Palestina: sabato la manifestazione al Lido di Venezia, domenica parte la Global Sumud Flotilla
Incursione a Nablus, decine di feriti dall'esercito israeliano | 19 anni fa L'omicidio fascista di Renato Biagetti | Le corrispondenze dalla Mostra del Cinema
Buonasera,
Qui è FuoriOnda, la newsletter quotidiana nei giorni feriali di Radio Onda d’Urto.
A cura della redazione informativa, viene pubblicata non appena chiudiamo la porta della Radio alle 20: come tutte le email, tu la puoi leggere quando vuoi!
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare Radio Onda d’Urto in diretta!
VENEZIA - Sabato al Lido di Venezia, mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla Mostra internazionale del cinema, arriva la manifestazione “Stop al genocidio – Palestina libera”. Oggi le realtà promotrici hanno voluto ribadire la necessità di puntare i riflettori sul genocidio in corso a Gaza e sulla complicità dei governi occidentali.
A Gaza non si è di fronte a una generica “guerra”, ma a un genocidio deliberato. «Israele sta annientando Gaza e la Palestina: ogni limite di umanità e di diritto internazionale è stato superato» si legge nell’appello. Allo stesso tempo, in Cisgiordania continua il regime di apartheid e la violenza dei coloni armati, in una strategia di pulizia etnica che prosegue da anni. Leggi l’articolo sul sito di Radio Onda d’Urto e ascolta gli audio della conferenza stampa di lancio della manifestazione.
Oggi l’esercito di occupazione israeliano ha condotto una lunga incursione a Nablus, in Cisgiordania, che ha visto il dispiegamento di veicoli blindati, droni e cecchini. L’attacco militare, durato più di dieci ore, ha causato almeno 80 feriti tra la popolazione locale, mentre in altre aree della Cisgiordania, come Ramallah, sono stati registrati scontri tra l’esercito israeliano e i palestinesi. Gli obiettivi dichiarati da Tel Aviv continuano a essere la ricerca di presunti membri della resistenza palestinese, ma le operazioni hanno spesso coinvolto anche civili, con danni materiali e un incremento dei feriti. L’aggiornamento e l’analisi della situazione in Cisgiordania di Fabian Odeh, cittadino italo-palestinese che vive a Brescia. Ascolta o scarica.
Si appresta anche a salpare la Global Sumud Flotilla, con iniziative di solidarietà in tutta Italia. In provincia di Sondrio presidi quotidiani a sostegno. A Genova, raccolte oltre 40 tonnellate di aiuti in un’azione congiunta di Calp e Music for Peace: si potrebbero superare entro sabato le 70 tonnellate di aiuti. Sentiamo l’intervista con Stefano Rebora, fondatore di Music for Peace
TREVISO - Danilo Riahi era arrivato in Italia attraverso il mar Mediterraneo da circa un anno. Il 9 agosto è stato arrestato dopo essere fuggito dalla polizia, in seguito a vari tentativi di furto a Vicenza. Immobilizzato col taser, viene portato nel carcere per i minorenni di Treviso. Il giovane tunisino è morto all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso il 13 agosto. Secondo le autorità avrebbe tentato il suicidio.
L’ultimo suicidio in un carcere minorile risale al 2003. Mentre era ancora in fin di vita, il Questore di Vicenza, in conferenza stampa, aveva elogiato il “lavoro encomiabile” degli agenti.
Alla versione ufficiale non credono però attiviste e attivisti del Collettivo Rotte Balcaniche, del centro sociale Django e del centro sociale Arcadia: “come mai è stato portato in un carcere minorile invece che in un ospedale? È stato visitato dopo essere stato colpito con il taser? Cosa (non) è stato fatto per accertarne le condizioni di salute psico-fisica prima di rinchiuderlo in un carcere? Per quanto tempo è stato privo di sorveglianza mentre tentava il suicidio?”.
Per chiedere risposte, è stato indetto un presidio per la serata di giovedì 28 agosto, alle ore 19, fuori dal carcere di Treviso in via Santa Bona Nuova.
La storia di Danilo è simile a quella di altre persone con un background migratorio che vivono nelle città italiane, dicono dal Collettivo Rotte Balcaniche. Ragazzi che vengono continuamente “stigmatizzati ed etichettati come pericolosi, delinquenti, maranza”, giustificando così la “militarizzazione della vita sociale” e delle città. Danilo come Ramy, Moussa, Wissem, “vittime del razzismo di stato, della violenza della polizia, delle carceri, dei CPR”.
Ci raccontano la vicenda e invitano al presidio di domani, Giovanni e Aladin del Collettivo Rotte Balcaniche. Ascolta o scarica
… e ancora ai microfoni di Radio Onda d’Urto:
Le corrispondenze della redazione culturale di Radio Onda d’Urto dalla Mostra internazionale dell’arte cinematografica di Venezia
Inchiesta della procura di Siracusa per gli spari contro la Ocean Viking
In Francia grandi manifestazioni attese per il 10 settembre, al grido di Blocchiamo Tutto. La corrispondenza con Vladimir Nieddu, membro del movimento popolare per la salute e de la France Insoumise
19 anni fa l’omicidio fascista di Renato Biagetti. Tra il 4 e il 6 settembre nuova edizione di “Renoize”, ne abbiamo parlato con Cristiana di Acrobax
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
27 agosto 1979 L'Ira colpisce due volte