Medio Oriente: Trump "gioca" con i mercati, ma la guerra continua
Palestina: violenze senza fine, ma si riaccende la solidarietà | Lavoro: “vittoria storica” di operai e Sudd Cobas nella vertenza “L’alba” | Argentina: 50 anni fa il golpe militare. Migliaia in piazza
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MEDIO ORIENTE - L’Iran nega i colloqui con gli Usa paventati da Trump e bolla le parole del Tycoon come “fake news per manipolare i mercati”. A conferma, ancora raid congiunti Usa-Israele oggi sugli impianti nel settore energetico in Iran, nella zona di Isfahan e nella città sud-occidentale di Khorramshahr: gli attacchi sono stati portati avanti, sostiene l’Iran “poche ore dopo l’annuncio di Trump di rinviare per 5 giorni i raid sull’energia”.
Tuttavia non sono solo le infrastrutture energetiche a essere bersaglio: gli attacchi contro l’Iran da parte delle forze statunitensi e israeliane hanno colpito più di 82.000 strutture civili, tra cui case e strutture sanitarie, dal 28 febbraio 2026. Il Pentagono, intanto, prevede di dispiegare altri 3.000 soldati della divisione di élite dell’esercito in Medio Oriente. A riportarlo il Wall Street Journal.
Con Luca Celada, giornalista e corrispondente da Los Angeles per Il Manifesto, abbiamo fatto qui il punto sull’agire politico del presidente Usa. Di seguito un frammento della sua analisi
Nel frattempo, in Iran, Bagher Zolghadr - comandante in pensione delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche - è il nuovo segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, in sostituzione di Ali Larijani, ucciso la scorsa settimana in un attacco israeliano. Missili iraniani su diverse aree di Tel Aviv, danni a edifici e almeno 4 vittime.
Israele, tuttavia, continua a colpire anche in Libano, uccidendo due persone nella città di Bshamoun. Attacchi aerei israeliani anche contro Tiro, nel sud. Hezbollah afferma che il gruppo resisterà allo sforzo di Israele di occupare parte del Libano meridionale. Più di 1.070 persone uccise in Libano dall’inizio dell’attacco israeliano iniziato poco più di 3 settimane fa. Oggi, tra gli altri, un ragazzo di 15 anni ad Hasbaya.
Violenze senza fine anche in Palestina. Qui Israele ha ammazzato un bambino del sud di Gaza, dove il bilancio delle vittime del genocidio ha superato 72mila vittime. Nella Cisgiordania occupata ondata di violenze di coloni ed esercito israeliano. 5 palestinesi feriti vicino a Hebron per un colono che li ha deliberatamente investiti; nel frattempo i soldati occupanti colpiscono i palestinesi: raid, incursioni e arrestri arbitrari di massa a Silwan, Nablus, Valle del Giordano Gerusalemme.
Per quanto riguarda la solidarietà al popolo palestinese, proseguono in Italia le iniziative contro riarmo e genocidio e a sostegno della Global Sumud Flotilla, arrivata alla sua seconda missione e le cui navi italiane sono dirette in Sicilia per proseguire, da lì, il viaggio verso Gaza.
Questo pomeriggio a Trento, corteo contro riarmo e genocidio organizzato da una rosa di realtà sociali e di movimenti, dalle Acli al centro Sociale Bruno. Centinaia le persone presenti. Qui la corrispondenza di Tommaso, del centro sociale Bruno e di Trento per la Palestina. Di seguito un frammento del suo racconto
Giovedì 26 marzo si mobiliteranno invece i presidi Sumud di Valtellina, Valchiavenna e Val Camonica con un “incontro diffuso” con lə attivistə del Global Mouvement to Gaza e della Global Sumud Flotilla. Qui la presentazione di Maria del coordinamento dei presidi Sumud di Valtellina, Valchiavenna e Val Camonica.
LAVORO - Dopo 193 giorni di lotta, con il presidio permanente ai cancelli dell’azienda e numerosi blitz nei negozi di alta moda, il sindacato di base Sudd Cobas annuncia una “vittoria storica” nella vertenza degli operai della stireria “L’Alba” di Montemurlo, in provincia di Prato.
L’ultimo incontro del “tavolo di filiera” – anche questo ottenuto dai lavoratori con la lotta – si è concluso con la firma, da parte delle aziende committenti, cioè i brand dell’alta moda che affidano la produzione a “L’Alba”, di un accordo che prevede, spiega ai microfoni di Radio Onda d’Urto Filippo Branchetti, esponente del Sudd Cobas, “la responsabilità dei brand nell’assicurare che le commesse vengano legate all’occupazione dei lavoratori e non si perdano in una giungla di appalti e subappalti nella quale poi la ricerca del profitto sfrenato porta sempre a far sì che queste commesse vengano lavorate in condizioni di sfruttamento”.
Per il Sudd Cobas è un “precedente storico”: un caso di sfruttamento e caporalato nella moda risolto con l’intervento diretto dei brand committenti”.
Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, Filippo Branchetti del sindacato Sudd Cobas. Di seguito un estratto del suo intervento
ARGENTINA - Oggi, 24 marzo, ricorre il 50° anniversario del colpo di Stato che instaurò in Argentina la più sanguinosa dittatura della storia del Paese.
Cinquant’anni fa i comandanti delle forze armate Jorge Rafael Videla, Emilio Eduardo Massera e Orlando Ramón Agosti diedero il via alla dittatura con un colpo di stato. L’Argentina in quel momento era governata dal governo di Isabel Martínez de Perón, che era stata l’ultima moglie di Juan Domingo Perón.
Il 24 marzo di ogni anno in Argentina si celebra la “Giornata nazionale della memoria per la verità e la giustizia” che ricorda il colpo di stato della Giunta Militare che prese il potere nel 1976 e che produsse in pochi anni 30 mila morti e migliaia di desparecidos, persone scomparse nel nulla. Un numero contestato dal presidente fascioliberista Javier Milei, ammiratore della dittatura, che parla di “meno di 9 mila vittime”.
La giornata, scandita da vari appuntamenti in varie parti di Buenos Aires, culminerà a Plaza de Mayo, punto di convergenza di tutti i manifestanti con la lettura del documento elaborato dall’”Incontro per la Memoria, la Verità e la Giustizia” e dalla Tavola Rotonda delle Organizzazioni per i Diritti Umani. Il Governo di Javier Milei non partecipa alle celebrazioni ufficiali. Tante anche le iniziative che si tengono nelle scuole nonostante il tentativo da parte del governo di vietarle.
Oggi sulle frequenze di Radio Onda d’Urto anche:
BRESCIA: Diritti per Tutti chiede almeno 200 alloggi nel prossimo bando per le case popolari. Qui la conferenza stampa
ANTISPECISMO: 6 persone fermate e identificate “a scopo preventivo” durante l’inaugurazione di Lombardia Carne. Ai nostri microfoni, il racconto Federico di No Food No Science, il collettivo antispecista mantovano colpito dalla repressione “preventiva” del Decreto (in)Sicurezza.
“THE KURDISTAN FREEDOM MOVEMENT AT A CROSSROADS”: due giorni di conferenza all’Università di Torino. La presentazione di Davide Grasso, ricercatore dell’Università di Torino al dipartimento Culture, Politica e Società, tra gli organizzatori e i relatori del convegno.
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
24 marzo 1944 - L’eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma








