Omicidi sul lavoro: strage infinita e impunita, da nord a sud
Iran - Usa: domani Vance in Pakistan, Teheran...forse I Milano: presidio dentro e fuori il Municipio contro il gemellaggio con Tel Aviv I 25 Aprile: gli speciali di Radio Onda d'Urto
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OMICIDI SUL LAVORO - Sono quasi 300 le persone (accertate) che hanno perso la vita di e sul lavoro in questo primo scorcio di 2026 in Italia. Almeno 5 di queste nella provincia di Brescia, dove domani - martedì, alle ore 14 - la Parrocchia di Gavardo ospita i funerali di Massimiliano Lauro, 45enne operaio deceduto alcuni giorni fa cadendo da un tetto che stava ispezionando a Ospitaletto. Massi, volontario e amico della Festa di Radio Onda d’Urto, lascia 6 figli. Per loro i famigliari, a partire dal fratello Marco, hanno lanciato una raccolta fondi online; gli estremi diretti per la donazione si trovano anche su radiondadurto.org o cliccando qui.
Nelle ultime ore la lista di chi ha perso la vita mentre cercava di sbarcare il lunario è lunghissima. Noi partiamo da Torino, dove ha perso la vita un rider di 32 anni, vittima di un incidente durante una consegna nella zona collinare di Torino. Il lavoratore, Adnan El Sayed, è stato trovato senza vita a Cavoretto da un passante.
Sempre a Torino presidio con conferenza stampa in Tribunale per il via al processo contro i responsabili di AF Logistics, che svolge i trasporti nella piattaforma GS di Rivalta, per il suicidio di un camionista. L’uomo, di 58 anni, si tolse la vita nel 2023, oppresso dai carichi di lavoro. La denuncia, da parte dei Si Cobas, è nata proprio per i “carichi di lavoro crescenti e spesso estenuanti nel mondo dell’autotrasporto. Aumenta la stanchezza, l’esasperazione e la difficoltà economica, rischiando non di rado di spingere in un angolo di disperazione e percezione di ingiustizia il lavoratore”.
Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza con Fabio, dei Si Cobas di Torino
Nelle stesse ore del processo torinese, altri due autotrasportatori hanno perso la vita. Un camionista di 55 anni è morto investito da un’auto sull’A1, a San Nicola La Strada (Caserta), nelle prime ore della protesta per il caro carburante. Il 55enne era sulla corsia libera, impegnato nel filtraggio dei tir, quando è stato travolto da una vettura, il cui conducente si è fermato ed è stato denunciato. Sospeso per lutto il blocco di Unatras e TrasportoUnito. Un altro autotrasportatore è invece morto in Abruzzo, dove un mezzo pesante è precipitato dal ponte della superstrada del Liri, nella Marsica abruzzese, facendo un volo nel vuoto di diversi metri.
In mare, infine, ritrovato il corpo del pescatore Enrico Piras, scomparso l’11 febbraio sulla costa orientale della Sardegna. Al momento del naufragio, causato dalle cattive condizioni del mare, il 63enne si trovava a bordo del motopeschereccio “Luigino”, insieme con il collega Antonio Lovicario e il comandante Antonio Morlè. Lovicario risulta essere l’unico superstite, mentre il corpo di Morlè non è ancora stato ritrovato.
MEDIO ORIENTE - Il vicepresidente Usa Jd Vance sarà a Islamabad, Pakistan, domani, con possibili negoziati Usa - Iran da mercoledì, giorno in cui scade il cessate il fuoco. “I colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che nessuno stia facendo giochetti”. Così Trump, aggiungendo la disponibilità a incontrare la leadership di Teheran, salvo poi minacciare: “senza accordo allora inizieranno a esplodere molte bombe”. Non è chiaro se in Pakistan arriverà la delegazione iraniana, nel timore che sia un’altra trappola per un nuovo attacco a sorpresa, come già a giugno 2025 e febbraio 2026. Intanto, secondo l’intelligence Usa, Teheran avrebbe recuperato fino al 70 per cento delle scorte di missili balistici prebelliche e il 60 per cento dei lanciatori.
Intanto oggi alta tensione nello Stretto di Hormuz, dove l’esercito Usa ha colpito una nave cargo iraniana, intercettata nel Golfo dell’Oman, assumendone il controllo. Rabbiosa la reazione di Teheran: “Gli Usa hanno violato il cessate il fuoco, reagiremo presto contro l’atto di pirateria”.
Su Radio Onda d’Urto le interviste a Gennaro Gervasio, docente di Storia dei paesi islamici all’Università di Roma Tre, e a Marco Magnano giornalista, analista di questioni internazionali e conoscitore del Medio Oriente.
LIBANO - Alla finestra, impegnato nel frattempo a incendiare l’intero Levante, c’è Israele, da dove Netanyahu minaccia: “non abbiamo ancora finito in Iran”. In Libano intanto Tel Aviv ha avvertito gli abitanti a sud del Libano di “sgomberare case e terre”, nel tentativo di costruire una cosiddetta “linea gialla”, come a Gaza. 55 i villaggi coinvolti per 500 km quadrati incamerati illegalmente, mentre da pochi giorni è in corso un cessate il fuoco che Israele continua a violare, anche oggi, con almeno 3 feriti nel sud. Hezbollah fa sapere che “abbatterà ogni linea gialla attraverso la resistenza”, per poi invitare il presidente libanese, il cristiano Aoun, a “rinunciare a nuovi colloqui con Tel Aviv”, previsti questo giovedì, ancora a Washington.
PALESTINA - Il progetto sionista della “Grande Israele” continua a consumarsi anche in Palestina. Numerose ruspe a Gerusalemme scortate dalle forze militari israeliane per radere al suolo case e terreni palestinesi nel quartiere al-Bustan; distrutte le condotte idriche a est di Tubas; a Hebron, Masafer Yatta e Beit Ummar i militari occupanti hanno rapito più di 50 palestinesi dopo aver fatto irruzione, saccheggiato e perquisito decine di case; feriti due giovani dai colpi di arma da fuoco sparati dall’Idf a Nablus e Jenin. Sono 11.885 le persone ferite, 1.151 quelle uccise dall’esercito occupante israealiano nella Cisgiordania Occupata, da quando è iniziato il genocidio di Israele a Gaza, nell’ottobre 2023.
Proprio nella Striscia di Gaza 2 morti e una trentina di feriti nelle ultime 24 ore, con il totale da ottobre 2023 che sale ufficialmente a 72.553 morti e 173mila feriti, più un numero indistinto di dispersi, nell’ordine delle migliaia. La gran parte della Striscia è infatti ancora una landa desolata di edifici distrutti, per ricostruire i quali serviranno “71,4 miliardi di dollari, mentre le persone ufficialmente sfollate sono poco meno di 2 milioni”. La stima, emerge dall’ultimo report, aggiornato a metà aprile e diffuso oggi da Unione Europea, Onu e Banca Mondiale
MILANO - Ancora Palestina, con la solidarietà internazionale. A Milano in corso un presidio per la cessazione del gemellaggio tra il capoluogo lombardo e Tel Aviv. L’appuntamento era di fronte al Municipio in occasione del consiglio comunale, ma la Questura ha spostato d’imperio la manifestazione in piazza Duomo, anche se dentro il Consiglio sono entrati diversi solidali con la Palestina. Tensione in aula e nella maggioranza di centrosinistra, con lo strappo di Europa Verde e Pd mentre il sindaco Sala frena sullo stop. Proprio i consiglieri comunali di Europa Verde si sono messi al centro dell'aula interrompendo la seduta, mostrando la bandiera della Palestina.
UE - A chiedere lo stop dei rapporti con Israele è oggi formalmente anche il premier spagnolo Sanchez, in vista del tavolo dei ministri degli Esteri, domani - martedì - al Consiglio Europeo. “È giunto il momento che l’Ue rescinda il proprio accordo di associazione con Israele. Non abbiamo nulla contro il popolo israeliano, anzi, è il contrario. Ma un governo che viola il diritto internazionale e, di conseguenza, i principi e i valori dell’Ue non può essere nostro partner. No alla guerra”. Frena però Kaja Kallas, alto rappresentante Ue per la politica estera: “alcuni Paesi membri hanno messo sul tavolo la sospensione totale dell’accordo, che richiede l’unanimità. Allo stesso tempo, abbiamo altre misure sul tavolo, alcune a sola maggioranza qualificata”.
POLITICA DI PALAZZO - In Italia il Partito della Rifondazione Comunista propone formalmente alle forze di opposizione del “campo largo” di costruire “un fronte costituzionale, democratico e antifascista per sconfiggere la destra alle prossime elezioni”, previste per il 2027. Il progetto è contenuto nel documento politico presentato dal segretario nazionale Maurizio Acerbo e approvato dal Comitato Nazionale che si è svolto il 12 aprile, ottenendo 89 sì e 80 no e generando un intenso dibattito dentro e fuori il PRC, a 20 anni ormai dalla rottura con il centrosinistra.
BULGARIA - Da ultimo andiamo in Bulgaria, dove stravince le elezioni l’ex presidente Rumen Radev. A scrutinio di fatto ultimato, la sua ‘Bulgaria Progressista’ ottiene una comoda maggioranza di almeno 130 seggi sui 240, forte di quasi il 45%. Radev, ex top gun e poi comandante dell’aeronautica militare, ha vinto con un programma incentrato sulla lotta alla pervasiva corruzione, le oligarchie e la mafia che condizionano la vita in Bulgaria, preda di una crisi economica aggravata da un’inflazione galoppante. A livello internazionale, è considerato uno dei meno favorevoli al supporto europeo all’Ucraina, contro la Russia.
Grandi sconfitti i conservatori del Gerb, da 10 anni al potere, che dimezzano i consensi e si fermano sotto il 14%. Altri 3 partiti entrano nel Parlamento di Sofia: i liberaldemocratici europeisti al 13%, il partito della minoranza turca, al 6,6% e i nazisti di “Rinascita”, crollati dal 14% al 4%. Peggio i Socialisti, al 3%, fuori, per la prima volta dal crollo dell’Urss e del Patto di Varsavia, dal Parlamento di Sofia.
Su Radio Onda d’Urto Francesco Martino, dell’Osservatorio Balcani-Caucaso
Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
Nuova giornata di “Strike Days” nel distretto tessile pratese con i Sudd Cobas.
Cambiare Rotta pubblica l’inchiesta “Tor Vergata gioca alla guerra”
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
20 aprile 1999: negli Usa il massacro alla Columbine High School.









