No Tav: "la vera devastazione è quella della nostra terra"
In Val di Susa 800 persone identificate, militarizzazione e passerella elettorale di Meloni | Bologna: almeno 3mila alla manifestazione per Fakir | Palestina: brutali violenze di coloni ed esercito
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VAL DI SUSA - Oltre 800 persone che hanno preso parte al Festival Alta Felicità in val di Susa, Torino, sono state identificate. Sono le notizie che arrivano oggi dalla Valle che resiste, dopo un weekend di festa e lotta No Tav.
Questo lunedì mattina le forze di polizia e digos di Torino hanno istituito massicci posti di blocco all’uscita del perimetro del Festival. Su tutte le strade verso Susa si è proceduto a fermi e identificazioni di massa.
Non a caso, in mattinata, sono giunti ai cantieri di Chiomonte Giorgia Meloni e il ministro degli Interni Piantedosi: “una passerella elettorale per rispondere alla grande manifestazione di massa di sabato e alla partecipazione di migliaia di giovani al Festival Alta Felicità”, ha sottolineato il movimento No Tav, che alle 14.30 di oggi ha chiamato una partecipata conferenza stampa per rispondere alle provocazioni di polizia e governo.
Ai nostri microfoni Nicoletta Dosio, storica compagna del movimento No Tav della Val di Susa.
Fuori dal dibattito politico di queste ore la Val di Susa e il suo popolo, che da 30 anni vede cantierizzata, militarizzata e devastata la propria terra:
“ci imputano la devastazione del cantiere di Chiomonte: ebbene la devastazione noi l'abbiamo trovata giorno dopo giorno su questo territorio. Il nostro dire no è no a quella devastazione che ha trasformato un luogo che era bello, era pieno di vita e bellezza, in un deserto di cemento, di strumenti di morte. Siamo tutti responsabili di quello che è accaduto a Chiomonte”
fa sapere l’ottantenne Guido Fissore, storico valsusino No Tav dalla conferenza stampa.
Decenni di speculazione senza che sia mai stato costruito un centimetro di Tav. L’entrata in funzione della Torino-Lione è slittato al 2034, come reso noto dalla stessa società costruttrice TELT, quella che nel frattempo si è intascata i milioni di fondi pubblici, speculando per anni sulla costruzione, e che soltanto pochi mesi fa aveva messo nel mirino il 2032 per la consegna dell’opera.
Il ritardo rispetto alle iniziali tabelle di marcia tocca così la soglia dei vent’anni. Ritardi strutturali e costi fuori controllo erano già stati evidenziati anche dalla Corte dei Conti Europea, lievitati del 127%. Dopo decenni di annunci, speculazione delle aziende costruttrici, la parte di Tav più impattante sul territorio italiano deve ancora cominciare.
Potete trovare su Radio Onda d’Urto l’articolo e audio completo della conferenza stampa di questo lunedì 27 luglio 2026 del Movimento No Tav, con gli interventi di Nicoletta Dosio e Guido Fissole del movimento No Tav, di Franco Olivero Fugera, consigliere comune di Giaglione e di Matilde dei Giovani No Tav.
Ad una settimana esatta dalla morte di Fakir a Bologna ieri, domenica, in migliaia hanno manifestato al Pilastro , quartiere teatro del violento intervento di polizia che lo ha ucciso, per chiedere ‘verità e giustizia’. Al corteo, organizzato da residenti, collettivi e attiviti, è intervenuta in collegamento telefonico da Casablanca anche la moglie di Fakir che ha ringraziato i partecipanti e ha chiesto che sia fatta giustizia.
Alla manifestazione aperta da un gruppo di giovani e lo striscione “Siamo tutti Fakir”, sventolavano bandiere di Marocco, Italia e Palestina. Prima di partire si sono inginocchati, alzano il pugno in aria e rievocano il gesto del Black Lives Matter utilizzato dopo l’omicidio di polizia negli USA di George Floyd.
Il corteo è terminato nel luogo dove è stato ucciso Fakir e proprio li’ è stata lasciata una targa in sua memoria. Non erano presenti i familiari del 42enne residenti a bologna che sempre ieri lo hanno voluto omaggiare con una cena di comunità durante la quale avevano ribadito la loro fiducia nella giustizia. La famiglia di Abderrahim Fakir ha lanciato una raccolta fondi per sostenere le spese legali, medico-legali e tecnico-scientifiche necessarie a seguire gli accertamenti sulla sua morte e l’eventuale procedimento giudiziario.
Prossimo appuntamento il 12 settembre a Bologna per un’assemblea nazionale di movimento.
PALESTINA - Violenze sempre più brutali di esercito e coloni israeliani in Palestina. Gli attacchi in Cisgiordania sono aumentati del 63% solo nella prima metà di quest’anno, 30 attacchi dei coloni israeliani contro case e abitanti palestinesi si registrano solo da venerdì scorso.
L’esercito israeliano ha oggi ordinato il sequestro di terreni della popolazione palestinese vicino a Ramallah; a Gerusalemme Est i coloni hanno stabilito un nuovo avamposto coloniale; a est di Qalqilya, i coloni israeliani, sotto la protezione dell’esercito, hanno iniziato a distruggere ampie aree coltivate. Una famiglia della città di Qaryut, a sud di Nablus, si stava recando in ospedale quando le forze occupanti israeliane hanno ostacolato il percorso dell’ambulanza sulla quale si trovavano, impedendogli di attraversare il posto di blocco militare. La donna ha perso il feto.
Dalle zone di Ramallah, gli aggiornamenti con il nostro collaboratore Fabian Odeh:
E poi c’è Gaza, devastata da 2 anni e 8 mesi di genocidio e bombe. Oggi tre pescatori palestinesi sono stati feriti nell’attacco con droni israeliani a largo della costa, mentre un palestinese è stato ucciso a seguito di un attacco israeliano a sud di Deir el-Balah. La guerra genocida israeliana ha ucciso almeno 73.329 palestinesi, tra cui 1.203 persone dal fittizio “cessate il fuoco” dello scorso ottobre, secondo le autorità sanitarie locali.
Sul fronte internazionale in Italia la Rete #NoBavaglio esprime forte preoccupazione e contrarietà rispetto al ddl sul cosideetto “contrasto all’antisemitismo” in commissione Affari costituzionali alla Camera che rischia di essere approvato nel silenzio generale senza alcuna possibilità d’intervento rispetto al testo licenziato dal Senato lo scorso marzo. Parlano di una sorta di ‘golpe estivo’ di prossima approvazione e ricordano che consiste in una censura sul genocidio in Palestina e sulle critiche al governo d’Israele che restringerà ancora di più lo spazio civico in Italia e comprometterà la libertà d’espressione e di dissenso.
L’intervista a Marino Bisso, della Rete #NoBavaglio.
Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
CRISI CLIMATICA - I vigili del fuoco hanno affrontato un’altra giornata di lotta contro i vasti incendi che stanno devastando le foreste di Francia e Spagna, con le previsioni di un’altra ondata di caldo nel sud-ovest della Francia che minacciano di aggravare la crisi. Oltre 325.000 persone sono fuggite dalle proprie case a causa di alcuni dei peggiori incendi boschivi nella storia dei due Paesi, che imperversano nel sud-ovest della Francia e nella Spagna centrale, vicino a Madrid. Le interviste a Lorenzo Tecleme giornalista indipendente esperto di questioni climatiche e ambientali e al giornalista e nostro collaboratore d'oltralpe Cesare Piccolo.
CAPORALATO - Gravissima intimidazione contro gli ispettori del lavoro impegnati nel contrasto al caporalato in provincia di Latina. Abbiamo raggiunto telefonicamente Marco Omizzolo, docente all’Università La Sapienza e presidente dell’Associazione Tempi Moderni.
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo per… trasformarlo.
27 Luglio 1993 - Tre Bombe mafiose esplodono a Milano e Roma:









