Pericolosi ultimatum di Trump all'Iran
Informativa di Crosetto sull'uso delle basi statunitensi in Italia, Mazzeo: "cieca obbedienza" | Global Sumud Flotilla: prime barche verso la Sicilia e, poi, alla volta di Gaza | Ancora stragi in mare
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IRAN - Iniziamo la newsletter di questa sera dall’Iran, dove la guerra imperialista portata avanti da Stati Uniti e Israele entra in una nuova - pericolosa - fase.
Sul fronte della guerra effettiva, sin dall’alba di questa mattina si sono verificate nuove violente esplosioni nella capitale, Teheran. Pioggia di bombe anche sull’isola petrolifera di Kharg, nello stretto di Hormuz. Colpite aziende petrolchimiche in Iran, e pure case residenziali, edifici di telecomunicazioni, strutture sanitarie, aeroporti e ponti ferroviari. Almeno 35 le vittime nelle ultime ore. Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare “catene umane” intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani.
Dall’altro lato, il Corpo dei Guardiani della rivoluzione hanno affermato di aver lanciato attacchi di rappresaglia contro aziende statunitensi operanti in Arabia Saudita e contro Israele. In Iraq, nel frattempo, è stata rilasciata la giornalista statunitense Shelly Kittleson dopo una settimana di prigionia nelle mani di Kaitab Hezbollah. Il King Fahd Causeway, un ponte strategico che collega l’Arabia Saudita al Bahrein, è stato chiuso al traffico.
Lato diplomatico. L’ambasciatore iraniano in Pakistan ha dichiarato che gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra hanno raggiunto una fase “critica”. L’Iran aveva respinto i piani proposti dagli Usa per una tregua di 45 giorni, avanzando una controproposta in dieci punti che dia garanzie sulla fine effettiva della guerra. E poi, a peggiorare il quadro, è arrivata l’ultima, pericolosa, minaccia di Trump nelle ore che precedono la scadenza dell’ultimatum: “Un’intera civiltà morirà stanotte”, ha detto il tycoon.
ENERGIE - E poi ci sono le conseguenze indirette della guerra energetica. La navigazione commerciale nello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele, è quasi azzerata. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha definito questa la più grande interruzione di offerta nella storia del mercato petrolifero globale.
Non esistono, dunque, garanzie sulla disponibilità di carburante per aerei oltre il breve termine e le aziende stanno già valutando scenari alternativi, inclusi tagli ai voli, in particolare verso l’Asia, dove il rifornimento dipende in larga parte dalle rotte energetiche del Golfo. Il timore principale riguarda non solo l’aumento dei costi, ma anche la possibilità concreta di una riduzione dell’offerta.
In Italia i primi segnali sono arrivati in quattro scali: Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia. Ai nostri microfoni Antonio Amoroso Cub trasporti.
Per far fronte alla crisi energetica, i padroni delle ferriere mandano gli operai in fonderia anche nei giorni festivi. Nel Bresciano le più importanti acciaierie non hanno fermato la produzione nelle giornate di domenica e lunedì – cioè Pasqua e Pasquetta – per usufruire di energia elettrica scontata per via del surplus da fotovoltaico di questo periodo e risparmiare, così, sui costi. A farne le spese i lavoratori che – in cambio, ovviamente, del pagamento degli straordinari – hanno trascorso in fabbrica i giorni festivi invece che con la famiglia o gli amici.
Il commento di Maurizio Oreggia, segretario Fiom-Cgil di Brescia.
ITALIA - Informativa del ministro della Difesa Crosetto martedì pomeriggio alla Camera sull'uso delle basi militari americane in Italia, dopo il presunto stop a Sigonella per i caccia bombardieri statunitensi diretti in Iran.
Crosetto rassicura: “rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l'Iran”, ha detto, senza menzionare i costi del riarmo italiano, in una fase di forte accelerazione. Il costo sfonda i 73 miliardi di euro, superando di circa 4 volte l’ultima legge di bilancio, come ha sottolineato l’osservatorio Milex.
PALESTINA - Le mire imperialiste di Israele sulla Palestina non si sono mai fermate, nemmeno durante la guerra israelo-statunitense all’Iran.
Il genocidio a Gaza, così come l’occupazione illegale di terre nella Cisgiordania occupata, continua. Nella West Bank esercito e coloni israeliani portano avanti violenze quotidiane contro la popolazione palestinese. Solo oggi arrestate 8 persone a Nablus e 5 persone a Hebron, tra cui un bambino. I coloni hanno assaltato il santuario di Deir Ammar, a sud-ovest di Ramallah e i villaggi palestinesi di Masliya e Raba a sud di Jenin, e la città di Zababdeh, dove hanno vandalizzato proprietà palestinesi.
Sul lato della solidarietà internazionale alla Palestina e al suo popolo, sono salpate da Bari oggi, martedì 7 aprile, le due imbarcazioni della Global Sumud Flotilla gestite da realtà e spazi sociali. Le due imbarcazioni – con a bordo compagne e compagni di Gaza Freestyle, Centri Sociali del Nord Est, Municipi Sociali di Bologna, Spazi Sociali Astra e Brancaleone di Roma – raggiungeranno la Sicilia dove, insieme alle altre barche italiane, si uniranno alle altre imbarcazioni della Flotilla provenienti da Francia e Spagna per poi salpare verso Gaza entro il 25 aprile.
MIGRANTI - Restiamo nel Mediterraneo. Ancora stragi di migranti in mare. Domenica la Guardia costiera ha raccolto 32 persone alla deriva dopo che il barcone sul quale viaggiavano si è ribaltato in acqua. Le persone soccorse hanno riferito che insieme a loro ne viaggiavano almeno altre 80, che risultano dunque disperse. Secondo l’Oim, Organizzazione internazionale delle migrazioni, sono almeno 683 le persone morte o disperse sulla rotta del Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno al 4 aprile.
In questi giorni nel Mediterraneo centrale c’è la nave Life Support di Emergency. Abbiamo parlato della situazione nel Mediterraneo Centrale con Anabel Montes Mier, responsabile delle operazioni di ricerca e soccorso di Emergency.
Ancora migranti, andando in Trentino-Alto Adige. Questo martedì 7 aprile a Bolzano, in piazza del municipio, si è svolto un presidio contro la chiusura dei dormitori in seguito alla fine della cosiddetta “emergenza freddo”. Tante città compiono la stessa scelta, con il risultato che migliaia di persone, molte delle quali di origine migrante, si ritroveranno in strada. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Matteo di Bozen Solidale.
Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
Il 7 aprile 2026, ricorre il 50° anniversario dell’assassinio del compagno Mario Salvi, detto “Gufo”, giovane proletario di 20 anni attivo nell’autonomia romana. Il ricordo di Vincenzo Miliucci dell’Archivio dei movimenti romani e Confederazione Cobas, all’epoca dell’Autonomia Operaia di via dei Volsci
Il 7 aprile è anche la Giornata internazionale per il diritto alla salute, quello negato per milioni di persone nel mondo. E’ per questo che Medicina Democratica organizza una mobilitazione in tutta la Lombardia per difendere il diritto alla cura e rilanciare la sanità pubblica. L’intervista a Marco Caldiroli presidente di Medicina Democratica
Diritto allo sciopero negato. E’ il caso del sindacato di classe Si Cobas e del settore logistica che nella mattinata di oggi hanno indetto una conferenza stampa di denuncia a seguito della decisione presa dalla Commisione di Garanzia per questo settore. Ne parliamo con Eddy del Si Cobas di Napoli
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
7 aprile 1979 - Arresti di decine di esponenti di Autonomia Operaia:









