Roma, Milano, Torino, Vicenza... un sabato di mobilitazione
Dal No sociale al referendum, passando alla memoria di Dax, la difesa di chi si oppone al genocidio e contro le basi militari | L'Iran ancora sotto i bombardamenti
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IRAN - Quattordicesimo giorno di aggressione israelo-statunitense all’Iran e di guerra in tutto il Medio oriente. Centinaia di bombardamenti di Israele e Usa su tutto il territorio iraniano anche oggi. Uno ha colpito nelle vicinanze di una manifestazione governativa a Teheran dov’erano presenti diverse autorità del regime. Oggi si sono tenute sfilate a sostegno degli Ayatollah in diverse città iraniane, non solo nella capitale. Un consenso sociale che in realtà vacilla, come dimostrato dalle proteste di massa di dicembre e gennaio, ma che da due settimane è rafforzato – a suon di bombe – proprio dagli attacchi dei presunti liberatori di Washington e Tel Aviv.
Attacchi cui i Pasdaran continuano a rispondere con missili e droni in tutta la regione. Oggi le sirene d’allarme hanno suonato nello stato di Israele e in numerosi Paesi del Golfo e oltre... Sembra, infatti, che un terzo missile iraniano sia stato abbattuto dalle difese NATO mentre si dirigeva verso i cieli della Turchia. A Erbil, Kurdistan iracheno, colpita una base militare francese. Un soldato è morto, altri sono rimasti feriti. Sempre in Iraq, precipitato un aereo cisterna statunitense. Morti tutti e 6 i membri dell’equipaggio. Il Comando centrale Usa nell’area chiarisce che non si è trattato di fuoco nemico né di fuoco amico. Si sarebbe trattato, quindi, di un incidente.
Leggendo la storia ricordiamo che il regime nato dalla rivoluzione del 1979 si è fatto egemonico e forte e proprio durante un conflitto non provocato, durante la guerra Iran-Iraq 1980-88, ha eliminato gli oppositori interni. Anche sull’ effetto liberatorio delle guerre abbiamo esempi dell’ Afghanistan e dell’Iraq che sono proprio i due vicini principali.
Questa la risposta del prof. Gennaro Gervasio, docente di Storia dei paesi islamici all’Università di Roma 3, quando gli chiediamo se la guerra determinerà la nascita di condizioni favorevoli ad un’evoluzione democratica dell’Iran nel senso dell’affermazione dei diritti civili e politici delle donne e della popolazione in generale. Qui l’intervista completa
Israele intanto prosegue l’aggressione anche in Libano, dove solo oggi sono stati oltre 20 gli attacchi a sud, est - la valle della Beeka – e sulla capitale Beirut. 19 i morti accertati, tra cui 5 bambini, dall’alba. In totale dal 2 marzo in Libano 700 le vittime, 1.600 i feriti, quasi un milione gli sfollati, cioè un quarto della pololazione. Tra le vittime, a Masghara, anche i figli dell’uomo che nelle scorse ore si è scagliato con la sua auto contro una sinagoga alla periferia di Detroit, Usa, per poi aprire il fuoco contro i poliziotti che lo hanno ucciso. Hezbollah intanto replica agli attacchi scagliando 7 ondate di razzi verso il nord e il centro di Israele.
Sull’Iran la conversazione sulle prospettive complessive della situazione con il giornalista italo-iraniano Ahmad Rafat, fondatore dell’associazione “Iniziativa per la Libertà d’Espressione”. Qui l’intervista
Il ruolo dell’Italia nei conflitti, i movimenti contro il riarmo che tornano a mobilitarsi contro alla presenza sempre più massiccia di armamenti, munizioni e mezzi militari sul territorio. L’intervento del giornalista e attivista Antonino Mazzeo, insieme alle interviste agli abitanti di Ghedi (BS) Loris Gallina e Agnese Martinelli ai microfoni di Radio Onda d’Urto
MANIFESTAZIONI - Sabato si annuncia una giornata di mobilitazione in diverse città e su molti tempi importanti, dal No sociale al referendum con la manifestazione nazionale a Roma, passando dalla tre giorni antifascista in memoria di Davide Dax Cesare, ucciso da tre fascisti (padre e due figli), mentre nel Nord Est, a Vicenza, la mobilitazione contro le basi militari e a Nord Ovest, a Torino, un corteo regionale contro chi sostiene il genocidio e contro la repressione di chi si oppone a esso. A Bologna anche domani contro il Muba. Tutte queste mobilitazioni sono state ampiamente raccontate ai microfoni di Radio Onda d’Urto, segui i link dedicati per ascoltare le interviste!
Contro la logistica di guerra, che muove munizioni e mezzi in tutto il mondo, in Toscana, ieri sera è stato respinto al mittente un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare regionale. Il convoglio è stato prima rallentato a Livorno e Pontedera, poi bloccato dal Movimento No Base al binario 3 della stazione di Pisa. Per ore decine di attiviste-i hanno stazionato sui binari, fino a quando il treno è stato costretto a fare marcia indietro.
Il racconto di Pietro del Movimento No Base di Pisa Ascolta o scarica
Su Radio Onda d’Urto puoi anche ascoltare:
La solidarietà internazionale verso Cuba con un Convoy in partenza il 17 di marzo
L’analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista nostro collaboratore Andrea Fumagalli
La mobilitazione della CGIL per i ciclofattorini in 30 città italiane, sabato 14 marzo
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
13 Marzo 1977 Carri Armati a Bologna e Funerali di Francesco Lorusso





