Libano: Israele avanza via terra oltre la "linea gialla"
Electrolux: 1.719 persone a rischio licenziamento | 28 Maggio 1974-2026: a Brescia due cortei | "Una bomba fascista": intervista al prof. Paolo Corsini" | Ampliamento RWM: il no dei comitati
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LIBANO - Aria tesa attorno alle trattative tra Stati Uniti e Iran, mentre Israele intensifica gli attacchi a Sud del Libano, oltrepassando la “linea gialla”.
Le forze nordamericane hanno attaccato siti di lancio missilistico e navi posamine nel sud dell’Iran in quelli che un portavoce militare statunitense ha definito attacchi di “autodifesa”. In precedenza, i media iraniani riportato di esplosioni nella città portuale meridionale di Bandar Abbas. Una petroliera ha anche segnalato un’esplosione al largo di Muscat, in Oman. Un portavoce militare ha avvertito che qualsiasi nuova aggressione contro l’Iran incontrerebbe una risposta “molto più severa” che si estenderebbe oltre la regione, a seguito dei recenti attacchi statunitensi contro l’Iran meridionale e le continue aggressioni di Israele contro il Libano.
È Israele a sfidare intenzionalmente il rischio escalation nella regione: soldati israeliani hanno iniziato ad avanzare via terra in Libano oltre la ‘linea gialla’, quella segnata dal fiume Litani e disegnata a uso e consumo da Israele per occupare 10 km di terre a sud del Paese dei cedri. In mattinata almeno 12 le persone massacrate da un attacco israeliano contro la città libanese di Mashghara. 28 le persone uccise nelle ultime 24 ore. Nuovi avvisi di sfollamento forzato sono stati poi imposti alla città di Nabatieh, nel sud, dove abitanto 80mila persone.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto con Pasquale Porciello, giornalista de Il Manifesto in collegamento da Beirut. Di seguito, un frammento delal sua corrispondenza.
Mentre Israele getta benzina sul fuoco, le trattative tra Stati Uniti e Iran proseguono a rilento. In mattinata, abbiamo fatto il punto sullo stato del negoziato e sulla situazione in generale con Marco Magnano, giornalista e analista di questioni internazionali e di Medio Oriente.
LAVORO - «Piano irricevibile». Il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha sintetizzato così ai manager della multinazionale dell’elettrodomestico Electrolux la posizione del Governo sul loro piano che prevede 1.700 esuberi nel nostro Paese, invitandoli a ripresentarsi il 15 giugno, con un nuovo piano. Nell’incontro al Mimit - a cui hanno partecipato le istituzioni e le associazioni industriali - c’è stato un duro braccio di ferro tra la multinazionale svedese e i sindacati (Fiom, Fim e Uilm). L’incontro è avvenuto mentre era in corso lo sciopero negli stabilimenti e il presidio fuori dal ministero. I sindacati hanno anch’essi chiesto alla multinazionale di ritirare il piano per poter iniziare a discutere la riorganizzazione del lavoro. Il management di Electrolux ha sostenuto però che
“ci sono molte criticità a produrre in Italia dove il settore dell’elettrodomestico soffre non solo a causa della crisi del consumatore medio, ma anche per evidenti difficoltà produttive causate dagli alti costi di energia, lavoro, acciaio e componentistica che raggiungono livelli insostenibili”.
La società vorrebbe mantenere solo 4 stabilimenti in Italia, tutti con tagli occupazionali; Susegana in provincia di Treviso, Porcia in provincia di Pordenone, Solaro in provincia di Milano e Forlì per la produzione di forni, lavatrici, frigoriferi a incasso e lavastoviglie nel coparto medio e alto di gamma. Il quinto stabilimento, Cerreto d’Esi (Ancona), dove vengono prodotte cappe per cucine, sarebbe invece destinato alla chiusura.
Sullo sfondo c’è poi la preoccupazione della possibile avanzata di Midea, la società cinese che ha già una joint venture e una partnership con Electrolux, ma limitatamente agli stabilimenti Usa. Il timore dei sindacati è che la ristrutturazione e il piano di tagli sia finalizzato a un cambio del controllo della società. Si tratta di ipotesi su cui la multinazionale non ha espresso commenti, limitandosi a confermare lo stato di fatto.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Antonio Rinaldo, Rsu Fiom del sito Electrolux di Susegana (Treviso)
28 MAGGIO - Giovedì, 28 maggio 2026, ricorre il 52° anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia. A Brescia, due i cortei organizzati dalle realtà dei movimenti sociali: uno la mattina, l’altro il tardo pomeriggio.
Alle 9 del mattino, appuntamento in piazzale Cesare Battisti (metro San Faustino) per la manifestazione lanciata dal centro sociale Magazzino 47, Associazione Diritti per tutti, Collettivo Onda Studentesca, Confederazione Cobas e Cub. Caratterizzerà il corteo lo slogan “Contro guerre, fascismo e sfruttamento, per la giustizia sociale. Lottiamo adesso!”. Qui la presentazione dell’iniziativa con Gabriele Bernardi del centro sociale Magazzino 47 e Maurizio Murari della Confederazione Cobas di Brescia.
Alle 18.30, appuntamento in piazza Garibaldi per il corteo serale chiamato da Unione sportiva stella rossa, Non una di meno Brescia, Usb, Potere al popolo, Sinistra anticapitalista e altre realtà. Lo slogan scelto per l’occasione è “Ieri bombe, oggi repressione. Stesso fascismo, sempre ribellione”. Qui l’intervista a Ugo, compagno dell’Unione Sportiva Stella Rossa
Si è invece svolta nel tardo pomeriggio di oggi, presso l’Auditorium di San Barnaba (corso Magenta, 44), la presentazione del libro “Una bomba fascista. Nuova lettura della strage di Brescia” di prof. Paolo Corsini, storico, ex sindaco di Brescia, già presidente della Fondazione Micheletti di Brescia e attualmente presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri. L’iniziativa rientrava nel quadro delle iniziative organizzate dal Comune in vista del 52° anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, abbiamo approfondito i contorni del volume, e dell’iniziativa, con l’autore e Miguel Gotor, professiore ordinario di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nonché tra i massimi studiosi degli anni Settanta in Italia. Di seguito un frammento del racconto di Corsini sui motivi che lo hanno spinto a scrivere questo nuovo libro.
Oggi, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, anche:
CAGLIARI: Ampliamento RWM. I comitati annunciano un presidio davanti al Tribunale. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Salvatore Drago, parte dell’USB Sardegna, del comitato “Stop RWM” e del Social Forum.
ELEZIONI AMMINISTRATIVE: Forte astensionismo e sostanziale equilibrio, ma Venezia resta alla destra. L’analisi del risultato elettorale a Venezia di Beppe Caccia.
IL PAPA E L’AI: “Uno scontro tra Chiese: la religione cattolica e il transumanesimo della Silicon Valley”. Sulle nostre frequenze, l’intervista a Davide del Monte, direttore dell’Hermes Center.
ONDA ANOMALA: Martedi 2 giugno, Pontedera. Torna in piazza il Movimento No Base di Pisa. Qui la nuova puntata.
WORKING CLASS HEROES: La privatizzazione nelle ferrovie e le lotte delle Tigri di Tiger. Qui la nuova puntata.
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
26 Maggio 2014 - Lo Sgombero del C.S. ‘Can Vies’ a Barcellona
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