Repressione: arresti, perquisizioni e cariche di polizia da nord a sud della penisola
Guerra: l'accordo Usa - Iran e la "guerra permanente" di Israele | Migrazioni: il nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo | Egitto: l’intervista al prof Giuseppe Acconcia
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REPRESSIONE - E’ stata una giornata all’insegna della repressione poliziesca.
A Treviso, cariche della polizia per sfrattare 5 famiglie con minori. È avvenuto questa mattina in via Pisa, dove la celere in antisommossa ha caricato abitanti e solidali del centro sociale Django e dell’associazione Caminantes, che avevano raggiunto lo stabile per sostenere gli inquilini con 10 minori a carico.
Il bilancio è di due feriti tra i manifestanti. Una delle famiglie si trova ancora dentro allo stabile e non ha intenzione di abbandonare la propria casa. L’immobile era fino al 2022 di un’impresa indagata per mafia, poi acquistato per una maxi speculazione finanziaria da Dora RE Srl, “un’azienda con fondo fantasma ad Amsterdam”, denuncia lo spazio Django di Treviso.
L’intervento ai nostri microfoni di Gaia Righetto, attivista dell’Associazione Caminantes di Treviso. Di seguito un frammento del suo discorso.
7 persone – tutte definite di area anarchica – sono invece state colpite da misure cautelari, 5 in carcere e 2 ai domiciliari, con l’accusa pesante di “associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico”. A 2 persone contestato anche l’ordigno artigianale che, il 14 febbraio, bloccò l’alta velocità vicino a Roma, nei giorni delle Olimpiadi Milano – Cortina. Le misure cautelari con annesse perquisizioni riguardano Milano, Bologna, Napoli, Torino, Val di Susa, Terni, Rieti e Roma. Perquisiti, tra gli altri, anche i centri sociali anarchici Bencivenga Occupato a Roma, che è poi stato sgomberato, e la storica occupazione transfemminista La Vampa di Napoli. Nel corso del pomeriggio, presidi davanti al Bencivenga sgomberato e alla questura di via Genova a Roma, dove è stato portato un occupante.
Ai nostri microfoni, la ricostruzione di una compagna.
Infine, a Torino, 8 condanne nel processo di primo grado per il corteo del 9 gennaio 2025, chiamato a seguito dell’omicidio poliziesco nella vicina Milano di Ramy Elgaml, con duri scontri al Commissariato di polizia Dora Vanchiglia e al Comando regionale dei carabinieri. Le pene vanno dai 10 ai 16 mesi, solo in 5 casi con sospensione condizionale. L’accusa aveva chiesto fino a 3 anni di carcere. A Viminale e Ministero della difesa riconosciute provvisionali per 17mila euro.
Sulle nostre frequenze, le considerazioni di Sara Munari del Cua Torino.
GUERRA - Dal G7 in corso a Evian (Francia), Trump conferma nuovamente l’accordo sulla guerra con l’Iran, la cui firma elettronica sarà apposta attraverso la mediazione pakistana venerdì al Burgenstock hotel di Lucerna (Svizzera), dove sarà presente anche il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.
14 i punti del Memorandum; spicca lo sblocco in 2 tranche di 24 miliardi di dollari iraniani congelati all’estero e la promessa dell’Iran sullo stop al nucleare in futuri negoziati, oltre alla riapertura immediata di Hormuz; qui in 24 ore è passato il primo gruppo di petroliere, poco fa il blocco statunitense dei porti è stato revocato. “Ora spazio alla seconda fase”, fa sapere Trump, che aggiunge: “non credo ci sarà più un regime change”.
Una stoccata arriva da Trump all’amico genocida Netanyahu: “deve essere più responsabile” in Libano, ha sottolineato il tycoon, “non sono felice” dell’invasione e della gestione di Hezbollah da parte di Israele. L’Iran, dall’altro lato, avverte che qualsiasi attacco israeliano al Libano o la continua occupazione del suo territorio d’ora in poi costituirà una violazione dell’accordo interinale con gli Stati Uniti.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervista alla professoressa Farian Sabahi, docente di Storia contemporanea presso l’Università dell’Insubria. Di seguito un estratto della sua analisi.
Nonostante le forti pressioni degli Stati Uniti per fermare la propria “guerra santa” contro il Paese dei Cedri, Israele ha come unica soluzione la guerra permanente, unica alternativa per Netanyahu alla sua sopravvivenza politica.
A dimostrarlo, ancora una volta, la Palestina. Almeno 7 vittime e 8 feriti in 24 ore a causa dei raid israeliani nella Striscia di Gaza. Dal finto cessate il fuoco di ottobre, sono oltre 1000 i palestinesi ammazzati a Gaza, vittime che salgono sopra quota 73mila - con 173mila feriti e migliaia di persone disperse sotto le macerie - dall’ottobre 2023.
La Corte Suprema di Israele, inoltre, ha oggi respinto il ricorso del dottore palestinese Hussam Abu Safia: resterà in carcere il medico che a dicembre 2024 è stato arrestato a Gaza mentre svolgeva il suo lavoro e senza accuse penali. L’esercito israeliano lo accusa di essere un membro di Hamas, anche se non ha presentato prove. Abu Safia – direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza – è stato tra gli ultimi medici a rimanere nella struttura assediata fino a quando non è stato sequestrato dalle forze israeliane.
A uscire invece dal carcere italiano di Frosinone è oggi Tarek Dridi.
Dopo 607 giorni di detenzione, 1 anno e 8 mesi, Tarek si trovava in carcere per aver preso parte alla manifestazione che il 5 ottobre 2024 portò 30mila persone a Roma a fianco della Resistenza Palestinese, sfidando il divieto del governo per quel corteo.
Sulle nostre frequenze, il racconto di Alida, compagna di Roma
Sul fronte solidale, infine, il Presidio per la Palestina di Brescia lancia l’iniziativa pubblica “Palestina Anima Mundi”. Si tratta di un evento parte della grande mobilitazione nazionale che, venerdì 19 giugno, coinvolgerà oltre cento piazze e presidi in tutta Italia. L’appuntamento bresciano è per venerdì 19 giugno, alle ore 20.30, presso lo Spazio Carme (via Battaglie, 61).
MIGRANTI - Il 12 giugno 2026 è entrato in vigore il nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo, insieme alle norme italiane di attuazione.
Le nuove disposizioni introducono cambiamenti radicali, dalle identificazioni più severe, alle procedure di frontiera accelerate, oltre a un ampio ricorso alla detenzione. Il patto modifica profondamente anche la condizione giuridica dei minori non accompagnati. Diverse le organizzazioni che hanno già denunciato il rischio di compromettere il diritto d’asilo, tra queste Open Arms.
In Italia, intanto, via libera definitivo della Camera al decreto sui cosiddetti "rimpatri volontari assistiti”. La norma approvata oggi ha di fatto corretto il testo proposto dal centrodestra e già approvato in prima lettura dal Senato. Abbiamo chiesto, cosa è cambiato a Federica Resta, avvocata e ricercatrice in diritto penale.
EGITTO - Radio Onda d’Urto intervista il prof. Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano che, a 15 anni di distanza dalle rivolte del 2011, le cosiddette “primavere arabe”, traccia un bilancio politico di questa esperienza di mobilitazione e di partecipazione collettiva nel libro “L’Egitto di al-Sisi. Dalle proteste di piazza Tahrir alla repressione politica”, pubblicato da Bordeaux Edizioni.
“Le rivolte del 2011 erano state molto popolari, Piazza Tahrir era diventata il simbolo per il riscatto per il Nordafrica e il Medio Oriente, le primavere arabe avevano attraversato la Tunisia, ma anche proteste in Libia, in Siria, in Yemen in Bahrein. Movimenti che chiedevano giustizia sociale, uno degli slogan era “pane, libertà e giustizia sociale”, con una partecipazione femminile senza precedenti, con migranti, con movimenti operai protagonisti di queste proteste, inclusi gli islamisti, i Fratelli Musulmani - afferma il prof. Acconcia, che prosegue - Evidentemente era un movimento che aveva radici nel passato e che avrebbe voluto cambiare le cose; purtroppo però alla fine questo movimento si è fermato ad un singolo cambiamento che è stata la fine del regime di Mubarak. Il libro analizza due casi studio quello della parabola dei comitati popolari e dei sindacati indipendenti.”
Oggi, sulle nostre frequenze, anche:
COLOMBIA: Al ballottaggio il 21 giugno. “Con la vittoria dell’estrema destra, a rischio gli accordi di pace”. L’intervista al prof Giacomo Finzi, professore di Relazioni internazionali all’Universidad Nacional de Colombia.
EX-ILVA: Il governo non stanzierà ulteriori risorse. In autunno il rischio è l’assenza di liquidità. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Enzo Mercurio, coordinatore provinciale Usb Taranto.
LEGAMBIENTE: “Esaurite le riserve nevali dell’arco alpino. Pianura Padana a rischio siccità”. Sulle nostre frequenze, Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia.
LATINOAMERICA: Tra Cuba e Colombia, speranze e resistenza. La puntata di lunedì 15 giugno 2026
CURAMI - PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: Qui la puntata di sabato 13 giugno 2026.
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
16 giugno 1963 - Atterra in Urss Valentina Tereskova, prima donna nello spazio








