Medio Oriente: stop ai raid tra Iran e Israele, che martella Libano e Palestina
Albania: la "rivolta dei fenicotteri" sbarca anche a Brescia I Amministrative: pochi scossoni ai ballottaggi, a Molfetta (Bari) un sindaco di Rifondazione Comunista
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MEDIO ORIENTE - I Pasdaran iraniani hanno sospeso le operazioni militari contro Israele avvertendo al contempo di “attacchi più duri e devastanti” qualora Tel Aviv tornasse a violare la tregua, parziale, infranta nelle scorse ore in Libano. Prima dello stop, Teheran aveva fatto sapere di avere ucciso 5 persone di un non meglio precisato “gruppo separatista” nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchestan, al confine con il Pakistan. Teheran parla di un gruppo “affiliato ai servizi segreti di Stati Uniti e Israele” che avrebbe “pianificato di entrare in Iran attraverso il confine di Saravan”.
Tutto questo dopo una notte e una mattinata di bombardamenti israeliani su diversi siti iraniani, in particolare impianti petrolchimici, e dopo i missili che le forze armate iraniane avevano lanciato verso Israele in risposta al precedente raid sionista contro il Libano – e in particolare sulla capitale Beirut – in aperta violazione della tregua stipulata pochi giorni fa. Per la prima volta da mesi, 2 missili sono partiti anche dallo Yemen, dove gli Houthi hanno annunciato il divieto di navigazione per le sole navi israeliane nel Mar Rosso con un blocco nello stretto di Bab al-Mandab.
Su pressione del presidente Usa Trump, nel tardo pomeriggio il premier israeliano Netanyahu ha detto che “per ora gli attacchi sono cessati”. Da Teheran gli fa eco il presidente iraniano Pezeskhian fa sapere: “non abbandoneremo né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati. Restiamo impegnati sui 2 fronti”.
In Libano, invece, si continua a morire anche oggi 7 persone sono state uccise e 24 ferite in una serie di bombardamenti israeliani. Gli attacchi hanno colpito Nabatiye, Sidone, Tiro (qui danneggiate anche le rovine romane, patrimonio mondiale dell’Unesco) Bint Jbeil, Marjayoun e Jezzine. Dal 2 marzo, quasi 3.700 i morti.
Pure a Gaza, in Palestina, almeno una dozzina di palestinesi sono stati uccisi soltanto nella mattinata di oggi, lunedì 8 giugno. Fonti mediche della Striscia hanno annunciato che il bilancio delle vittime del genocidio per mano israeliana è salito a 72.980, con 173.171 feriti. Il numero totale di palestinesi uccisi dall’annuncio del cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025 ha raggiunto invece quota 970, con 3.063 feriti. Inoltre, sono stati recuperati 782 corpi in diverse località.
ALBANIA - “L’Albania non è in vendita – Shqipëria nuk është në shitje – Albania is not for sale”. Da giorni imponenti manifestazioni si susseguono a Tirana, in tutta l’Albania e nella diaspora europea, contro il governo guidato da Edi Rama accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.
La “Rivolta dei Fenicotteri”, così è stata chiamata, è esplosa contro il progetto di costruzione di un resort di lusso sull’isola di Saseno - simbolo nazionale e luogo legato alla resistenza contro fascisti e nazisti - e nella vicina area costiera di Narta/Zvernec, un’oasi naturale protetta di grande valore ambientale. A capo dell’operazione speculativa Jared Kushner, genero di Donald Trump, sostenitore e sponsor di Israele.
Radio Onda d’Urto ha realizzato una trasmissione ad hoc sull’Albania.
BALLOTTAGGI - Politica di palazzo con i ballottaggi delle elezioni amministrative 2026 in 42 Comuni italiani, tra cui 6 capoluoghi: Lecco, Arezzo, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani. Affluenza ferma al 52%, -8% sul primo turno. La destra vince in 3 capoluoghi su 6 (conferme ad Arezzo e Macerata, cambio di segno a Lecco), il centrosinistra negli altri 3 (conferme a Trani e Chieti, ribaltone ad Agrigento).
Considerando il totale dei 18 capoluoghi alle elezioni 2026, il centrosinistra passa da 8 sindaci uscenti a 10 eletti, centrodestra da 5 a 6; i civici calano da 5 a 2. Allargando lo sguardo a 118 Comuni sopra i 15mila abitanti, 50 vanno al centrosinistra, 40 al centrodestra, 28 ai civici. In Lombardia Vigevano, il Comune più popoloso – 64mila abitanti, ben più dei 45mila della città di Lecco – resta al centrodestra, mentre Legnano – 61mila abitanti – resta al centrosinistra. A Mortara vincono i civici. Al centrodestra vanno anche la varesotta Somma Lombardo e la mantovana Viadana.
Da segnalare, nel resto d’Italia, il risultato della pugliese Molfetta – 57mila abitanti vicino Bari – con la netta vittoria (sopra il 67%) del 36enne Manuel Minervini, esponente di Rifondazione Comunista, a capo di una coalizione di centrosinistra e campo largo, dentro cui la lista di Prc, con il 6,4%, è stata la più votata al primo turno.
MILANO - Conferenza stampa in via Watteau a Milano, dove fino allo sgombero dell’estate 2025 si trovava lo Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo.
Durante l’iniziativa è stata resa nota un’offerta indicativa da 5 milioni di euro (il doppio rispetto alla perizia di stima di valore) per riprendere l’area di via Watteau e consentire il ritorno del Leoncavallo nella sua sede storica a Milano. È il risultato del percorso avviato negli ultimi mesi dagli “ambasciatori” del centro sociale meneghino nella trattativa, Sergio Cusani e Pino Tripodi, che hanno tuttavia denunciato lo stallo dell’iniziativa per la mancata apertura di una trattativa da parte della proprietà, la famiglia Cabassi, che non ha ancora risposto alle sollecitazioni del Leoncavallo. “In assenza di sbocchi potrebbero essere le nuove generazioni a individuare percorsi diversi; nulla è escluso“ hanno fatto sapere attiviste e attivisti del Leo.
BRESCIA - Ancora movimento, ma da Brescia. Nuova facciata esterna per il centro sociale autogestito Magazzino47, dal 1993 in via Industriale, 10. Nel fine settimana di Jammin' Around rifatto il gigantesco murales dello spazio sociale, che da sempre ospita numerose iniziative organizzate anche da Radio Onda d’Urto. A realizzarlo il collettivo milanese Volkswriterz, con il supporto di decine di compagne-i.
In primo piano c’è la scritta “Csa Magazzino 47” è accompagnata dalla frase “liberato dal 1993”; sullo sfondo è rappresentata “la genealogia politica” del centro sociale, racconta Cinzia del Csa Magazzino 47 a Radio Onda d’Urto, “una storia partigiana, antifascista, scritta dai movimenti sociali e rivoluzionari”.
Sull’intera facciata si può quindi vedere, “una lunga marcia collettiva che attraversa epoche e generazioni diverse“, sottolinea sempre Cinzia. “Le immagini in silhouette sono quelle dei partigiani in marcia, delle manifestazioni antifasciste, fino a quelle più recenti per la Palestina e per il diritto alla casa”.
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Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
8 giugno 1968: a Milano la battaglia di via Solferino per bloccare il Corriere della Sera con 12 arresti, 250 fermi, 87 denunce e decine di feriti.









