Rojava: Kobane ancora accerchiata, Damasco attacca Hasakah.
Sabato mobilitazione internazionalista in molte città | Usa, a Minneapolis sciopero generale contro l'Ice | Il governo ritira la parola "consenso" dal DDL Stupri
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ROJAVA - In Italia mobilitazione internazionalista domani, sabato, per il Rojava e la rivoluzione confederale della Siria del Nord e dell’Est, dall’Epifania sotto attacco diretto e armato da parte delle milizie di Al Jolani, con il via libera di Turchia, Usa, Israele, Ue e petromonarchie del Golfo, tutte concordi nel cancellare un’esperienza – socialista, ecologista, femminista – che può rappresentare un’alternativa concreta alla guerra globale in Medio Oriente ma non solo. La mobilitazione parte oggi, a Napoli e Livorno. Domani il grosso delle città, una ventina: tra loro Roma, Torino, Pisa, Parma, Firenze, Bergamo, Pavia, Perugia, Catania e Brescia, dove Rise up 4 Rojava ha dato appuntamento per le 15.30 in Piazza Rovetta. Oggi, in piazza Loggia, la conferenza stampa di lancio. Tutti gli audio della conferenza stampa sul sito di Radio Onda d’Urto in questo articolo.
Intanto sul terreno, in Siria, Dopo giorni resistenza, il migliaio di combattenti delle Forze siriane democratiche e delle Ypj che difendevano la prigione di al-Aqtan, a Raqqa, dove sono reclusi migliaia di miliziani di Daesh, hanno ottenuto con la mediazione Usa un corridoio per ripiegare su Kobane, mentre da dentro Raqqa arrivano testimonianze di esecuzioni di massa di civili per mano degli jihadisti.
Sul lato militare il punto di contatto più caldo resta quello a sud di Kobane, nella zona di Sirrin. Le bande di Al Jolani, respinte più volte, mantengono l’accerchiamento della città simbolo della lotta contro Daesh, da dove arriva l’appello della Mezzaluna rossa kurda all’Onu affinchè faccia qualcosa: “Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, l’assedio continua e l’ingresso di beni di prima necessità è ancora bloccato. Acqua, carburante e forniture alimentari essenziali sono state tagliate ai civili, portando allo sfollamento di un gran numero di famiglie nella città. Molte di loro sono costrette a dormire all’aperto o nei loro veicoli. Recentemente, anche i servizi internet e di comunicazione sono stati interrotti nella città”, accerchiata da un lato dalle bande di Damasco e dall’altro dall’esercito turco, che alla frontiera respinge e spara di fronte a migliaia di persone che, dal Kurdistan turco, vogliono unirsi alla mobilitazione generale chiamata dall’Amministrazione autonoma, con tutte le persone - dai 7 ai 77 anni - chiamate a difendere la rivoluzione strada per strada, in caso di arrivo delle milizie, in queste ultime ore all’attacco anche di Hasakah, 300 km a est di Kobane, sempre in Rojava, dove punta in queste ore anche la Carovana europea della People’s Caravan to Defend Humanity, per rompere l’assedio e difendere la rivoluzione. La partenza italiana è domani, sabato, da Bologna, Milano, Padova. Poi il viaggio verso Vienna, punto di raccolta anche dalle altre 2 carovane, partite oggi dalla Germania. Un compagno internazionalista di Defend Kurdistan Italia
PALESTINA - Dalla Siria alla Palestina, passando da Davos, con il lancio del cosiddetto “Board of peace” per Gaza, cioè il Cda trumpiano dell’occupazione per coordinare i progetti speculativi su un territorio raso al suolo da 2 anni e mezzo di raid senza sosta. Non aderisce, per ora, la Meloni. Vorrebbe, come conferma Trump, ma ci sarebbero “problemi costituzionali”, ha fatto sapere la premier, facendo riferimento alla competizione tra il Cda trumpiano e l’Onu, oltre che al fatto che, per aderire a organismi internazionali, servono trattati e voti del Parlamento. Dentro il Board ci saranno, per ora, solo autocrati, dittatori e reazionari di mezzo mondo:Netanyahu, Erdogan, Emirati Arabi, Qatar, Giordania, l’Ungheria di Orban.
Intanto prosegue il genocidio per mano israeliana a Gaza e in Cisgiordania. Nella Striscia l’esercito di occupazione israeliano bombarda Khan Yunis e Rafah, nel sud, e l’est di Gaza. 5, in tutto, le vittime in 24 ore. A questo clima di cessate il fuoco solo sulla carta si aggiunge l’inverno gelido di Gaza, con piogge e vento freddo sulle tende di fortuna dove è costretta la popolazione, dal momento che Israele ha distrutto la quasi totalità degli edifici. Nelle ultime ore è morto di ipotermia un altro neonato di 6 mesi, Youssef Omar Abu Hammala, portando a una dozzina il numero dei piccoli e piccolissimi deceduti in un mese, dall’inizio cioè dell’inverno. Oltre a loro vengono ammazzati sistematicamente giornalisti – 3 solo 2 giorni fa - e operatori sanitari. Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i Territori Occupati Palestinesi, intervenuta oggi alla conferenza stampa al Senato italiano “Gaza: giornalisti e sanitari vittime “collaterali” o categorie colpite in modo sproporzionato? La parola ai dati”. Un estratto del suo intervento.
VIOLENZA DI GENERE - La senatrice leghista Bongiorno riformula il testo del ddl contro la violenza di genere e scompare la parola ‘consenso’, in teoria al centro dell’accordo tra Meloni e la segretaria del Pd Schlein. Nella nuova formulazione, si parla di “dissenso”. Nel testo riformulato - che sarà messo ai voti la prossima settimana - si parla di «volontà contraria all'atto sessuale» da parte di una persona. Nel secondo paragrafo, si scrive che quella «deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso». Si specifica, inoltre, che «l'atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso». Ridotte inoltre le sanzioni. “Una forzatura, una legge stravolta per le pressioni della Lega”, protestano i dem. Avs e +Europa parlano di legge “retrograda”. Contrarietà palese anche dall’associazionismo, dalle realtà impegnate ogni giorno contro la violenza di genere e anche dalla Cgil. “Così si rovescia l’onere della prova”, dice ai microfoni di Radio Onda d’Urto Giorgia Fattinnanzi, responsabile politiche contro la violenza di genere della Cgil.
Nell’articolo sul sito anche il commento di Luana Zanella, deputata di Avs.
USA - A Minneapolis oggi è sciopero generale contro le truppe di occupazione di Trump, l’Ice, contrastate da giorni nelle strade da migliaia di persone, per impedire raid e rastrellamenti di migranti e per fermare la militarizzazione delle città. Intanto ieri il vicepresidente Jd Vance è in visita proprio a Minneapolis. Ad aumentare la rabbia, però, il fermo di un bimbo di cinque anni, arrestato nel vialetto di casa mentre tornava da scuola e spedito in un centro di detenzione in Texas, a pochi isolati dall’omicidio di Renee Good da parte di un agente dell'anti-immigrazione. Alessandro Portelli, americanista e e già professore ordinario di Letteratura angloamericana all’Università La Sapienza di Roma.
Oggi su Radio Onda d’Urto anche:
Il 2026 è iniziato da poco più di 20 giorni, ma in Lombardia la qualità dell’aria ha già dato segnali preoccupanti. I livelli di smog registrati si sono infatti rilevati ripetutamente al di sopra della soglia critica, addirittura per 13 giorni su 20 a Mantova, Milano e qui, a Brescia. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia
L’appuntamento settimanale con la rubrica di critica dei fatti economici della settimana, con l’economista docente all’Università di Pavia Andrea Fumagalli. Gli argomenti affrontati oggi: il rischio che investitori stranieri possano ridurre l’esposizione verso gli Stati Uniti; la presentazione a Davos del cosiddetto Board of Peace per Gaza; il rapporto Oxfam sull’ampliarsi delle disuguaglianze economiche e sociali; in chiusura le ricadute economiche della pesate repressione dell’Ice nel Minnesota. Ascolta sul sito di Radio Onda d’Urto.
Sabato a Milano iniziativa organizzata da The Left dal titolo “Antifascismo Necessario” in solidarieta con gli antifa imputati nel processo di Budapest e che vede la partecipazione di Ilaria Salis. La presentazione con l’avvocato Eugenio Losco e il programma completo della giornata
Alla manifestazione nazionale del 31 gennaio a Torino in risposta allo sgombero del Cso Askatasuna e per il rilancio dell’opposizione sociale ci sarà anche uno spezzone abitare, reddito e lavoro. Ne parliamo con Alessandro di Prendocasa e Spazio sociale Neruda di Torino e Cristiano del Movimento per il diritto all’abitare di Roma all’interno della rubrica dalla parte del diritto all’abitare, in onda ogni 2 giovedì nella Cassetta degli Attrezzi alle 18,45
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
23 Gennaio 1973 omicidio poliziesco di Roberto Franceschi, compagno del Movimento Studentesco di Milano







