Morte di Ramy Elgaml. "Abbiamo brutalizzato un testimone", le parole dei carabinieri intercettati
Intervista a Nello Trocchia che ha pubblicato su Il Domani carte inedite sulla morte di Ramy | L'Italia entra dalla finestra nel Board coloniale su Gaza | Destre all'attacco del movimento bresciano
Qui è FuoriOnda,
la newsletter quotidiana nei giorni feriali di Radio Onda d’Urto. A cura della redazione informativa, viene pubblicata non appena chiudiamo la porta della Radio alle 20: come tutte le email, tu la puoi leggere quando vuoi!
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare Radio Onda d’Urto in diretta!
MILANO - Omicidio stradale, ma con l’attenuante dell’“eccesso colposo nell’adempimento del dovere”. Cambia così l’imputazione, prima solo di omicidio stradale, per il carabiniere alla guida dell’ultima macchina che a Milano inseguì, il 24 novembre 2024, lo scooter guidato da Fares Bouzidi e con in sella Ramy Elgaml, che morì nello schianto al termine dell’inseguimento per 8 chilometri lungo mezza Milano, fino alla morte.
Il cambiamento del capo di imputazione emerge da una nuova chiusura indagini sul caso, notificata nelle scorse ore, mentre sul quotidiano “Il Domani” sono riportati gli audio delle intercettazioni di altri carabinieri presenti quella sera in viale Ripamonti: uno dei carabinieri, chiedendosi da dove salti fuori un nuovo testimone che ha appena sentito sui mass media, afferma esplicitamente di “aver brutalizzato un testimone” assieme a un collega, intimidendolo e facendo cancellare le prove sul suo cellulare affinché non costituisse un problema per i colleghi sotto accusa. Ora è pure lui sotto accusa, per depistaggio.
Ancora abusi in divisa, restando a Milano dove quattro agenti di Polizia sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nell’indagine della Procura di Milano per fare luce sulla morte del 28enne Abderrahim Mansouri, ucciso lo scorso 26 gennaio nel ‘boschetto’ di Rogoredo durante un controllo antidroga. Vicenda per cui è già indagato per omicidio un altro poliziotto. La ricostruzione ha portato tra l’altro a ipotizzare anche un presunto ritardo nella richiesta di soccorsi.
PALESTINA - Da Milano a Roma, parlando della conferma arrivata oggi alla Camera della vergognosa presenza dell’Italia come ‘osservatore’ al primo incontro del Board of “Peace” su Gaza, convocato da Trump giovedì a Washington.
Per il governo ci sarà Tajani, che lo ha ufficializzato oggi pomeriggio presentandosi alla Camera per le comunicazioni del governo sul “piano di pace” per Gaza, cioè la spartizione neocoloniale tra governi e speculatori dei territori palestinesi. “Non esistono alternative”, si è giustificato Tajani in aula. La Camera ha approvato la risoluzione con 183 sì, 122 i contrari.
In questa cornice, prosegue il genocidio a Gaza, dove i civili vengono quotidianamente ammazzati dall’esercito israeliano. Nuovi raid oggi attorno a Khan Younis e più a nord, dove è stato ucciso l’ennesimo palestinese, avvicinatosi troppo – secondo i soldati occupanti – all’immaginaria Linea Gialla. A morire anche un bambino palestinese, ucciso a colpi d’arma sparati da un drone israeliano su Jabalia, a nord della città di Gaza. Oltre 600 i morti nella Striscia in poco più di 4 mesi, da quando è in vigore il fittizio cessate il fuoco, mai rispettato da Israele. Il tutto mentre i valichi – Rafah compresa – restano chiusi di fronte alle sterminate esigenze di una popolazione allo stremo.
E poi la Cisgiordania. In pochi giorni il governo israeliano ha prodotto due misure che estendono il controllo di Tel Aviv su vaste aree delle terre palestinesi, e ora alla Knesset ci si prepara a discutere la proposta di legge sulla pena di morte, spinta dal ministro della destra colonica israeliana Itamar Ben-Gvir.
Proprio Ben-Gvir è al centro delle denunce diffuse dalla Società dei Prigionieri Palestinesi: il ministro dell’ultra destra colonica “ha calpestato la testa dei prigionieri” nel carcere di Ofer, nella Cisgiordania occupata, durante un’incursione dei militari israeliani, mentre realizzava un video promozionale che documentava la violenta repressione, accompagnata da slogan in favore della pena di morte dei prigionieri palestinesi. Sono quasi 10mila, tra cui 350 bambini, i palestinesi reclusi nelle galere israeliane.
BRESCIA - Per la destra non si può criticare l’operato di funzionari pubblici e forze di polizia.
Lo hanno dichiarato, in maniera esplicita, le deputate bresciane Cristina Almici (di Fratelli d’Italia) e Simona Bordonali (della Lega) commentando la conferenza stampa durante la quale esponenti del centro sociale Magazzino 47, dell’Associazione Diritti per tutti e del Collettivo Onda Studentesca hanno denunciato di aver ricevuto “avvisi orali” del questore di Brescia, Paolo Sartori, per aver… Partecipato a una manifestazione pacifica. “È gravissimo attaccare chi, in uniforme, lavora per tutelare tutti noi”, ha dichiarato Almici, mentre secondo Bordonali “organizzare iniziative pubbliche contro il Questore significa delegittimare chi, con equilibrio e determinazione, sta facendo il proprio dovere”.
In un comunicato stampa ufficiale i consiglieri comunali di Brescia Francesco Catalano (della lista “Al lavoro con Brescia”) e Valentina Gastaldi (di Brescia Attiva) parlano invece di una “modalità di gestione degli strumenti in possesso del Questore che crea sconcerto e grave preoccupazione per la garanzia del diritto a manifestare e a esprimere le proprie opinioni”.
Secondo il docente di Diritto penale all’Università di Brescia Luca Masera, intervistato da Radio Onda d’Urto,
“c’è un obiettivo molto chiaro che è quello di criminalizzare il dissenso: chi vuole protestare deve sentire un rischio cui si espone con questa protesta. Penso che sia un obiettivo ben chiaro di questa maggioranza (di governo, ndr): tutti coloro che si oppongono devono – in un certo modo – essere controllati, dalla magistratura a qualsiasi episodio di violenza – anche minimo – durante le manifestazioni di piazza”.
Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto sono intervenuti anche Dino Greco, del Partito della Rifondazione Comunista, e Giorgio Cremaschi, di Potere al popolo.
La trasmissione di Radio Onda d’Urto con gli interventi di compagni, esponenti politici e giuristi.

Oggi, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, trovi anche:
CRISI CLIMATICA - I nubifragi continuano a colpire la Calabria, con precipitazioni intense e raffiche di vento che sul versante tirrenico superano i 120 km/h. Resta l’allerta arancione. “Il ciclone Harry così come il recentissimo nubifragio che ha colpito il centro-nord della Calabria rivelano ciò che ormai è chiaro a tutte e tutti: i nostri territori sono fragili, trascurati, sacrificabili”, ai microfoni di Radio Onda d’Urto Antonio, attivista del movimento La Base di Cosenza;
LAVORO - Nella puntata di Working Class Heroes di questa settimana torniamo sull’inchiesta che ha portato al controllo giudiziario di Foodinho (la società referente di Glovo in Italia). Interviste a ciclofattorini oltre agli avvocati Massimo Laratro e Giulia Druetta;
CAROVITA - I diritti acquisiti diventano privilegi discrezionali. E’ la politica dei “bonus”, da decenni utilizzata dai vari Governi italiani. Quello della Meloni (tra bollette e il Tfr/Tfs dei dipendenti pubblici) non fa eccezione, anzi accelera. Su Radio Onda d’Urto interviste a Mauro Antonelli (Unione Nazionale Consumatori) e Pietro Cusimano (esecutivo nazionale Usb - Pubblico Impiego).
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
17 Febbraio 2011 - Giornata della Collera in Libia, inizia la rivolta contro Gheddafi:







