Rojava, espulsi 16 internazionalisti-e dal Kurdistan turco. Carovana dei popoli bloccata al confine tra Grecia e Turchia
Cisgiordania, coloni scatenati contro i palestinesi | Referendum Giustizia, il Tar boccia il ricorso e si vota il 22 - 23 marzo | DDL Stupri, violenza contro le donne in presidio
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ROJAVA - In Siria la resistenza di Forze democratiche siriane, Ypg e Ypj sembra avere fermato, per ora, l’avanzata delle milizie salafite del cosiddetto governo di transizione. Le forze del confederalismo democratico in Rojava hanno riferito di continue violazioni del cessate il fuoco da parte di Damasco. Respinte diverse offensive, in particolare sul cantone di Cizire. Le truppe di Al Jolani puntano al border di Semalka per isolare ulteriormente la resistenza. Si tratta, infatti, dell’unica frontiera aperta con il Kurdistan iracheno.
Più a ovest, Kobane rimane sotto assedio, accerchiata, ma dopo dieci giorni senza elettricità oggi sono arrivate notizie di un ripristino almeno di questo servizio, a seguito di un incontro ieri a Damasco, tra Amministrazione autonoma del nord-est e il governo ad interim.
Su Radio Onda d’Urto il punto della situazione, diplomatica e sul campo, con Tiziano Saccucci, dell’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia. Ascolta
Sulla situazione in Siria e sui riflessi della stessa sul processo di pace in corso tra lo Stato turco e il PKK, il contribuito del giornalista e nostro collaboratore Murat Cinar. Ascolta
Sul fronte della solidarietà internazionale: alcune compagne e compagni europei sono giunti in Bakur (Kurdistan turco), unendosi alle iniziative quotidiane che puntano al confine con la Siria, respinte dagli agenti armati turchi. Il tutto in collegamento con la “Carovana dei popoli in difesa dell’umanità”, in viaggio dall’Europa per raggiungere la resistenza in Rojava. Stamattina, mercoledì 28 gennaio, la Carovana è partita da Salonicco, in Grecia. Nel corso della giornata è giunta la notizia dell’espulsione di 16 internazionalisti.
L’aggiornamento dalla carovana del tardo pomeriggio di mercoledì con Federico
PALESTINA - Ancora una giornata tragica nei territori palestinesi. Il premier israeliano Netaniahu ha dichiarato che non ci saranno passi avanti nel cessate il fuoco fino al completo disarmo di Hamas, che nel frattempo si è detta disponibile a trasferire la governance di Gaza a un comitato tecnocratico palestinese, insistendo però sulla completa riapertura del valico di frontiera di Rafah entro pochi giorni. La richiesta è che il valico di Rafah, tra Gaza e l’Egitto, venga aperto in entrambe le direzioni, con piena libertà di entrata e uscita dalla Striscia di Gaza, senza alcun ostacolo israeliano.
Ma non è questo quello che sta accadendo. Mentre la Corte Suprema Israeliana ha rinviato di nuovo la discussione sull’accesso della stampa indipendente alla martoriata Striscia di Gaza. Dove si continua a morire, direttamente e indirettamente, sia per gli attacchi israeliani sia per il freddo grave che è costato la vita al 12esimo neonato dall’inizio della stagione invernale. Le vittime degli attacchi sono invece almeno 4, e il cessate il fuoco continua ad essere ignorato da oltre tre mesi da parte dell’esercito israeliano. E il genocidio prosegue anche nelle intenzioni e nei progetti di vita: 9 cliniche della fertilità su 10 sono state distrutte, a Gaza, dai bombardamenti israeliani.
Anche in Cisgiordania continuano i massacri e le uccisioni. Un uomo di 28 anni è stato ucciso dall’esercito vicino a Betlemme; in diverse città sono state arrestate dozzine di persone e i coloni hanno dato fuoco a tre villaggi palestinesi nella zona a sud di Masafer Yatta, con oltre 1.800 attacchi di coloni documentati nel 2025, più di cinque al giorno, sono stati superati i record precedenti. Si moltiplicano insomma le violenze dei coloni, sostenuti politicamente da ministri dell’attuale governo come Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. Presi d’assalto il campo profughi di Al-Fawar, a Hebron, dove un giovane di 20 anni è stato ucciso dall’esercito israeliano, e l’area di Masafer Yatta. In entrambi i casi si segnalano incendi di abitazioni e proprietà palestinesi.
Numerosi anche i raid dell’esercito di occupazione israeliano nei Territori palestinesi: dai quartieri di Hazma, a nord di Gerusalemme, a Deir Dabwan, a nord di Ramallah; da al-Kufir, nei pressi di Jenin, fino ad Aqaba, nell’area di Tubas, e Khirbet. Qui si registrano almeno 3 feriti, mentre altri 2 sono stati colpiti nei pressi di Tulkarem con numerosi arresti effettuati dalle forze di occupazione.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Fabian Odeh, cittadino italo-palestinese e nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
DDL STUPRI - la Commissione Giustizia del Senato ha votato e il testo base del disegno di legge sulla violenza sessuale che andrà in Aula è ora quello redatto dalla senatrice Giulia Bongiorno, quindi il “consenso libero e attuale” viene sostituito da “volontà contraria”. Ieri pomeriggio una cinquantina di compagne, arrivate per protestare vicino al Senato, sono stati circondate minacciosamente dalla celere e durante il presidio ci sono state diverse violenze contro le donne: una donna è cascata a terra, altre sono state strattonate. A una manifestante viene torto il braccio, un’altra viene sbattuta contro una transenna. Quando un’attivista di Nudm tenta di attraversare sulle strisce pedonali viene inseguita e bloccata da cinque poliziotti. La protesta si scioglie lanciando un fitto calendario di manifestazioni transfemministe: il 16 assemblea nazionale, il 28 febbraio mobilitazione nazionale verso le giornate di lotta dell’ 8 e 9 marzo.
Il resoconto di Simona Lucha y Siesta di Roma
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Processo Strage di Brescia contro l’ordinovista Roberto Zorzi: il neofascista veronese di Ordine Nuovo Paolo Marchetti nega le accuse nei suoi confronti lanciate nell’udienza precedente da Giampaolo Stimamiglio ma fornisce una versione ed un alibi poco credibili. Ascolta il resoconto ed un giudizio dell’avvocato Federico Sinicato, legale di parte civile nel processo per la strage di Piazza Loggia, sull’esame testimoniale di Marchetti
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
28 Gennaio 1917 Stati Uniti, Carmelita Torres Accende La Rivolta Di Bath






