Padre di tre bambine "convocato" in Questura, permesso negato e deportato in due giorni
Un altro giorno di attacchi in Iran | Le pre-partenze della Global Sumud Flotilla | La situazione dei braccianti a Torretta Antonacci
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Con l’occasione delle festività di Pasqua e Pasquetta, ci sono delle piccole modifiche al nostro palinsesto. Restano le trasmissioni di sabato mattina e lunedì mattina (con palinsesto festivo, in questo caso), mentre sabato pomeriggio e lunedì pomeriggio ascolterete sulle nostre frequenze trasmissioni scelte tra il meglio andato in onda nelle scorse settimane. Resta l’appuntamento con la Cassetta degli Attrezzi, con una puntata inedita nella giornata di lunedì alle 18,45. La newsletter Fuorionda prende una piccolissima pausa: non uscirà lunedì, ci si rilegge martedì sera come sempre.
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Un uomo è stato deportato dalla Questura di Brescia verso il Pakistan per questioni burocratiche legate al rinnovo del permesso di soggiorno. Circa sette mesi fa aveva fatto domanda di conversione del permesso di soggiorno: all’inizio della settimana ha scritto una pec agli uffici immigrazione, e gli è stato risposto di presentarsi agli uffici di via Botticelli alle 8 del primo aprile, munito di ricevuta e di passaporto.
“Abbiamo aspettato per cinque ore senza che ci dicessero nulla, eravamo lì con due delle nostre tre figlie e all’improvviso sono entrati nella stanza dicendoci che mio marito sarebbe stato deportato“, ha raccontato in lacrime venerdì 3 aprile Uma, negli studi di Radio Onda d’Urto. “Lo hanno rinchiuso in una stanza, il giorno dopo lo hanno processato e oggi lo hanno deportato“.
“Le mie bambine sono in lacrime e vogliono rivedere il loro papà. Noi abbiamo una bancarella di abbigliamento”, ha continuato Uma, “e di solito mio marito apriva il banco mentre io portavo le bambine a scuola e all’asilo, poi lo raggiungevo per lavorare. Come posso fare tutto da sola? A chi lascio le bambine? Non c’è umanità. Dovrebbero prendere in considerazione le famiglie quando ci sono questi problemi burocratici, dirci che qualcosa non va e noi sistemiamo i documenti. Invece hanno deportato mio marito”.
MEDIORIENTE - La contraerea dell’esercito iraniano ha abbattuto un caccia F-15 Usa mentre sorvolava il centro del Paese. E’ il secondo aereo da guerra Usa abbattuto da fine febbraio; non è chiaro dove siano i 2 piloti, se catturati da Teheran o ancora in libertà, da qualche parte, in territorio iraniano. Fonti Usa dicono che un pilota è stato recuperato con operazioni ad hoc, durante le quali un elicottero Usa è stato a sua volta colpito da un proiettile della contraerea iraniana.
Nel frattempo Washington ha confermato l’attacco al centrale ponte B1, che collega Teheran alla vicina Karaj. “Dopo i ponti, toccherà alle centrali elettriche”, ha detto Trump che ha ribadito di voler “riportare l’Iran all’età della pietra”. Cosa che prova a fare pure Israele, con ondate continue di attacchi.
Già oggi in Iran i raid di Usa e Israele hanno già ucciso oltre 2mila persone, colpendo strutture militari, industrie – come quelle siderurgiche -, scuole, case, ponti, stazioni dei media, strade e anche gli ospedali.
Bombe continue, quindi, sull’Iran, senza che questo intacchi particolarmente le capacità militari del Paese. “I Pasdaran”, dice l’intelligence Usa, “dopo un mese di guerra hanno infatti ancora a disposizione almeno la metà dei lanciatori di missili e migliaia di droni”. E li usano: nuova ondata oggi verso Israele, il Kuwait - incendio in una raffineria – e a obiettivi militari e infrastrutturali Usa in Qatar, Emirati Arabi, Giordania, Arabia Saudita e Bahrein. Una situazione pesantissima e sempre più pericolosa, tanto che per la prima volta il russo Putin e il turco Erdogan hanno diffuso un appello per “un immediato cessate il fuoco”.
Replica indiretta di Trump: al Congresso presentato un bilancio della difesa record di 1.500 miliardi di dollari per il 2027, il più ampio incremento dalla Seconda Guerra Mondiale. Tale richiesta include circa 200 miliardi di dollari in finanziamenti aggiuntivi a sostegno dell’aggressione all’Iran assieme a Israele. Ennio Remondino, già inviato di guerra per la Rai e ora di remocontro.it
Proprio Israele porta avanti il genocidio in Palestina. Nelle ultime ore colpi d’artiglieria sulla Striscia di Gaza, con almeno 1 vittima nelle ultime 24 pre, mentre freddo e maltempo hanno nuovamente mandato sott’acqua le tende lacere in cui vivono milioni di palestinesi. Aggressioni, violenze, furto di terre in Cisgiordania occupata, in particolare oggi attorno a Jenin. Sempre più vicina, intanto, la partenza di una nuova Global Sumud Flotilla per raggiungere le coste palestinesi, rompere l’assedio illegale che Israele impone a Gaza e portare aiuti umanitari. In partenza anche imbarcazioni, attiviste e attivisti dall’Italia, in queste ore in partenza da diversi porti, come Ancona e Bari, in direzione Sicilia. Ne abbiamo parlato ai microfoni di Radio Onda d’Urto con Teo di Gaza Free Style e Anna Irma Battino dei Centri Sociali del Nord Est.
Infine il Libano. Ieri un razzo ha colpito la base della missione Unifil dove si trovano anche militari italiani Oggi un altro attacco, israeliano, ha ferito tre soldati delle Nazioni Unite, indonesiani. 2 sono gravi. Nel Paese dei cedri ancora bombardamenti su tutto il territorio, mentre nel sud si combatte: Tel Aviv tenta di annettere il territorio fino al fiume Litani, 30 km di profondità, mentre Hezbollah resiste provocando perdite di uomini e mezzi agli israeliani, che con i raid hanno fatto 27 vittime in 24 ore, con il totale dal 2 marzo salito a 1.368.. Da Beirut David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per
LAVORO - Prosegue la lotta di precari e precarie dei musei di Firenze, che questa mattina, venerdì 3 aprile dopo più di due mesi di attesa, hanno ottenuto la convocazione di un tavolo con la Regione, dopo un blitz fin dentro il palazzo della giunta della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze. “Il tavolo non basta – dice Valentina di Sudd Cobas ai microfoni di Radio Onda d’Urto – perché non saranno coinvolte le aziende. Si tratta di un tavolo preliminare per iniziare a parlare di una soluzione per il rientro al lavoro delle persone rimaste a casa. Noi chiediamo il rientro al lavoro con contratti indeterminati, ma abbiamo bisogno che a questo tavolo insieme alla regione si siedano anche le aziende coinvolte”. Ascolta l’intervista e leggi l’articolo.
Le baracche dove vivono centinaia di braccianti a Torretta Antonacci, nella zona di San Severo (Foggia), sono sommerse da acqua e fango, rimaste isolate per diverse ore, con strade impraticabili. Un comunicato del sindacato di base USB nella serata di giovedì ha lanciato l’allarme: “Le baracche dell’insediamento informale e i container della limitrofa foresteria regionale per i lavoratori agricoli sono sommersi. L’unica strada di collegamento con il sito è completamente impraticabile, trasformata in un fiume di fango: Torretta Antonacci è di fatto isolata, irraggiungibile, senza qualsiasi forma di soccorso e aiuto”.
Quella che si sta vivendo in questi giorni non è semplicemente causa del meteo disastroso. “Non si tratta di una calamità naturale imprevedibile. Si tratta di una catastrofe politica annunciata, voluta, perpetuata”, ha scritto USB nel suo comunicato. “Ricordiamolo con chiarezza: per il superamento dei ghetti della Capitanata – Torretta Antonacci compresa – erano stati stanziati oltre 100 milioni di euro. Cento milioni. Fondi pubblici destinati a restituire un minimo di dignità abitativa a chi vive in condizioni che l’Europa del 2026 non dovrebbe nemmeno poter concepire”. Invece, dato che i progetti non sono nemmeno cominciati, dopo la fine di giugno quei soldi dovranno essere restituiti.
Oggi sulle nostre frequenze anche:
La Corte Penale Internazionale ha annunciato la decisione di deferire l’Italia per “inadempienza a una richiesta di cooperazione” in riferimento al caso di Osama Almasri, il generale e torturatore libico arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, liberato il 21 e “accompagnato” in Libia con un volo di Stato, nonostante fosse ricercato dall’Aja per crimini di guerra e contro l’umanità. Le interviste a Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans e al giornalista Mario Di Vito
La rubrica di Analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. Leggi e ascolta
L’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan è stata fermata ieri con l’accusa di apologia del terrorismo, per un tweet che citava le parole di Kōzō Okamoto, ex membro dell’Armata Rossa Giapponese, che nel 1972 partecipò all’assalto contro l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Da Lille, Vladimir Nieddù, de La France Insoumise e Movimento popolare per la salute. Ascolta o scarica
Ho ucciso l’angelo del focolare - Viene affrontato il tema della crisi dell’identità maschile alla luce della diffusione di fenomeni subculturali come gli Incel, l’antifemminismo e la misoginia che li accompagna. Ne abbiamo parlato con Manolo Farci, professore associato di Studi culturali e di genere all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e autore del recente libro Quel che resta degli uomini. Sulla mascolinità edito da Nottetempo edizioni (2025). Ascolta la trasmissione.
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
3 Aprile 1968 Ultimo discorso di Martin Luther King prima di essere assassinato






