Ramy Elgaml: la procura chiede il processo per sette carabinieri
Antifascismo: l'Italia ostaggio dei fascisti | Palestina: l'appello dell’International Soldarity Movement e le partenze della Flotilla | Guerra globale: l'analisi di Martino Mazzonis
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GIUSTIZIA PER RAMY - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale con “eccesso colposo nell’adempimento del dovere” del carabiniere alla guida della volante che, la notte del 24 novembre 2024, urtò lo scooter sul quale viaggiavano Ramy Elgaml, poi deceduto, e l’amico Fares Bouzidi, dopo averlo inseguito per 8 lunghissimi chilometri, fino a viale Ripamonti.
I pm hanno chiesto il processo, per concorso in omicidio stradale, anche per Fares Bouzidi – che guidava lo scooter – e per altri sei militari accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d’arresto dell’amico di Ramy.
“Il depistaggio aggrava il quadro – commenta su Radio Onda d’Urto il giornalista Nello Trocchia – perché conferma che ogni qualvolta pezzi di Stato commettono degli illeciti, o delle violazioni, c’è chi non va lì a ricostruire la verità ma a coprire e blindare nel silenzio e nell’omertà quanto accaduto… e questo è gravissimo”. “Perché non succeda più - aggiunge - dovremmo cominciare a occuparci di formazione delle forze dell’ordine, e anche di un cambio culturale rispetto all’approccio a vicende come queste”.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Nello Trocchia, giornalista del quotidiano Il Domani, per il quale segue la vicenda della morte di Ramy Elgaml
Di seguito un estratto dalle sue valutazioni.
ANTIFASCISMO - Rimaniamo in Italia, perché la giunta comunale di destra di Orzinuovi (BS) ha respinto la richiesta dell’Anpi provinciale di togliere l’autorizzazione al gazebo dei fascisti di Forza Nuova, in calendario nella mattinata di sabato 11 aprile proprio sotto il Municipio, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele II.
Per l’Assemblea Permanente Antifascista di Brescia:
“la sindaca Laura Magli ha motivato la propria stupefacente decisione affermando di muoversi nel perimetro della legalità e del pluralismo. Che Forza Nuova sia un’organizzazione dichiaratamente fascista nota per le proprie ricorrenti azioni squadristiche, compresa l’aggressione e la devastazione della sede nazionale della Cgil avvenuta il 9 ottobre del 2021 e costata agli 8 caporioni che l’hanno guidata pene fra 4 e 6 anni, per la sindaca di Orzinuovi non è un problema. Per lei pluralismo significa che fascismo e antifascismo hanno pari dignità e legittimità: un’idea vale l’altra. E la Costituzione? E le leggi Scelba e Mancino? Semplicemente non pervenute”.
La vicenda di Orzinuovi dovrebbe finire ora anche in Parlamento, visto che il deputato Avs, Marco Grimaldi, ha presentato un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno, Piantedosi, chiedendo l’intervento del Viminale “per vietare che si promuovano odio e intolleranza da parte di un movimento che si ispira al fascismo”.
Su Radio Onda d’Urto, l’intervista a Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi Sinistra. Di seguito un estratto del suo discorso.
Nell’intervista, Grimaldi parla anche della sospensione comminata a 32 suoi colleghi, deputati e senatori che il 30 gennaio 2026 avevano occupato la sala stampa della Camera per impedire la conferenza stampa di altri neofascisti, quelli del “comitato” sulla cosiddetta remigrazione, ossia la deportazione di tutti i migranti presenti in Italia.
Sul tema, abbiamo raccolto anche il commento di Gilda Sportiello, del M5S, tra le deputate sospese.
PALESTINA - Una delegazione di Hamas è a Il Cairo per denunciare le “flagranti violazioni” da parte di Israele nell’attuazione del cessate il fuoco di ottobre; da allora Israele ha ammazzato 714 palestinesi (l’ultimo oggi, a Khan Younis), compiendo inoltre una “rioccupazione” di aree di Gaza vicino alla cosiddetta “linea gialla”, la linea immaginaria e arbitraria occupata da Israele.
Sul piatto dell’incontro a Il Cairo - il primo da mesi di così alto livello - anche la Cisgiordania occupata. Le fazioni palestinesi denunciano la situazione a Gerusalemme, con le restrizioni all’accesso alla moschea di Al-Aqsa e il divieto di culto, e la recente legga approvata dalla Knesset con pena di morte solo per i prigionieri palestinesi; legge condannata anche dalla Lega Araba e persino dall’Anp, mentre sono decine anche oggi i raid di coloni ed esercito in tutta la West Bank.
Inoltre, secondo il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, nuovi piani urbanistici come il progetto “Shami Neighborhood” mirano a rafforzare ulteriormente il controllo israeliano su Gerusalemme.
Ed è in questo contesto che dalla Cisgiordania occupata arriva un nuovo appello alla comunità internazionale: presenza, ascolto e solidarietà concreta. A rilanciarlo sono attiviste e attivisti palestinesi insieme all’International Solidarity Movement (ISM), rete di volontari internazionali che affianca le comunità locali nei territori occupati. L’ISM ha lanciato una sessione informativa online prevista per il 16 aprile (ore 20 italiane), con l’obiettivo di condividere testimonianze dirette e spiegare le modalità di partecipazione al movimento.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Linda dell’International Soldarity Movement
Di seguito un passaggio del suo intervento.
Sul fronte della solidarietà internazionale, intanto, un’altra eurodepurata di sinistra è finita nel mirino della polizia. Si tratta dell'eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan, fermata oggi con l'accusa di apologia del terrorismo.
A denunciare la Hassan - nota per aver fatto parte parte, lo scorso autunno, dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla - un eurodeputato del partito di Marine Le Pen, l’estrema destra francese, che la accusa paradossalmente di “antisemitismo”.
Sempre sul fronte solidale, è notizia di oggi che tra gli equipaggi che comporanno la seconda missione della Global Sumud Flotilla ci saranno anche quelli composti da spazi sociali e realtà in lotta contro il genocidio del nostro Paese.
Tra le realtà pronte a partire con la Flotilla, anche Gaza Freestyle, come racconta ai nostri Teo, parte del progetto. Di seguito un frammento del suo racconto.
Oggi sulle nostre frequenze anche:
GUERRA GLOBALE: Trump minaccia di “riportare l’Iran all’età della pietra”. L’analisi del giornalista e americanista Martino Mazzonis
SPORT E BUSINESS: L’esclusione dai mondiali dell’Italia conferma il fallimento del sistema italiano, non solo calcistico. L’intervista a Luca Pisapia, giornalista e redattore della Rivista Valori.
CLIMA: Allerta rossa in Molise, Abruzzo e Puglia. Urge “salvaguardare i territori”. Diversi interventi.
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
2 aprile 1973 - Blocco degli operai alla Mirafiori di Torino







