Libano: Netanyahu apre a "negoziati diretti"...mentre spiana Beirut di bombe.
Iran - Usa: tregua fragile in attesa dei negoziati in Pakistan I Pakistan: a Gaza uccisa una studentessa di 13 anni I Meloni in Parlamento tra nervosismo e vittimismo
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LIBANO - Non si fermano i raid criminali israeliani sul Libano. Netanyahu promette che continuerà a colpire Hezbollah ‘ovunque sia necessario con forza, precisione e determinazione’. In realtà Tel Aviv usa i propri raid con evidenti fini terroristici, colpendo zone altamente abitate (300 morti e 1200 feriti in 24 ore), ordinando a ripetizione l’autodeportazione – come oggi a Beirut Sud –, portando al collasso gli ospedali – l’Oms denuncia il “rischio che a breve finiscano le forniture mediche”, visti i numeri abnormi di pazienti - e cercando in ogni modo di fare ripartire la guerra totale, globale e permanente, in particolare con l’Iran, utilizzando la scusa di Hezbollah. Il movimento sciita, dopo aver interrotto ieri gli attacchi contro Israele, oggi ha ricominciato a colpire oltreconfine. Scontri intensi anche via terra a Bint Jbeil, nel sud del Libano, che Tel Aviv vuole invadere e annettere.
Su questo, Parigi chiede oggi alla Ue di rivedere l’accordo di associazione economica e politica con Israele. Si fa sentire pure, dal Quirinale, Mattarella, che parla di “tempesta di bombardamenti devastanti” e dell’urgenza di “una posizione comunale da parte dell’Unione Europea”; posizione che tuttavia non c’è.
Dagli Usa, Trump ha chiesto a Netanyahu di...ridurre l’intensità degli attacchi israeliani in Libano, spingendo il premier – e criminale di guerra – israeliano ad aprire a “negoziati diretti al più presto con il Libano”, pur senza non fermare le bombe. Il primo faccia a faccia potrebbe tenersi settimana prossima a Washington, da Trump, che intanto concede a Tel Aviv copertura militare, affermando che le forze armate Usa rimarranno “schierate” attorno all’Iran “fino al raggiungimento di un vero accordo. Altrimenti gli scontri a fuoco più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima”, ha aggiunto Trump, che tra poche ore, a Washington, vedrà Mark Rutte, segretario generale Nato, con cui i rapporti sono ai minimi storici, dopo le accuse degli Usa agli alleati di non essersi imbarcati nel disastroso conflitto iraniano
IRAN - La tregua appare comunque sempre più fragile alla vigilia degli incontri tra Usa e Iran a Islamabad, capitale del Pakistan. ‘Basta attacchi in Libano o la risposta sarà forte’, dice il presidente del Parlamento (e caponegoziatore iraniano) Ghalibaf ribadendo che ‘Beirut fa parte integrante degli accordi sul cessate il fuoco’, come confermato oggi dalla Russia, mentre la Cina avanza un piano intermedio – 7 punti – rispetto ai 15 degli Usa e ai 10 della controproposta iraniana.
Nel frattempo lo stretto di Hormuz resta chiuso. Dall’annuncio della tregua lo hanno attraversato soltanto 4 navi, nessuna delle quali carica di idrocarburi. Risultato: i prezzi di petrolio e gas, seppur con minor rapidità dei giorni scorsi, tornano a salire, così come non si arresta la crescita del costo della benzina (1,8 euro di media) e soprattutto del diesel, arrivato in Italia a superare quota 2.2 euro al litro.
Chi ci fa affari sono le grandi compagnie, in particolare Usa, che esportano il Gnl, gas naturale liquefatto. E’ il caso, per esempio, della Venture Global, tra i principali sponsor elettorali di Trump, con la quali l’italiana Eni ha firmato nel luglio 2025 un contratto ventennale monstre per una fornitura di 2 milioni di tonnellate l’anno di Gnl. Questa relazione è al centro del rapporto lanciato oggi da Re:Common, dal titolo “Venture Global, le ombre del partner di Eni nel business del gas americano”.
Ne abbiamo parlato su Radio Onda d’Urto con Daniela Finamore, di Re:Common
PALESTINA - Andiamo in Palestina, dove le truppe israeliane proseguono il genocidio. A Gaza un giovane è stato ucciso dal fuoco israeliano a Khan Younis. Una 13enne, invece, è stata ammazzata mentre frequentava le lezioni all’interno di una tenda scolastica a Beit Lahia, nel nord. In 24 ore anche 21 feriti, con il totale dei morti da ottobre, data del falso cessate il fuoco, salito a 736; 72.317 invece i morti da ottobre 2023, inizio del genocidio impunito per mano israeliana. Ci sono anche 175mila feriti.
Raid, morti e feriti pure in Cisgiordania. i soldati occupanti hanno ucciso un 28enne durante un raid a Tubas; 3 feriti, tra cui un bambino, a Ramallah. Il tutto mentre il governo sionista-colonico approva in segreto 34 nuovi insediamenti: si tratta della più grande approvazione mai concessa in un unico provvedimento.Questa decisione porta il numero totale degli insediamenti approvati da 69 a 103 in un solo colpo.
ITALIA - Passiamo alla pagina dall’Italia: “i giudici della Cassazione hanno ritenuto che il reato di 270 bis sotto forma di partecipazione con finanziamento di attività terroristiche non sta in piedi con gli argomenti che hanno utilizzato l’accusa e il tribunale del Riesame per motivarlo”. Così oggi il primo commento dei legali di Mohammed Hannoun, di cui ieri è stata annullata la carcerazione, pur con rinvio a una sezione del Riesame, nell’inchiesta su presunti finanziamenti ad Hamas per la solidarietà con Gaza. Hannoun resterà però in carcere a Terni fino all’udienza. Su Radio Onda d’Urto ascolta Vincenzo Miliucci, storico compagno romano della Confederazione Cobas, che ha seguito tutta la vicenda, fino alla Cassazione.
A chiudere, la solidarietà internazionalista. Diverse le piazze chiamate da Giovani Palestinesi d’Italia e Unione democratica arabo-palestinese “contro l’aggressione genocida al Libano e per fermare il terrorismo sionista”. Oggi pomeriggio presidi di Milano (lo abbiamo presentato con Sagia, dei Gpi, qui), Cagliari e Napoli; domani Bergamo, Bologna ed Empoli; sabato ancora Milano, con un corteo da piazzale Loreto. A Brescia invece domenica, dalle ore 10 in poi, giornata di iniziative a sostegno della Global Sumud Flotilla a Campo Marte, mentre giovedì prossimo, ore 20 al Csa Magazzino 47, incontro con Fabian Odeh e con Elisabetta Valenti sulla lotta quotidiana delle comunità palestinesi in Cisgiordania contro violenze, aggressioni, furti di terre e detenzioni arbitrarie di esercito e coloni. Informazioni qui.
MELONI - Dopo settimane di assenze, Meloni si è finalmente presentata in Parlamento e ha riferito su come il governo intenda proseguire dopo la debacle referendaria. “Abbiamo perso un’occasione storica – afferma – ma non ci saranno dimissioni o rimpasti. La maggioranza è solida e lavoreremo fino all’ultimo”, assicura la leader dell’esecutivo di destra. Meloni si è poi difesa dalle accuse di subalternità al governo Usa di Trump sulle questioni internazionali ripetendo il ritornello già proposto da Crosetto : “la posizione italiana è la stessa da 80 anni”.
“Un discorso come sempre spocchioso e orgoglioso, basato su un uso sistematico della menzogna applicata ai dati“, sottolinea Roberto Ciccarelli, giornalista economico de Il Manifesto, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Sulle conseguenze economiche della guerra imperialista, poi, Meloni assicura: “rimoduleremo le politiche sui prezzi dei carburanti in base agli sviluppi del negoziato di pace”. Intanto, secondo i dati dello stesso Ministero del Made in Italy i prezzi continuano a salire nonostante le misure sbandierate dal governo, con la benzina in media a 1.8 euro al litro e il diesel sopra i 2.2 euro al litro.
Ancora Meloni, numeri e bugie, quelle sui migranti morti in mare, che per la premier sarebbero “diminuiti” grazie alle politiche di respingimento di Piantedosi. Una falsità, come certifica l’Oim, che parla di quasi 700 migranti morti da gennaio a fine marzo, e in aumento, nel confronto tra i primi mesi del 2025 e quelli del 2026. L’aumento è del 152%, a fronte tra l’altro di un calo del 30% degli sbarchi. Di “parole che sono un insulto” parla Open Arms, una delle realtà impegnate – nonostante le politiche Ue e italiane – a salvare migranti nel Mediterraneo Centrale.
Su Radio Onda d’Urto le parole di Valentina Brinis, Open Arms:
BOLZANO - Ancora migranti - ma non solo - e diritto negato alla casa. Dopo la chiusura dell’ex Alimarket a Bolzano, struttura che ospitava lavoratori senza tetto nella cosiddetta emergenza freddo, proseguono gli sgomberi lungo gli argini dei fiumi di accampamenti di fortuna allestiti sotto i ponti. Questa mattina completato lo sgombero di due accampamenti informali sotto ponte Roma e ponte Palermo. Sono state portate via tende, materassi, coperte e beni personali. Interventi – ha dichiarato l’assessore comunale leghista all’ambiente, Marco Caruso – che proseguiranno anche nelle prossime settimane per “garantire sicurezza e decoro urbano”.
BRESCIA - Ancora casa, ma da Brescia, con la doppia mobilitazione anti-sfratto di oggi. Diritti per tutti ha impedito che due famiglie venissero messe in mezzo a una strada per morosità incolpevole. 2 i rinvii ottenuti con la mobilitazione: uno in via Calzavellia, nel centro storico, l’altro in via Pietro da Cemmo, zona di Porta Milano, da un appartamento gestito con fini “sociali” da Fondazione Casa Di Dio.
Su questo Umberto Gobbi, dell’Associazione Diritti per Tutti di Brescia:
Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
9 aprile 1938: Nasce Ronald Stark, agente Cia, tra gli artefici dell’Operazione Blue Moon. L’eroina come arma dei Servizi occidentali per colpire i movimenti








