Libano, il cessate il fuoco dura pochi minuti... nel secondo giorno più letale da marzo. 47 vittime
Italia, si impenna la povertà | Perù, scontro sul risultato delle elezioni | Cascina Spiotta, chiesto ergastolo per Curcio e Moretti
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MEDIO ORIENTE - Israele ha moltiplicato gli attacchi sul Libano. Solo oggi 47 vittime, in particolare a Nabatieh, nel sud del Libano ma a nord del fiume Litani, con 97 feriti. Si tratta del secondo giorno più letale dal 2 marzo, 3 mesi e mezzo fa, un periodo in cui sono morti almeno 3980 libanesi, con oltre 12mila feriti. Sempre oggi 4 soldati occupanti israeliani uccisi in uno scontro a fuoco con Hezbollah a Tibnit. Un secondo attacco ha fatto 5 feriti, 1 in gravi condizioni. Prende spunto da qui per berciare il ministro, colono e fascista Ben-Gvir: “Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare”.
Nel pomeriggio le pressioni di Usa, Iran e Qatar hanno spinto Israele – e Hezbollah – a dichiarare un cessate il fuoco, iniziato alle ore 15 e durato lo spazio di pochi minuti. “Continuiamo a operare nel sud del Libano fino a nuove direttive”, ha detto l’Idf, che pochi minuti fa, dopo ulteriori pressioni Usa, avrebbe accettato la tregua. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuta Agnese Stracquadanio, reporter freelance in collegamento da Beirut. Ecco un estratto del suo intervento per il giornale radio
La situazione in Libano si riverbera anche sull’accordo tra Iran e Usa. “Condanniamo fermamente le operazioni militari israeliane e gli atti terroristici contro diverse regioni del Libano. Gli Usa sono responsabili delle violazioni al memorandum di pace firmato il 17 giugno”. Così il Ministero degli Esteri di Teheran, dopo il rinvio a data da destinarsi dei negoziati tra Iran e Usa in Svizzera. Per ora non se ne farà nulla, perchè uno dei termini include la cessazione immediata degli attacchi israeliani al Libano e il ritiro delle truppe dal sud.
Nell’accordo tra Usa e Iran “è facile capire chi abbia vinto, politicamente per gli Stati Uniti è un disastro ed è un disastro ancora di più per Israele che infatti sta cercando in tutti i modi, a partire da questa notte, di far fallire questo accordo”. Non ha dubbi Marco Magnano, giornalista ed analista di questioni internazionali esperto di Medio Oriente, nel rispondere alla domanda su chi abbia ottenuto di più tra Stati Uniti e Iran nel memorandum d’intesa che è stato firmato, soprattutto se si considera qual era il punto di partenza, cioè quello che vedeva l’Iran subire pesantissime sanzioni, piuttosto isolato sulla scena internazionale e con una coesione interna compromessa dalla repressione feroce delle proteste contro il carovita, per maggiori spazi di libertà e per i diritti civili.
L’intervista a Marco Magnano, giornalista ed analista di questioni internazionali
ITALIA - È una fotografia drammatica quella che emerge dall’indagine sulla povertà realizzata dalla Caritas: nell’Italia del 2025 esplode la povertà strutturale, in dieci anni l’aumento è stato del 48%. Il disagio economico nel nostro Paese ha smesso di essere un fenomeno passeggero o emergenziale per trasformarsi in una vera e propria crisi di lungo periodo. La crescita viene trainata soprattutto dal Nord Italia, che ha fatto registrare un’impennata record del 61,8% . I più colpiti sono famiglie con minori, anziani, persone sole. Le famiglie con minori rappresentano il 52% del totale degli assistiti (circa 147mila nuclei). Gli over 65 costituiscono oggi il 15,4% degli assistiti; dieci anni fa erano la metà (7,7%). Poi le persone sole: quasi un assistito su tre vive in solitudine. Federica Di Lauso, sociologa, e curatrice del rapporto della Caritas. Ascolta l’intervista
Sono arrivate venerdì 19 giugno le richieste della pubblica accusa nel processo per i fatti della Cascina Spiotta, quando il 5 giugno 1975 in una sparatoria venne uccisa, dopo essersi arresa, disarmata con le mani alzate, Mara Cagol, una delle fondatrici delle Brigate Rosse, e rimase ferito (fino a morire pochi giorni dopo) il carabiniere Giovanni D’Alfonso. A 51 anni di distanza la pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo per i due ex esponenti delle Brigate Rosse Renato Curcio e Mario Moretti, e 21 anni di carcere per il terzo ex brigatista Lauro Azzolini. Nella giornata di oggi abbiamo parlato di questo processo con il ricercatore e storico Paolo Persichetti, che ha seguito il processo per il suo blog insorgenze.net e per il quotidiano l’Unità
Un estratto del suo intervento
Oggi, sulle nostre frequenze, trovi anche:
Il punto sulla campagna di boicottaggio di Teva con Mario del BDS Italia
Solidarietà con Gaza, lo spettacolo “Gaza Vive” a Villa Carcina (BS)
La portata del fiume Po in caduta libera, secondo Legambiente “bisogna ripensare l’agricoltura della Pianura Padana”
Assolto Cecco Bellosi, accusato di aver danneggiato la teca dedicata a Mussolini e Petacci, dopo aver rimosso fiori e un vaso collocati davanti all’effigie del dittatore. L’intervento di Danilo Lillia Anpi Dongo Ascolta o scarica
Corrono i costi dell’Alta Velocità Brescia-Verona, il maxi-progetto ferroviario di 48 chilometri ancora incompleto, recentemente testato per accelerare il percorso autorizzativo e la possibile entrata in servizio della linea, fissata per il primo trimestre del 2027 con anni di ritardi, cantierizzazioni e speculazioni. L’intervento del consigliere comunale M5S a Desenzano (BS) Andrea Spiller
Perù, scontro sul risultato delle elezioni. L’intervento di Andrea Rivas
Proseguono le proteste in Albania. L’intervento da Tirana Fioralba Duma, attivista italo-albanese di Italiani Senza Cittadinanza e dei collettivi albanesi decoloniali “Mesdhe” e “Palestina e lire”
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
19 giugno 1969 La rivolta dei pastori di Pratobello, Orgosolo, Sardegna









