 54 imbarcazioni in acque internazionali, al largo di Cipro. Decine di barche continuano, invece, la navigazione verso la Palestina. Le navi intercettate sono state danneggiate e lasciate alla deriva. I militari israeliani hanno trasferito attiviste e attivisti delle imbarcazioni intercettate su una nave cargo, utilizzata come prigione. Tra loro anche 9 italiane e italiani. Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto è intervenuto Tony La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla. Di seguito un passaggio del suo intervento:
MEDIO ORIENTE - In Palestina, intanto, genocidio e occupazione proseguono. Oggi il Ministero della Sanità di Gaza ha aggiornato il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani, che continuano senza sosta anche dall’inizio della finta tregua annunciata l’11 ottobre 2025. L’aggressione militare dell’esercito israeliano ha ucciso 72.763 palestinesi nella Striscia - 871 dall’inizio del cosiddetto cessate il fuoco - e ne ha feriti 172mila dal 7 ottobre 2023 a oggi.
L’aggressione israeliana prosegue anche in Libano, dove nelle ultime ore l’Idf ha ordinato l’evacuazione di alcuni villaggi nel sud, con i militari israeliani che tentanto di avanzare e si scontrano con la resistenza sciita di Hezbollah. Tel Aviv dice di voler creare una “zona cuscinetto” per la propria sicurezza. In realtà, vuole occupare e annettere territorio libanese. Secondo il Ministero della Sanità di Beirut, gli attacchi israeliani dal 2 marzo a oggi hanno ucciso più di tremila persone nel Paese dei cedri.
La diplomazia iraniana, infine, avrebbe consegnato una risposta in 14 punti all’ultima proposta Usa. Secondo le indiscrezioni riportate da Al Arabiya, nella sua risposta Teheran avrebbe chiesto una tregua lunga e articolata in più fasi, un’apertura graduale e sicura dello Stretto di Hormuz, ma soprattutto si sarebbe dichiarata pronta ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare (e non uno smantellamento completo) a condizione che l’uranio altamente arricchito venga trasferito in Russia. “Non sono aperto a nessuna concessione nei confronti di Teheran”, ha risposto Trump in un’intervista al New York Post, aggiungendo che “l’Iran sa cosa accadrà a breve”. Questo dopo che ieri era tornato a minacciare la ripresa dei bombardamenti: “l’Iran accetti l’accordo o di loro non rimarrà nulla”, queste le sue parole. Il presidente israeliano Netanyahu non vede l’ora e non ha perso tempo per ribadire la disponibilità di Tel Aviv a partecipare a un’eventuale ripresa dell’aggressione militare.
SCIOPERO - In Italia oggi era sciopero generale a supporto della missione verso Gaza della Global Sumud Flotilla II, contro il genocidio e l’occupazione israeliana della Palestina, contro le guerre, il riarmo e le loro conseguenze economiche per lavoratori e lavoratrici. La mobilitazione è stata lanciata dall’Unione sindacale di Base (Usb) con lo slogan “nemmeno un chiodo per guerre e genocidio”.
Lavoratori e lavoratrici hanno incrociato le braccia in tutti i settori - pubblici e privati - dalla scuola alla sanità passando per i trasporti. Al centro della mobilitazione non c’era soltanto il supporto alla Global Sumud Flotilla. Il comunicato di indizione diffuso da Usb, infatti, chiamava alla lotta “contro l’aumento delle spese militari, la crisi del welfare e degli stipendi reali”. Il sindacato di base chiede l’istituzione di un salario minimo per legge, il rafforzamento della sanità territoriale e risorse per pensioni e servizi pubblici. Su Radio Onda d’Urto, per fare un bilancio della giornata di sciopero, è intervenuto Stefano De Angelis, dell’esecutivo nazionale dell’Usb. Di seguito un estratto del suo intervento:
Presidi e cortei erano già stati lanciati in molte città, in occasione dello sciopero ma anche dell’anniversario della Nakba del 1948, la “catastrofe” per i palestinesi, cioè la fondazione dello stato di Israele. Dopo l'assalto alla Flotilla da parte dell'esercito israeliano stamattina, le piazze convocate in tutto lo Stivale si sono moltiplicate. A Brescia, città dalla quale trasmette Radio Onda d’Urto, alcune centinaia di persone hanno sfilato in corteo per le vie del centro “per la Palestina libera, contro il genocidio e l’occupazione”. L’iniziativa era stata annunciata da giorni dal locale Coordinamento per la Palestina proprio in occasione del 78esimo anniversario della Nakba. Le corrispondenze dalla piazza su Radio Onda d’Urto.
MODENA - “Non volevo fare del male a nessuno”. Lo avrebbe detto Salim El Koudri al suo legale in carcere, dove si trova in isolamento, riferendosi a sabato, quando ha investito e ferito 7 persone in centro a Modena. El Koudri avrebbe fornito al suo avvocato - intenzionato a chiedere per lui una perizia psichiatrica - un racconto vago e annebbiato di quelle ore. È stata intanto estubata ed è cosciente la donna tedesca di 69 anni ricoverata a cui sono state amputate entrambe le gambe dopo essere stata travolta dall’automobile in corsa.
Contro “la paura e il razzismo”, per contrastare la narrazione e lo sciacallaggio della destra – Salvini in testa – ieri sera a Modena sono scese in piazza cinquemila persone. Radio Onda d’Urto ha raccolto diverse voci dalla città emiliana.
Oggi su Radio Onda d’Urto anche:
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Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
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