Quattro braccianti bruciati vivi per aver "osato" chiedere di essere pagati
Era sfruttati nella raccolta delle fragole tra Calabria e Basilicata | Alta tensione nel Golfo, notte di attacchi statunitensi all'Iran mentre Israele continua i raid su Libano e Palestina
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LAVORO - Sono stati bruciati vivi per “punizione” i 4 braccianti, 3 afghani e 1 pakistano, uccisi lunedì 1 giugno 2026 ad Amendolara, in Calabria, sfruttati nella raccolta delle fragole, nella vicina Basilicata. I caporali che li sfruttavano, per conto di un sistema di sfruttamento che mescola criminalità organizzata, aziende “legali” e grande distribuzione organizzata, hanno bloccato le portiere del minivan dall’esterno, gettato benzina e dato fuoco al veicolo, uccidendo così i 4 lavoratori, tra i 19 e i 29 anni, che volevano essere pagati per il loro lavoro, nei campi di fragole della vicina Basilicata. S
Sono morti così Ullah Ismat Qiemi, Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani e Safi Iayjad, braccianti agricoli. Per la strage fermati 2 cittadini pakistani, i loro caporali.
Un solo sopravvissuto, un bracciante afghano che viveva con le vittime a Villapiana, riuscito a fuggire rompendo un finestrino a testate e scappare dal bagagliaio. L’uomo ha riferito che i fermati, caporali, accusati di omicidio volontario plurimo, minacciavano lui e gli altri con coltelli e pistole per farli lavorare senza pagarli: ‘Ci davano cibo e casa, ma non i soldi. Anzi: i caporali pretendevano anche 5 euro per il trasporto da Villapiana alle campagne nei quali dovevamo raccogliere la frutta”, nell’area agricola di Scanzano Jonico.
Ai nostri microfoni i commenti di
Silvio Messinetti, giornalista calabrese e collaboratore de Il Manifesto
Sara Manisera, autrice del libro “Racconti di schiavitù e lotta nelle campagne” e reporter
Sul fronte lavoro (e sfruttamento) oggi Radio Onda d’Urto ha anche approfondito
Presidio dei sindacati confederali a Milano sotto il nuovo Consolato Usa (in foto l’inaugurazione con Moratti e Fontana), che impiegava centinaia di lavoratori pagati...2 euro all’ora. “il caso del Consolato rappresenta solo la punta dell’iceberg dello sfruttamento lavorativo”, spiega Luca Stanzione, segretario metropolitano della Camera del Lavoro di Milano, ai microfoni di Radio Onda d’Urto.
Ancora dalla città metropolitana di Milano. Continua la lotta di lavoratori e lavoratrici Electrolux, minacciati dal licenziamento di circa 1.700 lavoratori sui 4.500 in Italia. Giovedì 4 giugno alle ore 20,45 nel comune milanese di Solaro lavoratori e istituzioni parteciperanno a un’assemblea pubblica per protestare il licenziamento di 615 dipendenti dello stabilimento locale della multinazionale. "Noi chiediamo oggi il contributo di tutti a questa vertenza, crediamo che sia messo in discussione il permanere della manifattura nel nostro Paese", ha dichiarato ai microfoni di Radio Onda d’Urto Andrea Torti, della segreteria della FIOM CGIL di Milano.
MEDIO ORIENTE - Guerra imperialista di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. I conflitto che per Trump doveva durate 4-5 settimane, è arrivato oggi al suo 96esimo giorno e si è esteso nuovamente alla regione del Golfo, con entrambe le parti che denunciano aggressioni e azioni militari.
Nella notte attacchi statunitensi all’isola iraniana di Qeshm e contro una petroliera nel Golfo. L’Iran reagisce con missili e droni contro un’altra imbarcazione “legata ad americani e sionisti” e soprattutto prendendo di mira il Kuwait (qui si registra 1 morto e diversi feriti, chiuso l’aeroporto internazionale) e il Bahrein, due roccaforti Usa nella regione.
Lo scontro in corso in Iran segue di poche ore la telefonata Trump-Netanyahu sul Libano. Il tycoon avrebbe definito Bibi ‘un pazzo’ gridandogli, ‘saresti in prigione senza di me, ti odiano tutti’, imponendogli – per ora – di sospendere il paventato attacco via terra israeliano su Beirut, che avrebbe provocato la reazione militare iraniana su larga scala. L’intervista a Mattia Diletti, americanista e docente a La Sapienza di Roma.
Niente carri armati israeliani dentro Beirut almeno per il momento, ma Tel Aviv continua l’aggressione: un drone israeliano ha colpito un veicolo nella periferia di Beirut; mentre nel sud infuriano raid contro Blat e Dibbine, città del Libano meridionale. Attacchi anche contro la città millenaria di Tiro, dove Israele ha ucciso due paramedici in un attentato contro un’ambulanza; almeno 48 le persone uccise nelle ultime 24 ore in Libano. Oltre 3500 le persone libanesi uccise in 3 mesi di invasione israeliana. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la corrispondenza e l’analisi di Pasquale Porciello, giornalista italiano da anni a Beirut, corrispondente de Il Manifesto.
UCRAINA - Dal conflitto in Medio Oriente a quello alle porte dell’Europa. La guerra tra Mosca e Kiev, in corso ormai da quattro anni, registra una nuova e sanguinosa escalation: negli ultimi giorni missili e droni russi hanno colpito Kiev e Dnipro, uccidendo almeno 22 persone e provocando 120 feriti. La risposta ucraina non si è fatta attendere: raid su Donetsk hanno causato 7 vittime e 11 feriti, mentre altri droni hanno colpito un terminal petrolifero a San Pietroburgo e alcune navi nel porto di Kronstadt, proprio nel giorno di apertura del Forum Economico Internazionale alla presenza del presidente Vladimir Putin.
Da oltre 48 ore, centinaia di attacchi vengono lanciati da entrambe le parti. A pagare il prezzo più alto, ancora una volta, sono i civili. Tra le organizzazioni attive nel territorio c’è anche Operazione Colomba che, dopo aver operato a Leopoli, Odessa e Mykolaiv, oggi è attiva a Kherson, una delle città più esposte ai bombardamenti.
“Il clima è di mancanza di speranza nel futuro. È una guerra che è diventata quotidianità” racconta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Alberto Capannini, di Operazione Colomba.
Contro il boom di risorse per il riarmo, guerre, testate nucleari e genocidio si terrà sabato ad Aviano (Pordenone) una manifestazione davanti alla base militare, uno dei principali siti NATO in Europa per lo stoccaggio di armi nucleari statunitensi. Almeno 50 le testate nucleari presenti. ANPI Regionale FVG con CGIL, Tavolo della Pace, Global Sumud Flotilla, Rete italiana Donne in Nero assieme a numerose altre realtà locali e nazionali tra cui i Centri sociali del nord-est dà appuntamento alle 15 di sabato in piazza Duomo ad Aviano. Ce ne parla Ruggero del CS Django di Treviso.
Oggi, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, trovi anche:
FLOTILLA - A una settimana dal fermo dei dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy in Libia orientale, tra cui i cittadini italiani Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, arriva oggi l’informazione della continuazione della custodia cautelare in carcere fino alla prossima udienza. Gli aggiornamenti qui;
BRESCIA - Sabato 6 e domenica 7 giugno 2026 “Jammin’ Around vol. 3” al Csa Magazzino 47 di via Industriale, 10 a Brescia. Il programma su Radio Onda d’Urto;
ALBANIA - Si allarga la protesta contro il mega resort di lusso di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. Il progetto minaccia l’area protetta di Vjosa-Narta. Le ruspe sono già al lavoro e la piazza, composta principalmente da giovani generazioni e movimenti ambientalisti, chiede lo stop ai cantieri e le dimissioni del primo ministro Edi Rama. L’intervista a Alfred Bushi di Lëvizja Bashkë parte del movimento di protesta.
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
3 Giugno 1944 - Inizia la liberazione di Roma :
Prossimo appuntamento con Maggio con la Radio questa domenica 7 giugno! Tutte le informazioni qui










