Sabato mobilitazione nazionale per il Rojava
A Kobane respinti assalti delle milizie | Stragi dell'Idf in Palestina e Libano, repressione in Italia | Usa: domani sciopero generale a Minneapolis | Ciclone devasta Sicilia e Calabria
Qui è FuoriOnda,
la newsletter quotidiana nei giorni feriali di Radio Onda d’Urto. A cura della redazione informativa, viene pubblicata non appena chiudiamo la porta della Radio alle 20: come tutte le email, tu la puoi leggere quando vuoi!
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare Radio Onda d’Urto in diretta
ROJAVA - Apriamo la newsletter, anche stasera, con il confederalismo democratico sotto attacco. Iniziamo dagli aggiornamenti:
Nonostante il cessate il fuoco dichiarato martedì sera, i tagliagole dell’esercito governativo siriano continuano ad attaccare le posizioni delle Forze Siriane Democratiche e delle Ypj, poste ora a difesa delle aree a maggioranza curda dell’Amministrazione autonoma sui fronti di Hasake e soprattutto Kobane, città simbolo della resisteza a Daesh dieci anni fa, ora di nuovo sottoposta a un assedio. Damasco ha tagliato corrente, acqua e internet. Gli abitanti di Kobane e dintorni sono quindi senza servizi e senza cibo.
All’assedio governativo si aggiunge l’inverno: Kobane, infatti, è sotto una bufera di neve. Sotto la neve, però, Sdf, Ypg e Ypj resistono e rispondono al fuoco nemico. Nelle ultime ore hanno riferito di aver inflitto pesanti perdite alle bande di Hts e Daesh. Stamattina respinto un tentativo di avanzata sul fronte di Sarrin, sud di Kobane.
Sempre sotto la neve, dall’altra parte del confine con lo stato turco, a Suruc, decine di migliaia di curdi continuano a riversarsi verso il confine per unirsi alla Resistenza. In corso duri scontri con la polizia turca.
A Erbil, Kurdistan iracheno, oggi ci sono stati movimenti diplomatici: esponenti delle Sdf e dell’Amministrazione autonoma del Rojava hanno incontrato i leader della regione autonoma del Kurdistan iracheno e Tom Barrack, inviato speciale Usa.
Sul terreno c’è poi il fronte di Raqqa, dove gli jihadisti di Daesh, liberati dai loro compari governativi, sono tornati a sventolare le bandiere nere del sedicente Califfato, mettendo i video in rete. Poco distante, intanto, circondate da tutti i lati e sotto bombardamenti continui, unità delle Sdf e delle Ypj continuano a resistere asserragliate nella prigione di Al Aqatan, impedendo la fuga di altri 5mila militanti di Daesh che il governo di Damasco vuole liberare. In tutto il Rojava prosegue la mobilitazione generale, con tutte le persone nelle strade per difendere la rivoluzione confederale. Su questo oggi abbiamo intervistato Daniela Galiè, giornalista di Dinamo Press che lo scorso autunno è stata nei territori della Siria del nord-est. Di seguito un estratto del suo intervento:
La chiamata, comunque, è a resistere in tutto il mondo. In Europa cresce la rabbia, a partire dai giovani della diaspora curda, arrivati ieri sotto il Parlamento europeo a Bruxelles, cercando di entrare all’interno contro le complicità dell’Ue con Damasco, visto il recente incontro tra Al Jolani e Von der Leyen, con 620 milioni di euro promessi all’ex esponente di Al Qaeda. La manifestazione è stata attaccata con gli idranti dalla polizia belga. Scene analoghe a Ginevra, in Svizzera, intorno alla sede delle Nazioni unite.
Anche in Italia salgono i giri della mobilitazione internazionalista. Ieri le prime iniziative a Milano e a Roma. Sabato 24 gennaio sarà mobilitazione nazionale in Italia. Diverse le piazze già annunciate. Tra queste Torino, Pisa, Catania, Roma, Perugia e Brescia, dove l’appuntamento, lanciato da “Rise up for Rojava Brescia”, è alle ore 15.30 in Largo Formentone/Piazza Rovetta. Per presentare l’appuntamento abbiamo intervistato Giuseppe, compagno del centro sociale Magazzino 47, e Dino Greco, di Rifondazione Comunista, due delle realtà promotrici.
PALESTINA - Proseguiamo con la Palestina. Anche in questo caso partiamo dagli aggiornamenti:
L’esercito di occupazione israeliano oggi ha colpito, via terra, mare e cielo, le zone orientali della città di Khan Younis (1 vittima) e il nord di Rafah. Nessuna reazione internazionale, nemmeno di fronte all’ennesimo massacro israeliano a Gaza, che ha colpito deliberatamente un convoglio umanitario vicino all’ospedale turco di Gaza, nella Striscia Centrale. 5 le vittime, tra cui 3 reporter, Abd el-Rauf Shaat (che lavorava per la France Presse, che ha chiesto oggi un’inchiesta internazionale) Anas Ghoneim e Mohammed Qishta, ammazzati nel raid contro il convoglio del Comitato egiziano per il soccorso della popolazione palestinese.
Un civile ucciso anche in Libano nei raid degli F16 israeliani contro diversi villaggi e cittadine nel sud del Paese, a poca distanza dai caschi blu della missione Unifil. Gli attacchi israeliani hanno distrutto 26 abitazioni, in particolare a Qanarit.
In Cisgiordania prosegue da lunedì l’aggressione militare contro ad Al Khalil/Hebron. Le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione in alcune case anche a Hizma, nordest di Gerusalemme, sfrattandone i residenti e trasformandole in postazioni militari. Ferito un 26enne. A Tubas e Nablus, invece, si segnalano altri rapimenti, camuffati da arresti.
Sul lato della diplomazia anche la premier italiana Meloni frena sulla partecipazione di Roma al cosiddetto “Board of pace” per Gaza voluto da Trump”, che si pone in aperta contrapposizione con le Nazioni Unite, mirando di fatto a sostituirle. Anche l’Inghilterra, oggi, ha fatto sapere che non firmerà l’intesa. Nel “Cda dell’occupazione” creato da Trump ci saranno invece Putin e Netanyahu, alcuni regimi arabi della regione e immobiliaristi vari. Nessun palestinese nel Board, a cui è sottoposto il Comitato tecnocratico guidato dall’ex Anp Ali Shaath, che annuncia la riapertura del valico di Rafah settimana prossima. Annuncio tempestivamente smentito dall’ufficio stampa di Netanyahu.
In Italia 9 mesi di “messa alla prova” per i due studenti liceali minorenni arrestati il 22 settembre durante le cariche di polizia e la resistenza di centinaia di manifestanti per la Palestina, intenzionati a “bloccare tutto”, compresa la Stazione Centrale, a Milano. Restano a processo, con le stesse accuse, due studentesse universitarie 21enni. Da Reggio Emilia, per la stessa giornata di lotta e di blocchi, attiviste e attivisti segnalano la notifica di 22 denunce.
A Brescia stamattina presidio dei Sanitari per Gaza fuori dagli Spedali civili. 3 le richieste: cessate il fuoco permanente, rilascio di tutti gli operatori sanitari arrestati, accesso umanitario completo per la popolazione, stravolta da mesi nelle tende, con pioggia, vento e temperature gelide: oggi, per questo, è morto un neonato di 3 mesi, Ali Abu Zur, il decimo da inizio inverno. Al presidio abbiamo intervistato Siria Garattini.
CLIMA - Giunta straordinaria in Regione Sicilia per la dichiarazione dello stato di crisi in seguito al passaggio, violento, del ciclone “Harry”. Sulla costa Ionica delle regioni meridionali gli scenari sono devastanti: lungomare distrutti, muri di abitazioni abbattuti, negozi, case e scantinati allagati. Le mareggiate in diverse zone sono state definite le più violente da almeno 50 anni. Decine di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case, soprattutto tra Catania e Messina. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Federico Alagna, dell’assemblea No Ponte di Messina.
USA - A Minneapolis domani sarà sciopero generale contro le truppe di occupazione di Trump, l’Ice, contrastate da giorni nelle strade da migliaia di solidali, per impedire raid e rastrellamenti di persone migranti. Intanto oggi il vicepresidente Usa Jd Vance è in visita proprio a Minneapolis. È il più alto esponente del governo federale ad arrivare nella città del Minnesota dopo l’omicidio dell’attivista antirazzista Renee Good da parte di un agente dell'immigrazione. Su Radio Onda d’Urto, oggi, è andata in onda la corrispondenza da New York di Marina Catucci, corrispondente de Il Manifesto, inviata nei giorni scorsi a Minneapolis.
BOLOGNA - Ennesimo infortunio mortale sul lavoro in Italia, questa volta costato la vita al redattore radiofonico Andrea Bolelli, collaboratore dell’emittente bolognese Radio Città Fujiko e animatore del programma radiofonico “If the kids are united”.
Andrea, per gli amici “Bole”, era appassionato di musica e organizzatore di eventi culturali per il Bologna City Rockers, festival punk-rock di Bologna nato nel 2014 e di cui era uno dei fondatori. Dj di musica ska, rock, oi!, frequentava gli spazi sociali e di movimento della città felsinea. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto, per un ricordo, Alessandro Canella, direttore di Radio Città Fujiko.
Oggi su Radio Onda d’Urto anche:
Stellantis vuole delocalizzare in Algeria lo stabilimento di Mirafiori. Interrogazione parlamentare
Desenzano del Garda (BS): due fogli di via e un avviso orale per uno striscione contro Grana Padano
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
22 gennaio 1980 - Muore Teresa Noce









