Resistenza contro imperialismo e colonialismo: corrispondenze da Gaza, Rojava e Chiapas
Siria: l'attacco di Damasco contro i quartieri curdi di Aleppo | Gaza: ancora stragi sioniste e blocco degli aiuti | Trump minaccia anche il Messico | Italia: la guerra del governo agli spazi sociali
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Palestina, Siria, Iran, Americhe... Il mondo brucia ed è in mano agli incendiari. Radio Onda d’Urto lo racconta dal punto di vista di chi lotta e resiste contro capitalismo, imperialismo e colonialismo. Oggi abbiamo mandato in onda le corrispondenze di compagne, compagni e collaboratori da Gaza, Rojava e Chiapas:
SIRIA - Iniziamo con gli aggiornamenti delle ultime ore da Aleppo, nel nord della Siria, dove da 4 giorni i quartieri autogovernati a maggioranza curda - Sheikh Maqsoud, Ashrefye e Bani Zeid - sono sotto attacco da parte delle milizie salafite ora inquadrate nell’esercito di Damasco. Stamattina, per qualche ora, il governo di transizione siriano retto dal jihadista Al-Sharaa ha dichiarato un cessate il fuoco, ma l’obiettivo era evacuare le forze di sicurezza interna curde dall’area. Il Consiglio generale del popolo dei quartieri - organizzati secondo il confederalismo democratico - ha però comunicato la decisione di “rimanere, resistere e difendere la popolazione civile”.
Infuriano i combattimenti nelle strade di Ashrefiye, mentre Sheikh Maqsoud è sottoposto a intensi bombardamenti. Le truppe di Damasco, sostenute dalla Turchia, prendono di mira le aree residenziali. Colpito a più riprese anche l’ospedale Xelid Fecir, messo del tutto fuori uso da un drone nel tardo pomeriggio. Le milizie governative tentano anche di avanzare, ma finora hanno incontrato la resistenza delle Asayîş, le forze di sicurezza interna curde.
“Riteniamo il governo di Damasco responsabile di qualsiasi danno arrecato ai civili, alle strutture mediche o alle infrastrutture”, comunicano le forze Asayîş. “Il governo ad interim siriano conduce gli attacchi con il sostegno dello stato turco”, denuncia il Consiglio generale del popolo di Sheikh Maqsoud e Ashrefiye. “Condanniamo fermamente il silenzio delle potenze internazionali che erano presenti alla firma degli accordi del 10 marzo e del 1° aprile”, si legge inoltre nel comunicato. Il riferimento è alla Coalizione internazionale anti-Isis (in particolare Usa e Francia), che dalla caduta di Assad ha mediato i negoziati tra l’Amministrazione autonoma del Rojava e le sue Forze democratiche siriane da una parte, il nuovo governo siriano dall’altra. Oggi in redazione è giunta la corrispondenza di una compagna internazionalista che si trova in Rojava. Di seguito un estratto:
PALESTINA - Ennesima strage per mano sionista a Gaza. In 24 ore i raid ordinati da Netanyahu, nel silenzio della comunità internazionale, hanno causato almeno 14 vittime, tra cui 5 bambini, e 17 feriti. Dall’inizio del presunto cessate il fuoco di ottobre, l’esercito di occupazione ha ucciso 431 persone, con 1.200 feriti. Il tutto mentre, sempre Tel Aviv, continua a bloccare gli aiuti umanitari e impedisce alle ong internazionali di lavorare. Oggi Msf, che ha deciso di continuare a fornire assistenza medica alla popolazione nonostante le restrizioni imposte dalle autorità israeliane, denuncia blocchi e sequestri del proprio personale e delle proprie attrezzature da parte dei soldati occupanti sulla strada per raggiungere la Striscia.
Sempre oggi, Global Sumud Flotilla – che in primavera partirà con un nuovo tentativo via mare di rompere l’assedio israeliano su Gaza - ha presentato una richiesta ufficiale al governo egiziano per far entrare nella Striscia un convoglio umanitario via terra. Sono sempre insufficienti, infatti, gli aiuti per la popolazione stremata che in queste ore affronta anche l’ennesima violenta ondata di maltempo. Da Gaza, oggi, il nostro storico collaboratore Sami Abu Omar è intervenuto telefonicamente per una nuova corrispondenza.
ITALIA - Alla vigilia dei cortei e presidi di solidarietà che si terranno domani in diverse città, stasera, pochi secondi prima del gr, è arrivata in redazione la notizia dello spostamento di diversi dei palestinesi arrestati nell’inchiesta “Domino” della procura di Genova in carceri di massima sicurezza.
Secondo le prime informazioni raccolte da associazioni e collettivi in contatto con gli avvocati, “sono stati trasferiti in carceri di massima sicurezza: Mohammad Hannoun a Terni, Raed e Yaser a Ferrara e Albustanji in Calabria senza la possibilità di visite famigliari”. L’aggiornamento di Elio, compagno del centro sociale Vittoria di Milano. La riportiamo anche di seguito:
MESSICO - “Almeno 100 miliardi di dollari saranno investiti dalle grandi compagnie petrolifere Usa in Venezuela”. Lo ha detto oggi il presidente Usa Trump, aggiungendo che “Caracas sta collaborando, dunque per ora è annullata l’ipotesi di un nuovo attacco”. Il tycoon si riferisce alla decisione del governo bolivariano ad interim – retto da Delcy Rodriguez dopo il rapimento di Maduro – di rilasciare diversi detenuti stranieri dopo la mediazione di Brasile, Qatar e dell’ex premier spagnolo Zapatero. Tra quelli già scarcerati ci sono l’imprenditore italiano Gasperin e il politico anti-chavista italo-venezuelano Pilieri. Non si hanno informazioni al momento su altri 28, tra i quali il cooperante veneziano Alberto Trentini, in carcere dal novembre 2024 senza alcuna accusa formale.
Non solo Venezuela. Trump ha invitato il presidente colombiano Petro a Washington. Lo ha fatto al termine di una telefonata in cui gli ha comunicato di aver “pensato a piani d’invasione” del Paese e di “guardarsi comunque il culo”, come ha fatto sapere testualmente lo stesso Petro riportando le parole del tycoon. Scenario simile per quanto riguarda il Messico: il presidente Usa ha affermato di voler lanciare altre operazioni di bombardamento e attacchi via terra contro, afferma Trump, i “cartelli della droga” in Messico, un paese che secondo lui è “controllato dai narcos”. Sulle nostre frequenze ha commentato la notizia Fabio, compagno del Nodo solidale in collegamento dalle comunità zapatiste del Chiapas, sud-est del Messico.
CENTRI SOCIALI - Il ministro dell’Interno Piantedosi ha confermato, ieri in Senato, la volontà del governo Meloni di sgomberare altri centri sociali. Dopo il Leoncavallo di Milano e l’Askatasuna di Torino (i cui attivisti sono stati colpiti stamattina dall’ennesima operazione repressiva), nel mirino della repressione ci sono ora Spin Time Labs di Roma, Officina 99 di Napoli e il Cpa Firenze-Sud.
A Firenze Fratelli d’Italia ha presentato in Consiglio comunale un emendamento relativo allo sgombero immediato del Cpa per costruire, al suo posto, case popolari. A Napoli è stata convocata per sabato 10 gennaio un’assemblea cittadina per contrastare il possibile sgombero, chiesto dai carabinieri al Comune di Napoli. Anche a Roma è prevista un’assemblea pubblica sabato 10 gennaio per manifestare solidarietà verso Spin Time Labs e mobilitarsi contro la minaccia di sgombero. Noi abbiamo intervistato: Francesco, compagno del CPA Firenze-Sud; Ubaldo, di Officina 99; Andrea Alzetta, di Spin Time Labs.
Oggi, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto anche:
Lotte operaie: venerdì di lotta per call center di Enel, comparto aereo e ferroviario
L’analisi critica dei fatti economici della settimana con Andrea Fumagalli
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
9 gennaio 1970 - Congresso costitutivo di Potere Operaio







