Rojava: siglato un nuovo accordo di cessate il fuoco, ma gli attacchi delle milizie di Damasco continuano
Palestina: Israele demolisce gli edifici dell'UNRWA a Gerusalemme | Davos: al via il Word Economic Forum, la kermesse dei super ricchi | Italia: quasi il 14% dei bambini vive in povertà assoluta
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ROJAVA - Dopo giorni di assedio dei quartieri a maggioranza curda di Aleppo e contro l’intera regione della Siria del Nord e dell’Est da parte delle forze governative di Damasco, è stato siglato un nuovo accordo di cessate il fuoco.
Le Forze Democratiche Siriane dichiarano “il pieno impegno a rispettare l’accordo”, che è iniziato alle 20 di questa sera ora locale e proseguirà, ufficialmente, per i prossimi 4 giorni. Ufficialmente, perchè le milizie vicine a Damasco proseguono le violenze contro la regione autonoma del Rojava.
In particolare, le fazioni di Damasco stanno lanciando un attacco con armi pesanti contro il villaggio di Tal Baroud, situato sulla strada Abyad-Abyad, a sud di Hasakah. Anche la città di Zirkan è sottoposta a “pesanti bombardamenti di artiglieria da parte delle fazioni di Damasco da circa mezz’ora”, denunciano le SDF, in concomitanza con i voli dei droni turchi sulla città.
L’accordo arriva dopo giorni di attacchi su larga scala dell’autoproclamato presidente della Repubblica siriana Al Jolani – sostenuto dalla Turchia – contro la Rivoluzione confederale dei popoli del Rojava e di tutta la Siria nordorientale, attaccando centri urbani e le prigioni dove erano rinchiusi migliaia di ex combattenti dell’Isis.
Fino a poche ore fa la cittadina e il distretto di Kobane, nel nord della Siria al confine con la Turchia, era completamente sotto assedio da parte delle fazioni armate filo-governative. Kobane è stata la città simbolo della resistenza curda che nel 2014 e 2015 ha sconfitto gli attacchi dell’Isis.
Per fare il punto e approfondire la situazione, in continua evoluzione, oggi sulle nostre frequenze:
La testimonianza di una compagna internazionalista dal Rojava, registrata sulle nostre frequenze poco prima che arrivasse la notizia del cessate il fuoco
L’intervista di Zagros Hiwa, portavoce dell’Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK), di cui vi proponiamo un frammento
L’intervento di metà mattinata di Mattia Berera, compagno dell’Accademia della modernità democratica che fa il punto della situazione, commenta quanto sta accadendo e invita alla mobilitazione in supporto alla resistenza della rivoluzione confederale. Di seguito un estratto della sua analisi
L’aggiornamento mattutino di Michele, nostro redattore, che nell’autunno 2025 ha trascorso diverse settimane nei territori del Rojava, effettuando diverse interviste che trovate qui.
Cresce intanto la solidarietà internazionale con il Rojava sotto attacco.
A sostegno del popolo curdo, tra gli altri, il partito turco DEM, che ha organizzato una manifestazione a Nusaybin, città turca nel Bakur al confine con la Siria. Migliaia le persone in marcia. Dato alle fiamme il posto di blocco turco.
Tra domenica 18 e lunedì 19 gennaio si sono svolte anche le prime mobilitazioni in Francia, Norvegia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Scozia, Inghilterra, Austria e Canada. Ora tocca all’Italia, che ha vede, già in queste ore, diverse assemblee pubbliche e manifestazioni già chiamate o in fase di lancio.
In questo quadro, si è svolta in serata l’assemblea online lanciata da Defend Kurdistan Italia, domani l’assemblea fisica a Roma, alle 18 presso il centro socioculturale Ararat. A queste si aggiungono il presidio-conferenza stampa di domani sera a Milano (ore 18 in Piazza Castello) e quelle già presentate ai nostri microfoni, come:
Il presidio solidale di questa sera in piazza del Nettuno a Bologna, con cui ci siamo collegati grazie a Federico, della redazione locale di Radio Onda d’Urto Emilia-Romagna
L’assemblea pubblica di mercoledì 21 gennaio, alle ore 20, presso il Magazzino 47 di Brescia, un’iniziativa organizzata da CSA Magazzino 47, Associazione Diritti per tutti e Collettivo Onda Studentesca.
PALESTINA - Dalla Siria passiamo alla Palestina. Ira di Trump per la decisione del presidente francese Macron di non aderire al Board of Peace per Gaza. ‘Nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così. Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne’, annuncia il presidente Usa. Secca la risposta dell’Eliseo: ‘Inaccettabili le minacce di dazi’. Proprio sul cosidetto Board of Peace per Gaza, che di pace non ha niente ma che di neocolonialismo odora molto, sono stati invitati ad aderirvi 52 leader di altrettanti Paesi del mondo e solo 7 - Argentina, Ungheria, Kazakistan, Uzbekistan, Albania e Vietnam - hanno confermato ufficialmente di voler partecipare. L’Europa deciderà al summit straordinario convocato per giovedì a Bruxelles
Intanto, sul campo, Israele incrementa i propri raid aerei su mezza Striscia di Gaza; colpite Rafah, Deir El Balah, Qalqilya, Al Bureji, con un morto e almeno un ferito grave. Il bilancio delle vittime dell’aggressione israeliana in corso è salito a 71.551 palestinesi, con 171.372 feriti, in poco più di 2 anni di genocidio. Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore l’11 ottobre, Israele ha ammazzato di tempo di “pace” 483 palestinesi a Gaza.
Da Gaza alla Cisgiordania. L’esercito di occupazione israeliano prosegue l’operazione di invasione su larga scala in Cisgiordania lanciata ieri contro Al-Khalil (Hebron), ma i raid si segnalano ovunque: Ramallah, Jenin, Salfit, Betlemme, Nablus e pure a Gerusalemme. Qui le ruspe israeliane hanno iniziato a demolire il complesso dell’Unrwa, nel quartiere Sheikh Jarrah, a poche settimane dalla cacciata – armi in pugno – di funzionari e dipendenti dell’agenzia Onu per i rifugiati. A osservare i lavori, compiaciuto, il ministro della destra fascista e colonica Ben Gvir.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Shoukri Hroub, dell’Unione democratica arabo palestinese. Di seguito un estratto del suo intervento
A Milano, intanto, il Tar della Lombardia ha sospeso i divieti amministrativi, i cosiddetti “daspo urbani”, che erano stati notificati ad alcuni ragazzi, maggiorenni e minorenni, arrestati il 22 settembre a seguito degli scontri dopo il corteo pro-Gaza, alla stazione Centrale di Milano.
Abbiamo approfondito qui i contorni della vicenda con il legale dei/delle giovani coinvolti/e, l’avvocato Paolo Oddi.
ECONOMIA - Si è aperta ieri, lunedì 19 gennaio, la 56ª edizione del World Economic Forum, la kermesse dei super ricchi mondiali che continuerà presso l’esclusiva località sciistica di Davos, in Svizzera, fino a venerdì 23 gennaio.
Intitolata A Spirit of Dialogue, l’edizione si è aperta in un clima internazionale arroventato da forti tensioni e contrasti interni alla Nato che, in aperto contrasto con il titolo scelto, verrano probabilmente alimentate ulteriormente dal mitomane Trump, che vuole la Groenlandia e minaccia altri dazi per i Paesi Ue non allineati al suo pensiero. L’Unione Europea, del resto, balbetta in cerca di una risposta comune (che ancora una volta non arriva) e mette sul tavolo l’ipotesi di misure contro le imprese americane, con la Francia che spinge per l’attivazione dello strumento anti-coercizione e l’Italia che frena.
Abbiamo fatto il punto sulle prime giornate di questo Forum economico mondiale, e sulle relative aspettative, con Roberto Ciccarelli, giornalista de Il Manifesto.
In questo quadro, mentre a Davos vanno in scena “le grandi tensioni del potere globale”, nel mondo si allarga la forbice tra ricchezza e povertà, come in Italia.
“La realtà è scioccante. In Italia quasi il 14% dei bambini sono in uno stato di povertà assoluta, una percentuale altissima, e si può solo immaginare quanti sono in una condizione di povertà relativa”. Così Micheal O’Flaherty, commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, dopo la missione di 4 giorni a Roma, in cui ha concentrato l’attenzione sulla povertà infantile e la creazione di un’istituzione per i diritti umani nazionale.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Elena Gentili di Save The Children
Oggi sulle nostre frequenze, abbiamo trasmesso anche:
WORKING CLASS HEROES: la vertenza dei back office o front office di Enel
LA VIA DEL FERRO: la presentazione della nuova trasmissione locale di Radio Onda d’Urto, in onda ogni mese, il mercoledì alle 18.30, all’interno dello spazio dedicato alle redazioni locali.
ONDA ANOMALA: La presentazione del film “Il Grande Gioco. Il rovescio delle medaglie olimpiche”, che verrà proiettato venerdì 23 gennaio, alle 18.30, al CSA Magazzino 47 di Brescia.
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
20 gennaio 2009 - Proteste contro la crisi finanziaria islandese








