Migranti: ancora suicidi nei Cpr mentre il Governo vara una nuova stretta repressiva
Napoli: proteste a Bagnoli contro l'America's Cup; sabato corteo regionale a difesa degli spazi sociali | Rojava: manifestazioni sabato anche a Roma, Milano e Cagliari
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MIGRANTI - Iniziamo la newsletter di questa sera partendo dal “pacchetto migranti”, al via dal Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio: l'ennesimo provvedimento contro chi scappa da guerra e fame e per il famigerato “blocco navale”, sorvolando ancora una volta sulla necessità della creazione di canali legali e sicuri, per superare il fallimento dei respingimenti e per evitare le continue stragi nel Mediterraneo.
Nel frattempo, una circolare del Viminale, inviata a prefetti e questori delle città dove si trovano i Cpr, dispone la possibilità di trattenere i migranti fino a 24 ore prima della visita medica, quella che dovrebbe stabilire se una persona possa o meno trovarsi nei lager di Stato, dove il tasso di suicidi e atti di autolesionismo, nonostante l’uso smodato di psicofarmaci, è a livelli abnormi.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Teresa Florio, della rete Mai più Lager – No ai CPR. Di seguito, un breve estratto dell’intervista:
Proprio rispetto ai Cpr, torniamo al 23 maggio 2021, quando un giovane migrante della Guinea, Moussa Balde, si tolse la vita impiccandosi all’interno del Cpr di Torino dove era stato deportato.
Oggi, per la sua morte, il tribunale del capoluogo piemontese ha condannato a un anno di reclusione (con la condizionale) Annalisa Spataro, all’epoca direttrice del centro per conto di Gepsa, la società di gestione. È stato assolto invece Fulvio Pitanti, responsabile sanitario della struttura. Per l’accusa le condizioni di vulnerabilità psichica di Balde non furono valutate correttamente. I familiari del giovane, costituitisi parte civile con l’avvocato Gianluca Vitale, hanno ottenuto provvisionali per 350mila euro complessivi.
Domani, invece, l’indagine sulla morte di Moussa Diarra, ucciso da un colpo di pistola esploso da un agente della Polfer la mattina del 20 ottobre 2024 presso la Stazione di Verona Porta Nuova, affronta la valutazione di un giudice.
Sarà infatti discussa l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal pm nei confronti del poliziotto, indagato per omicidio colposo. Fuori dal tribunale veronese, un presidio organizzato dal Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra, con appuntamento alle ore 9.
Ce ne parla Alberto del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra.
NAPOLI - Nuovi blocchi e tensioni a Bagnoli, Napoli, dove cittadini e comitati popolari contestano i lavori per l’America’s Cup, la gara velistica in programma nel 2027, che definiscono “i lavori della vergogna”. Dopo il peggioramento dell’aria certificato da Arpac, le voragini che si stanno aprendo e il traffico notturno dei camion, nuovi blocchi su via Bagnoli.
Nonostante la pioggia e un tentativo di sgombero da parte della Digos, in centinaia hanno fermato i camion, prima attorno a mezzanotte e poi all’alba di mercoledì, orari in cui le autorità – dopo il corteo di 5mila persone sabato – avevano assicurato che non ci sarebbero stati transiti.
Sempre a Napoli, oggi, conferenza stampa per lanciare la manifestazione in difesa degli spazi sociali e di libertà in Campania.
Nelle ultime settimane attacchi sono arrivati a Officina 99, Gridas, Insurgencia, Carlo Giuliani, Civico 7, Cprs e Banchi Nuovi, nel mirino del disegno repressivo del governo Meloni contro movimenti, collettivi e spazi autogestiti. Da qui il corteo regionale di sabato, ore 15, piazza Garibaldi a Napoli.
L’intervista a Davide, compagno napoletano degli spazi sociali.
ROJAVA - Il 15 febbraio 2026 ricorrerà il ventisettesimo anniversario del rapimento del leader e cofondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan Abdullah Öcalan nel 1999, a Nairobi, in Kenya. Da quel giorno Öcalan è detenuto sull’isola-carcere di Imrali, nel mar di Marmara, in Turchia.
Il leader del Movimento di liberazione curdo si trovava in Kenya perché diretto in Sud Africa, dove Nelson Mandela gli aveva offerto asilo politico dopo che diversi paesi europei – Italia compresa – glielo avevano negato. Da mesi, infatti, aveva lasciato la Siria – minacciata dalla Turchia di invasione se non l’avesse cacciato dal proprio territorio – per intraprendere un viaggio in Europa in cerca di appoggio diplomatico per una soluzione politica della questione curda.
La cattura di Öcalan, e la sua consegna allo stato turco, furono orchestrate dai servizi segreti di diverse potenze capitaliste e imperialiste globali. Per questo il Movimento di liberazione curdo parla di “complotto internazionale”.
Ogni anno, il 15 febbraio – il “giorno nero” – le comunità curde, che vedono in Öcalan la propria avanguardia politica, scendono in piazza in Kurdistan, in Europa e nel mondo insieme alle persone solidali con la loro causa.
Quest’anno, 2026, l’anniversario del rapimento di Öcalan cade in un momento storico nel quale l’esperienza rivoluzionaria di autogoverno della Siria del nord-est (Rojava) secondo il modello del confederalismo democratico (ideato proprio dal leader del movimento curdo) affronta una minaccia esistenziale – l’ennesima – a causa della pesante offensiva mossa dal cosiddetto governo di transizione siriano dai primi giorni del mese di gennaio.
Per questo in Italia, sabato 14 febbraio 2026 sono previste tre manifestazioni di piazza: a Roma (Piazza Indipendenza, ore 14.30), a Milano (Largo Cairoli, ore 14.30) e a Cagliari (Piazza Garibaldi, ore 17). La parola d’ordine, quest’anno, è “Liberare Öcalan, difendere il Rojava”.
Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
GENERE - Per contrastare il ddl Bongiorno nasce il collettivo ‘Consenso-scelta-libertà’. Tra gli obiettivi breve termine “costruire una risposta collettiva al DDL Buongiorno e promuovere una mobilitazione diffusa per le giornate del 15 febbraio e per la manifestazione nazionale del 28 febbraio a Roma”. Sulle giornate di mobilitazione abbiamo sentito Cristina Carelli presidente nazionale della Rete Di.Re;
DIRITTO ALL’ABITARE - Case popolari a Brescia. “E’ un esempio luminoso di come condurre e vincere una lotta, con l’unità degli inquilini, con determinazione e forme di lotta incisive.” L’Associazione Diritti per tutti commenta in questo modo il risultato ottenuto per la palazzina di proprietà comunale e gestione Aler di Via Carpaccio 27, nel quartiere popolare di San Polo. Il Comune di Brescia ha confermato di avere stanziato i fondi, 1 milione e 200mila euro, per interventi strutturali sulla palazzina. Dopo le prime proteste erano già stati riparati gli impianti di riscaldamento malfunzonanti e le grondaie, rinnovato l’ impianto di illuminazione, tinteggiate le scale. Su Radio Onda d’Urto la conferenza stampa.
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
11 Febbraio 1990 - La liberazione di Nelson Mandela:








