Referendum: circa 15 milioni di "No" alla giustizia targata Nordio - Meloni
Iran: Trump crea caos anche a livello diplomatico I Palestina: via alla seconda Global Sumud Flotilla I Francia: le grandi città non cadono nelle mani della Le Pen
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REFERENDUM - Voto popolare in Italia sulla “riforma” della giustizia: affluenza al 59%, cifra record da 20 anni per i referendum votati su due giorni. Tanta gente al voto e successo netto per il No alla riforma Nordio – Meloni.
Il No si attesta al 53,4%, il Sì si ferma al 46,6%, a scrutinio ormai ultimato (clicca qui per consultare i dati in tempo reale) . Lo scarto a livello di voti reali è di circa 2 milioni di voti; 14milioni e 930mila i no, 13milioni e 30mila i sì.
I favorevoli alla riforma vincono solo nel Nord, cioè Lombardia, Veneto e Friuli (ma nelle grande città il trend è inverso). Il No è maggioritario in tutto il resto del Paese, con dati del 65% di no in Campania, del 60% in Sicilia, 58% in Calabria e Puglia e Toscana, 57% in Emilia. In generale, nei Comuni sopra i 100 mila abitanti, il No è al 60%. Colpisce anche la prima analisi anagrafica: tra gli under 34 il No vince con il 61%, mentre solo tra chi ha tra i 55-65 anni prevale il Sì, 53% a 47%.
Netto quindi il No alla riforma della giustizia, trainato da una grande partecipazione, al di sopra di tutte le rilevazioni dei sondaggi precedenti il voto.
Su Radio Onda d’Urto:
Il commento di Augusto Illuminati, già docente di Storia della filosofia all’Università di Urbino e attualmente collaboratore di Dinamo Press.
La valutazione del voto referendario di Elisabetta Piccolotti, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.
Il commento di Giovanni Russo Spena, ex senatore di Rifondazione Comunista, costituzionalista dei Giuristi democratici e dei Comitati per il No sociale.
Il commento di Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al popolo.
Le considerazioni di Alessandra Algostino, giurista, costituzionalista, docente di Diritto costituzionale presso l’Università di Torino.
L’analisi del risultato referendario di Donatella Della Porta, sociologa e docente di Scienza Politica alla Normale Superiore Di Firenze.
L’intervista a Marco Valbruzzi, docente di Scienza Politica all’Università Federico II di Napoli.
Sui dati relativi alla provincia di Brescia, dove vince il sì (ma non a Brescia Città) dalla quale trasmette Radio Onda d’Urto, il commento di Thomas Bendinelli, giornalista del dorso bresciano del Corriere della Sera.
Ascolta tutte le interviste cliccando qui.
PALESTINA - Sono salpate dai porti di Ancona, Venezia e Livorno le prime imbarcazioni parte della nuova missione marittima internazionale Global Sumud Flotilla. Nei prossimi giorni raggiungeranno la Sicilia, dove si raggrupperanno le imbarcazioni italiane che partiranno alla volta di Gaza intorno al 20 aprile. Verso metà maggio dovrebbero raggiungere Gaza, anche se i tempi restano molto incerti a causa dagli altri conflitti scatenati da Israele in Medio Oriente.
Per la Global Sumud Flotilla, dovrebbe essere la missione più grande di sempre: oltre 100 le imbarcazioni che si dirigeranno verso Gaza e migliaia di mobilitazioni saranno organizzate in sostegno della missione, sulla terra ferma. Partecipano attiviste e attivisti da più di 50 paesi.
La nuova missione, oltre a rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza e fornire aiuti umanitari, punta anche a portare nella striscia squadre di medici, infermieri, costruttori, investigatori di crimini di guerra e altri civili disarmati, che lavoreranno a fianco del popolo palestinese. Avranno il compito di contribuire alla ricostruzione delle infrastrutture distrutte dai bombardamenti israeliani negli ultimi due anni, a partire da quelle sanitarie.
Gli aggiornamenti sulla missione con Tony La Piccirella, compagno della Global Sumud Flotilla.
Intanto a Gaza sono 9 i morti nelle ultime 24 ore, mentre in Cisgiordania ondata di pogrom dei coloni, soprattutto attorno a Ramallah, per un incidente automobilistico dove ha perso la vita un colono e sono rimasti feriti due palestinesi. Ne parliamo con Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de “Il Manifesto”.
IRAN - A quasi un mese dall’inizio dell‘aggressione militare israelo-Usa all’Iran, al caos militare si aggiunge quello diplomatico. Trump parla di colloqui “molto buoni” con l’Iran e di “cambio di regime in corso”, posticipando di 5 giorni gli attacchi alle reti elettriche minacciati poche ore prima in caso di mancata riapertura totale dello stretto di Hormuz, con Teheran che aveva replicato annunciando attacchi analoghi in tutta la regione, in particolare negli alleati nel Golfo di Trump.
Sull’ipotesi colloqui, i media israeliani sostengono sia il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, a guidare i negoziati indiretti con gli Usa, che a loro volta parlano addirittura di possibile incontro in settimana a Islamabad (Pakistan) fra Ghalibaf e gli inviati Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner. Così Usa e Israele, mentre da Teheran Ghalibaf smentisce tutto e parla di “fake news diffuse ad arte da Washington e Tel Aviv. Non c’è alcun colloquio in corso”.
LIBANO - Israele continua a colpire il Libano, facendo saltare in aria il ponte Qasimiyah nel sud, infrastruttura necessaria per collegare le due sponde del fiume Litani e le città meridionali con il resto del Libano, in un attacco che il presidente Joseph Aoun afferma essere un “preludio all’invasione di terra”. Il Ministero della Salute libanese ha annunciato che il bilancio delle vittime dell’aggressione israeliana in corso dal 2 marzo è salito a 1.029 morti e 2.786 feriti.
Dal Libano il collegamento con David Ruggini, capomissione dell’ong Un Ponte Per.
FRANCIA - In Francia i ballottaggi delle elezioni comunali hanno visto Parigi e Marsiglia restare ai socialisti, nel secondo caso grazie al ritiro della France Insoumise, per evitare che la seconda città francese finisse nelle mani dell’estrema destra; a Lione vincono gli ecologisti con l’appoggio dei partiti di sinistra e di Lfi nonostante settimane di strumentalizzazione mediatica contro le realtà antifasciste e di sinistra a seguito la morte di un 23enne neofascista. I fascisti di Rn vincono invece a Nizza in allenza con la destra Udr. La France Insoumise conquista Roubaix (90mila abitanti) e diversi comuni della cintura rossa di Parigi di circa 50mila abitanti e anche di Lione e Avanza nei consensi ottenendo circa 1000 consiglieri e consigliere eletti. Clamorosa sconfitta infine a Pau, nei Pirenei francesi, dell’ex primo ministro e sindaco uscente della città Bayrou, battuto per soli 344 voti dal socialista Marbot.
Di Francia, fascisti di come le nuove destre globali strumentalizzano le questioni di genere per i propri obiettivi politici si parla anche nell’ultima puntata di “Ho ucciso l’Angelo del Focolare”, su Radio Onda d’Urto.
Segnaliamo infine una serie di appuntamenti, politici e sociali, previsti a Brescia nelle prossime giornate e in particolare al Csa Magazzino 47:
Da Brescia a Roma per la manifestazione nazionale “No Kings” di sabato 28 marzo: partenza collettiva con il Csa Magazzino 47
Sempre verso la manifestazione nazionale “No Kings”, cena sociale al Csa Magazzino 47 venerdì 27 marzo per sostenere le spese di viaggio
Lunedì 30 marzo presentazione del libro “L’arte della libertà. Breve storia del movimento di liberazione curdo (Meltemi, 2025) di Havin Guneser, con l’autrice -
ingegnera, giornalista e cofondatrice di The Academy of Social Science - e Anna Clara Basilicò, traduttrice e curatrice dell’edizione italiana del libro.
Giovedì 26 marzo, al Csa Magazzino 47, proiezione collettiva (ore 20.45) con bar aperto della partita di calcio Italia - Irlanda del Nord
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
23 marzo 2019; il movimento di liberazione curdo caccia Daesh dalla Siria:







