Omicidi sul lavoro: morto Massimiliano "Massi" Lauro, operaio bresciano e volontario della Festa
L'Iran riapre lo Stretto di Hormuz, gli Usa no I Milano Antifa: sabato mobilitazioni per la...remigrazione di fascisti e razzisti I Domenica staffetta radiofonica contro la censura del dissenso
Qui è FuoriOnda,
la newsletter quotidiana nei giorni feriali di Radio Onda d’Urto. A cura della redazione informativa, viene pubblicata non appena chiudiamo la porta della Radio, alle ore 20. Come tutte le email, tu la puoi leggere quando vuoi!
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare Radio Onda d’Urto in diretta.
OMICIDI SUL LAVORO - È morto di e sul lavoro Massimiliano Lauro, 46 anni di Gavardo (Brescia), durante un sopralluogo per futuri lavori di manutenzione a una canna fumaria, in un’abitazione privata del paese di Ospitaletto. È caduto dal tetto, da diversi metri d’altezza. Lascia 6 figli.
Massimiliano è stato a lungo volontario alla Festa di Radio Onda d’Urto, nello stand del Patchanka. Famosi i suoi zighinì etiopi, a sostegno delle spese legali di compagne e compagni del movimento bresciano. Anche negli ultimi anni non mancava mai di passare a ogni edizione della Festa, portando il suo supporto e il suo sorriso.
La comunità di Radio Onda d’Urto e della Festa di Radio Onda d’Urto si stringono attorno a compagni, amici, famigliari.
Si può fare visita a Massimiliano sabato 18 e domenica 19 aprile alla casa funeraria Domus di via Ugo Vaglia, 4 a Gavardo (ore 8-20). I funerali si terranno lunedì 20 aprile, alle ore 15.30, sempre a Gavardo, nella bassa Valle Sabbia bresciana.
Ciao Massi!
Nelle stesse ore dell’omicidio sul lavoro di Massimiliano, in Italia altre due persone hanno perso la vita in modo analogo. Un autotrasportatore di 54 anni, Ion Cristian Barbulescu, è deceduto nel rovesciamento della sua cisterna lungo l’A14 a Castel San Pietro Terme, Bologna, mentre in Veneto, per una caduta da un’impalcatura, ha perso la vita un operaio di 64 anni, nel depuratore di Casale, Vicenza.
A oggi, sono 270 gli omicidi di e sul lavoro in Italia accertati; in media, 5 omicidi ogni 48 ore. Una guerra, impunita e silenziata, che conta anche decine e decine di feriti gravi. L’ultimo caso, eclatante, è quello di Salerno, dove un bracciante agricolo di nazionalità indiana, 36 anni, è stato scaricato da persone al momento ignote davanti al Pronto Soccorso. Il bracciante ora è ricoverato in prognosi riservata; le gambe in cancrena per un’infezione, che compromette anche il fegato e i reni. Si ipotizza che possa derivare da un’esposizione, non protetta, a elementi chimici tossici utilizzati in agricoltura, dove il 36enne lavorava come bracciane.
IRAN, LIBANO & PALESTINA - L’Iran nel pomeriggio ha annunciato la riapertura totale alle navi civili dello Stretto di Hormuz; petrolio e gas in borsa crollano del 10%, le borse salgono, anche se Trump frena, sostenendo che “il nostro blocco resta in vigore, fino a una transizione al 100% con l’Iran”. Su questo Washington e Teheran potrebbero incontrarsi di nuovo nel fine settimana dopo il nulla di fatto in Pakistan.
Già oggi, a Parigi, il vertice dei “Volenterosi”, guidati da Francia e Gran Bretagna. La quarantina di Paesi al tavolo – compresi Italia, Cina e India – puntano a sminare loro lo Stretto, oltre a organizzare una missione militare per la riapertura senza pedaggi dello Stretto”, come detto dal premier britannico Starmer.
La Meloni, rientrata dalla finestra al vertice dopo la rottura con Trump, ha detto che “l’Italia offre unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare, come prevedono le norme costituzionali. È un impegno in linea con Aspides e Atalanta, per un’altra missione difensiva e solo a ostilità finite”. M5S e Avs chiedono vi sia però un mandato chiaro da parte dell’Onu, mentre Trump, sprezzante, intima “alla Nato di stare lontana da Hormuz; sono stati inutili nel momento del bisogno. L’Iran sta già sminando il braccio di mare con l’aiuto…degli Usa”.
LIBANO - La mossa iraniana su Hormuz segue il cessate il fuoco in Libano, 10 giorni, in vigore da giovedì sera. E’ il primo stop in un mese e mezzo di raid incessanti, via aria e via terra, di Israele. Un periodo durante il quale sono state ammazzate 2.294 persone, tra cui 177 minori e 100 tra sanitari e soccorritori. 7544 i feriti, oltre a 1 milione e 200 mila sfollati, oltre un quarto di tutti i residenti.
Oggi in Libano denunciate diverse violazioni alla tregua, con una vittima, un motociclista colpito dal cielo a Jint Jbeil, nel sud. A livello generale, però, al momento il cessate il fuoco, pur fragile, tiene, nonostante le provocazioni israeliane. Tel Aviv ha fatto sapere infatti che manterrà comunque l’occupazione di quella porzione di sud conquistata, a fatica, durante i duri scontri con Hezbollah.
Dal canto proprio il movimento sciita – escluso dai negoziati negli Usa - “prende atto della tregua” ma ricorda che “Israele ha una lunga storia di violazioni; basti pensare a quello che, in teoria, era già in vigore dal novembre 2024”, violato migliaia di volte da tank e caccia sionisti. A questo proposito, sempre Hezbollah fa sapere che terrà “il dito sul grilletto” nel caso Tel Aviv dovesse violare ancora la tregua, mentre migliaia di persone stanno provando a tornare a casa, o a quel che ne resta.
PALESTINA - Andiamo in Palestina, dove un’altra tregua in teoria sarebbe in vigore, da ottobre. E’ quella mai rispettata dall’esercito di occupazione israeliano nella Striscia di Gaza. Nelle ultime ore 2 i palestinesi morti; uno a est di Gaza City, vicino a un impianto di desanilizzazione, un altro a Beit Lahia, nel nord. Negli ultimi giorni, i raid israeliani sono tornati a intensificarsi sulla Striscia, al pari delle minacce di ripresa in grande stile del genocidio in corso da ottobre 2023 per mano israeliana.
Da Gaza alla Cisgiordania Occupata, dove non si contano le violenze quotidiane dell’occupazione contro i palestinesi. Un ferito grave a Salfit in uno dei tanti raid dei coloni fascisti, mentre l’esercito occupante ha rapito un’altra dozzina di persone tra Nablus e Gerusalemme. Secondo l’Anp, nelle carceri israeliane ci sono almeno 9.600 prigionieri palestinesi, la maggior parte dei quali in detenzione amministrativa, cioè senza accuse, mentre si moltiplicano gli abusi, come denunciato dai legali del più noto incarcerato palestinese, Marwan Barghouti. Oggi in Palestina è proprio la Giornata dei prigionieri politici, dedicata alla lotta nelle carceri israeliane. Iniziative di piazza in tutta la West Bank, ma pure in Europa e in Italia.
MILANO ANTIFA - Sabato 18 aprile, in piazza Duomo a Milano, il “Remigration Day” di Lega ed eurogruppo dei “Patrioti”. Ad opporsi alla calata nera della nazisteria di mezzo Continente, la Milano antifascista e antirazzista ha organizzato diverse iniziative coordinate tra loro, per circondare piazza Duomo.
Le piazze in calendario sono:
Ore 14, in piazza Tricolore, il concentramento della manifestazione “Antifa. Liberiamo Milano. Senza paura, contro fascismo, razzismo e sessismo” organizzata da diversi spazi sociali milanesi, tra cui Lambretta e Zam.
Ore 14 anche per il concentramento di piazza Lima per “Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano” organizzata da Cs Cantiere, Leoncavallo, Non Una Di Meno, altre realtà autorganizzate, associazionismo e partiti.
A piazza Lima arriverà anche il corteo del sabato della realtà palestinesi e solidali, come il Cs Vittoria, che partirà da piazza Argentina già alle ore 13.30.
La quarta piazza, invece, è “Specchio Riflesso – grande giocata improvvisata e letture in piazza” con appuntamento alle 14.30 in piazza Santo Stefano. E’ organizzata da Ape Milano, l’Associazione Proletari Escursionisti; questa sarà piazza statica, pensata anche per famiglie e bambini.
(QUALE) SICUREZZA? - Il Senato ha approvato il decreto legge sicurezza dopo 10 ore di discussione. Il decreto autoritario voluto dal governo Meloni passa ora alla Camera per la conversione in legge. I tempi sono stretti, l’esecutivo ha tempo solo fino al 25 aprile. L’opposizione ha presentato più di 1000 emendamenti in Commissione Affari Costituzionali e altrettanti in Aula per contestare le norme: dal fermo di polizia preventivo di 12 ore per impedire di manifestare al cosiddetto ‘scudo penale’ per gli agenti, dall’ulteriore, ennesima, stretta sulle persone migranti alla possibilità di utilizzare agenti “infiltrati” dentro le carceri contro le persone detenute in condizioni invivibili, fino all’ultima novità, un altro giro di vite proibizionista sulle droghe (su questo puoi ascoltare su Radio Onda d’Urto Leonardo Fiorentini, di Forum Droghe).
PADOVA - La carta bianca politica fornita dai continui pacchetti sicurezza incentiva e legittima gli abusi di potere. Ultimo caso a Padova, dove sono stati rimessi in libertà solo giovedì sera - dopo ore di udienza per direttissima - i 4 compagni del centro sociale Pedro di Padova aggrediti e arrestati dai carabinieri mercoledì sera mentre rincasavano in auto dopo un’assemblea antifascista verso il 25 Aprile.
Disposto, per loro, l’obbligo di dimora e di permanenza al domicilio tra le ore 22 e le ore 7. Ad attenderli, fuori dal Tribunale patavino, un folto presidio di compagne-i con lo striscione “No agli abusi di potere, tutte le compagne e i compagni liberi”. Stamattina, sempre a Padova, conferenza stampa con video e materiale inedito (disponibile qui) per denunciare gli abusi. Dalla conferenza stampa si parla di “episodio grave; quereliamo i carabinieri”. L’aggiornamento su Radio Onda d’Urto con Nando, compagno del Pedro di Padova.
41 BIS - Entro il 4 maggio dovrà essere essere discusso nuovamente il regime di 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Tra il 2022 e il 2023, grazie allo sciopero della fame di Alfredo Cospito e a una mobilitazione diffusa, per la prima volta nella storia recente si è parlato e si è messa in discussione l’effettiva umanità del regime di 41 bis.
Proprio oggi il Tribunale di Torino ha condannato 18 esponenti di area anarchica nel processo post corteo del marzo 2023 in solidarietà a Cospito. Inflitte condanne dai 5 anni e mezzo a 1 anno e mezzo. Escluso il reato di devastazione, ma accolto in primo grado il “concorso in minaccia a pubblico ufficiale”.
Per chiedere la fine del regime di detenzione in 41 bis per Alfredo Cospito e tutte-i, le realtà anarchiche hanno convocato una manifestazione sabato 18 aprile, ore 18, da piazza Immacolata a Roma. Su Radio Onda d’Urto l’aggiornamento con una solidale.
Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
L’appuntamento settimanale di critica dei fatti economici con Andrea Fumagalli
Alessandria: sabato 18 aprile corteo Si Cobas contro repressione e dl Sicurezza
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
17 aprile 1961: la tentata invasione Usa della Baia Dei Porci a Cuba.
CENSURA&DISSENSO - Prima di salutarci, vi ricordiamo la Staffetta Radiofonica che domenica 19 aprile unirà diverse Radio indipendenti, da nord a sud d’Italia: Onda d’Urto, Onda Rossa, Blackout, Ciroma e Città Fujiko
Si va in onda a partire dalle ore 9 e fino alle ore 14 di domenica, con un tam-tam di voci, interviste, dirette e approfondimenti a tema censura e dissenso. La staffetta radiofonica verrà diffusa in Fm e Dab dalle radio di Brescia, Roma, Torino, Cosenza e Bologna , ma attraverso lo streaming si potrà ascoltare da ogni angolo d’Italia (e fuori).
Tutte le informazioni e le motivazioni della Staffetta Radiofonica sono qui.









