Milano: nuova operazione repressiva contro il corteo del 22 settembre per la Palestina
Gaza: ancora morte e distruzione per mano israeliana | Iran: lo stallo con gli Usa e il dramma della popolazione | Hantavirus: l’intervista al prof. Arnaldo Caruso
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PALESTINA - Nuova operazione repressiva a Milano: ancora notifiche di misure cautelari e denunce a piede libero per i fatti legati al corteo del 22 settembre contro il genocidio in Palestina. In quell’occasione il corteo aveva tentato di raggiungere e occupare la Stazione Centrale, mentre le forze di polizia avevano risposto con cariche durissime.
Dopo l’operazione di marzo, che aveva colpito più di una decina di persone, arriva oggi un nuovo intervento repressivo con arresti, perquisizioni e misure cautelari ai danni di compagne-i e giovani, in particolare di origine migrante, sotto accusa per gli scontri avvenuti tra via Vittor Pisani e piazza Duca d’Aosta, nella zona della Centrale. Il bilancio è di 7 persone agli arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora con duplice firma quotidiana presso la polizia giudiziaria e 10 persone denunciate a piede libero.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto:
L’analisi di Luciano Muhlbauer, compagno milanese e nostro collaboratore. Di seguito un frammento del suo intervento
Il commento Rachele, compagna del Centro Sociale Lambretta di Milano e di Gaza Freestyle.
La solidarietà internazionale, però, non arretra, né si lascia intimidire.
Oggi pomeriggio, in Turchia, si è tenuta la conferenza stampa della Global Sumud Flotilla per annunciare le prossime mosse della cinquantina di imbarcazioni sopravvissute all’assalto israeliano in acque internazionali, al largo di Creta. Le barche intendono ripartire verso Gaza già nella giornata di domani.
Sempre oggi pomeriggio, ma a Milano, Confederazione Unitaria di Base, Comunità palestinese in Italia e Global Sumud Flotilla hanno tenuto una conferenza stampa per presentare l’iniziativa del 16 maggio. Un frammento dell’intervento di Margherita Danetti, portavoce Global Sumud Flotilla.
A Brescia, invece, Sanitari per Gaza e il Coordinamento Palestina di Brescia propongono per questa sera, alle ore 21, al Teatro Cinema Sereno la proiezione del cortometraggio “Living despite them”, alla presenza del regista Alaa Hathleen.
In Palestina, intanto, nuova giornata di morte e distruzione per mano israeliana.
A Gaza, la situazione umanitaria continua a peggiorare, mentre procedono con il contagocce le evacuazioni sanitarie, nonostante le promesse israeliane, in una terra ormai occupata per il 60% da Tel Aviv e dove, secondo l’Oms, almeno 43mila persone convivono con lesioni gravi permanenti.
Non va meglio in Cisgiordania Occupata. Raid e attacchi si sono registrati anche nelle aree di Ramallah, Jenin e Nablus, dove migliaia di coloni israeliani, scortati dall’esercito, hanno invaso la Tomba di Giuseppe. Tutto questo mentre a Tel Aviv nasce un tribunale militare speciale per i fatti del 7 ottobre 2023, con la previsione anche della pena di morte. Sarebbero almeno 300 le persone a rischio tra gli 11mila prigionieri politici palestinesi. Tra loro c’è anche il dottor Hussan Abu Safya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza, arrestato 500 giorni fa.
IRAN - Dalla Palestina passiamo all’Iran, dove prosegue la situazione di stallo con gli Stati Uniti, o almeno in apparenza visto il quadro di tensione crescente – sia politica sia economica – che tra minacce incrociate e trattative sottobanco continua a paralizzare mezzo mondo.
Gli ultimi scambi sono tra il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Rezaei, per il quale “se Usa e Israele riprenderanno gli attacchi, l’Iran accelererà sull’atomica”, e Donald Trump, che incontrando i vertici dell’esercito Usa ha affermato di “valutare la ripresa dei raid”.
Per ora, però, gli Usa tengono in piedi la tregua, che ha quanto meno il vantaggio – rispetto alla guerra – di costare di meno. Da fine febbraio a oggi, il Pentagono ha infatti speso quasi 30 miliardi di dollari, senza riuscire né a ribaltare il regime iraniano, né a interrompere la catena dell’uranio iraniana. L’Iran continua inoltre a mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz, tutt’ora chiuso esternamente dagli Usa, ma internamente in mano a Teheran.
In questo quadro:
La popolazione iraniana resta sempre più sotto scacco, non solo della guerra e di un possibile, imminente terremoto, ma anche della crisi economica e sociale innescata nel Paese dall'aggressione israelo-statunitense, come racconta ai nostri microfoni Siamak, attivista iraniano parte del Collettivo rivoluzionario Jina. Di seguito un frammento della sua testimonianza.
Domani, a Pechino, avrà luogo l’atteso incontro tra Trump e Xi Jinping. Sul tavolo la guerra in Iran, ma non solo. Su Radio Onda d’Urto l’intervista al nostro collaboratore Dario Di Conzo, co-curatore di Levante, docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’Orientale di Napoli. Di seguito un frammento della sua analisi.
HANTAVIRUS - “La pericolosità intrinseca, al momento scarsa, di questo virus di trasmettersi da uomo a uomo ci lascia relativamente tranquilli, certamente è un virus potenzialmente molto pericoloso. Il livello di contagiosità non sembra essere alto, deve avvenire in comunità molto chiuse e le persone devono avere uno stretto contatto tra di loro per trasmetterselo, ed è il caso di una crociera.”
Questa in sintesi è la valutazione del prof. Arnaldo Caruso, docente di Microbiologia all’Unibs e responsabile del Laboratorio di Microbiologia e Virologia degli Spedali Civili di Brescia sulla situazione creatasi dopo alcuni contagi di Hantavirus: per l’Oms i casi sospetti sono undici mentre nove sono quelli accertati positivi. Il ministero della salute intanto ha comunicato che gli ultimi test su quattro persone in isolamento sono risultati negativi.
Qui l’intervista completa al prof. Caruso, di seguito un frammento della sua analisi
Oggi su Radio Onda d’Urto abbiamo approfondito anche:
TURCHIA: La promozione in Süper Lig dell’Amedspor, “la sfida curda al calcio turco”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Murat Cinar, giornalista, collaboratore de Il Manifesto.
LOTTE OPERAIE: “Gli esuberi di Electrolux e le logiche distorte del capitalismo finanziario” Ai nostri microfoni, lo storico e docente universitario Alessandro Volpi
TARANTO: Alle origini dell’omicidio di Sako Bakari “la regressione e il fallimento della società”. Sulle nostre frequenze, l’intervista al presidente dell’Alto Consiglio del Mali in Italia Mahamoud Idrissa Boune
LA CHITARRA E IL POTERE: qui la nuova puntata
MAGGIO CON LA RADIO”: Tre appuntamenti con Radio Onda d’Urto
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
13 Maggio 2000 - Scontri a Bologna contro Forza Nuova








